Intervista a Gino Masciarelli, maestro a Brera

Oggi nel salotto di Ticino Live, il pregiatissimo scultore internazionale Gino Masciarelli si racconta a Francesco De Maria svelando aneddoti di gioventù e di vita.

Masciarelli 1 420Francesco De Maria   Ci parli della sua regione d’origine, l’Abruzzo.
Gino Masciarelli   Sono nato a Chieti, l’antica Theate, piccola città ricca di storia, crocevia di culture e popolazioni, che hanno contraddistinto questa terra non solo per la sua ricchezza “materiale” ma soprattutto per il suo patrimonio antropico che si evidenzia nell’identificazione animistica: la Maiella, “grande Madre”, i fiumi che attraversano l’Abruzzo per raggiungere il mar Mediterraneo, “Padre” della civiltà panteistico-dionisiaca e culla dei misteri orfici.

Lei ha qualche motivo per dire: Nemo propheta in patria?
GM   Direi di sì, visto che dopo quasi 50 anni di attività artistica tra l’Italia e l’estero non sono stato mai invitato dalle istituzioni preposte a realizzare un’opera in uno spazio urbano nel territorio abruzzese e nemmeno a realizzare una mostra antologica.

Quali sono stati i suoi maestri?
GM   Il primo maestro è stato mio padre, che con la sua forza ed entusiasmo mi ha indicato la via della ricerca, della sperimentazione e dell’uso dei materiali. Inoltre sono stato sempre a contatto con le maestranze ed artigiani delle storiche fonderie d’arte e laboratori. Anche la natura mi è stata di grande insegnamento e infatti da ragazzo amavo raccogliere rami storpiati dal vento e corrosi dagli agenti atmosferici lungo le rive dei fiumi. Incominciai dapprima osservando attentamente queste forme amorfe della natura e da queste traevo delle ispirazioni che trasferivo sulla materia.

Suo padre forgiava il metallo. È per questo che lei lo ama e lo predilige? Che cosa vede nel metallo?
GM   La sua abilità nella forgiatura e la sua padronanza tecnica mi hanno sempre affascinato. Da bambino lo vedevo come un “dio del fuoco”, simile a Vulcano che manipola la lava incandescente. L’apparente casualità di aggregazione della materia ancora dopo circa cinquant’anni riesce a sorprendermi nello scoprire conglobazioni materiche. Amo la sperimentazione, amo unire materiali diversi. Ad esempio, ho creato piccole sculture in argento 925 che, inserite nel vetro fluido e soffiato e portato in cottura all’interno della fornace, esplodevano andando a formare nuove forme imprevedibili.

Come si vive oggi a Brera? È ancora il quartiere degli artisti?
GM   Fino a quando l’Accademia di belle arti resterà nel quartiere di Brera la presenza degli artisti sarà ancora notevole. Brera è un’istituzione dall’800 ed è stata sempre il fulcro dell’arte, popolata di musicisti, poeti, critici, pittori-scultori.

Ci descriva il suo atelier.
GM   Il mio studio di via Solferino (angolo bastioni di Brera Porta Nuova) da oltre 40 anni è punto d’incontro e di multiculturalità con artisti di varie discipline. Caratteristica è l’ubicazione, infatti in questo palazzo storico a piano terra esisteva la prima fabbrica di carrozze a Milano (inizi’ 900); infatti le porte d’ingresso del cortile sono grandi e l’altezza dei locali supera i 4 metri. L’ambiente è molto luminoso, una sorta di open space. Essendo l’interno di un cortile, resta molto silenzioso e tranquillo, tipico per gli artisti che necessitano spazi ampi e momenti di tranquillità per le loro ispirazioni.

Lei ha soggiornato e lavorato a Berlino. Quali sentimenti evoca in lei questa città?
GM   Ho vissuto a Berlino nel periodo della caduta del Muro e ho respirato il fermento culturale della riunificazione.

Masciarelli Uovo xIl celebre “Uovo” di Masciarelli

Il più famoso scrittore della sua terra natale è Gabriele d’Annunzio. Ha mai creato un’opera ispirandosi a lui?
GM   Sì. Ho realizzato alcuni studi sul velivolo Caproni, che d’Annunzio pilotò. Ho anche pubblicato, nel mio volume “Colori e sapori d’artista” edito nel 2015, alcune riflessioni del grande Poeta.

Ho letto una sua frase che mi ha colpito: “Occorre spianare una strada a chi non la possiede perché i poteri forti hanno ostacolato notevolmente la creatività per troppo tempo, rendendo il mondo privo di un’energia creativa e produttiva di cose belle che nascono più facilmente quando sono lontane dalle ineluttabili leggi del mercato”. Lei vede il mercato e il capitalismo come avversari dell’arte?
GM   Per quanto riguarda il mercato dell’arte in una società capitalista si aprirebbe un discorso molto complesso da affrontare ma sicuramente esso è manipolato, oltre al fatto che  spesso si discosta dalla realtà.

L’artista forse non è libero nella società del giorno d’oggi? Lo era di più in passato? Che cosa lo lega?
GM   La mia recente conquista d’arte si concretizza nel gruppo “in-flusso”, movimento artistico da me fondato in cui la libertà individuale diventa perno e fondamento di espressione e di forza collettiva, in cui l’arte è protagonista.

Lei sente di essersi pienamente espresso, come artista, nella sua vita?
GM   Ho lavorato assiduamente, realizzando opere sempre diverse, sia come tematiche che come tecniche di lavorazione, libero da ogni forma di “prostituzione intellettuale”. Il mercato dell’arte si impone cercando di negare la libertà espressiva ma se si produce arte seriale, commerciale e priva di contenuto si diventa ripetitivi, anziché trasmettere un messaggio emblematico, forte e potente.

Masciarelli bestiario xIl “Bestiario” di Masciarelli, vasta composizione che si articola su 54 opere. Si trova a Cortina d’Ampezzo.

Una delle principali difficoltà per un artista, secondo me, è… l’immensa quantità di artisti che ci sono al mondo. Diventare “qualcuno” è molto, molto difficile. Lei dopo quanti anni di lavoro è diventato un artista affermato?
GM   Il termine affermato non mi si addice, ma essendo da 50 anni sul campo, avendo esposto in 120 angoli di mondo, certamente sono conosciuto. Anche se vivo da circa 40 anni di arte, tuttavia, devo essere sincero, si fa tanta fatica, forse perché non ho mai accettato le leggi del mercato, continuando a realizzare opere mie, che sentivo mie istintivamente! Il mercato mi domandava altri tipi di sculture e ho rischiato di essere tagliato fuori ma sono comunque riuscito a sopravvivere con la mia arte.

“La bellezza salverà il mondo”. È la famosa frase che pronuncia il principe Mishkin nell’ “Idiota” di Dostoevski. Potrebbe essere il motto di qualsiasi artista. L’arte può rendere l’uomo migliore, o è un’illusione?
GM   Sì, è il motto dell’artista in generale perché la bellezza in senso lato la troviamo non solo nell’arte ma anche nella quotidianità come in un fiore, in una nevicata, in un paesaggio, in un gioco di bambini, oppure attraverso la pittura o la scultura o la musica. Queste forme d’arte che purificano l’anima attraverso l’esteriorizzazione del proprio essere sono segnali di pace, serenità, tranquillità, come quando al tramonto ci si siede lungo la battigia del mare e l’anima resta estasiata da colori, da forme. L’arte impressionando positivamente gli animi riesce a  nobilitare l’essere umano.

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