La crisi di Lugano Airport – Il Mattino: “Gettare la spugna adesso significa gettare nel water…”

Il Pensiero del giorno è assegnato oggi al Mattino della Domenica.

“Una cosa è certa: gettare la spugna adesso significa buttare nel water anche quanto l’ente pubblico ha investito nell’aeroporto negli scorsi anni. E si tratta di soldi del solito sfigato contribuente luganese! E’ poi ovvio che, se si decide di chiudere, non si potrà più tornare indietro! E’ una strada senza ritorno! Visto che Lugano intende profilarsi sempre più in futuro come polo turistico e congressuale – vedi il grande progetto del Campo Marzio – la presenza di un aeroporto è una premessa necessaria per l’attrattività del nuovo Palazzo dei Congressi e della destinazione Ticino in generale! Discorso analogo vale per la piazza finanziaria. Che sarà anche regredita (e per questo sappiamo chi ringraziare, ossia la catastrofica ex ministra del 5% Eveline Widmer Puffo, messa in Consiglio federale dai kompagni ro$$overdi e dagli uregiatti). Ma quella luganese rimane sempre la terza piazza finanziaria della Svizzera!

E poi, come si pensa di sviluppare l’aviazione privata con le attuali fatiscenti strutture e senza gli hangar??
Sicché, l’esame del Messaggio municipale da 20 milioni deve continuare! Poi, è chiaro che anche il Cantone dovrà essere chiamato a fare la propria parte a sostegno dell’aeroporto, idem dicasi per i privati che traggono vantaggi diretti dalla presenza dello scalo! Ma affossare l’aeroporto di Lugano-Agno sarebbe una mossa degna di Tafazzi! Sia per il futuro della città, sia per quanto già investito in passato nella struttura!”

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Il messaggio è estremamente chiaro (e di questo ringraziamo il Mattino). Siccome la Città (= il contribuente) ha gettato/speso decine di milioni per Lugano Airport (essenzialmente per coprirne i deficit), dovrà prepararsi a gettarne decine di altri.

A questo punto il cittadino comune (colui che paga) si domanda: lo dovremo fare A PRIORI ? Lo dovremo fare SENZA CONDIZIONI ?

Di notevole interesse anche la frase: “Poi, è chiaro che anche il Cantone dovrà essere chiamato a fare la propria parte…” È talmente chiaro che non potrebbe essere più oscuro. Al proposito sarebbe il caso di interpellare il ministro Zali che è

  1. Membro del governo cantonale e direttore del Dipartimento del territorio
  2. Membro del consiglio di amministrazione di Lugano Airport

NOTA. Tra una o due ore questo portale pubblicherà una fondamentale intervista sulla tormentata vicenda dell’aeroporto.