Il MUSEC (Museo delle Culture) alla scoperta delle Americhe

Tre importanti donazioni di arte precolombiana estendono gli orizzonti della ricerca e delle attività espositive del Museo

Bottiglia fischiante a due camere raffigurante un pappagallo. Perù, Vicús-Moche, 100 a.C. – 800 d.C. Collezione Cottier © 2017 MUSEC Lugano

Proseguendo le sue attività di ricerca nell’ambito dell’antropologia dell’arte, il MUSEC guarda adesso al continente americano. Grazie a un ricco nucleo di opere d’arte delle antiche civiltà del Perù, gli esperti e i curatori di Villa Malpensata hanno cominciato a esplorare le raccolte che tre diversi collezionisti hanno voluto donare al Museo, affinché le conservi e le valorizzi nel tempo.

Le tre collezioni, molto diverse tra loro per natura e formazione, sono giunte al Museo in tempi differenti: la Collezione Cottier nel 2012, la Collezione Gavazzi nel 2017 e una terza raccolta, il cui donatore ha chiesto espressamente di restare anonimo, nel 2016.

La Collezione Cottier comprende oltre 250 ceramiche peruviane, ma anche e, soprattutto, gli attrezzi e i materiali antichi con i quali le ceramiche furono realizzate. Si tratta di una cosiddetta collezione di confronto, estremamente rara e particolarmente preziosa per lo studio delle tecniche artistiche e la storia del restauro.

Maschera per fardo funerario. Perù, Lambayeque, 800–1375. © 2017 MUSEC Lugano

La Collezione Gavazzi punta invece più decisamente al versante artistico. Composta da oltre 100 tessuti, ci offre una finestra privilegiata per scoprire i motivi iconografici che hanno alimentato la creatività delle antiche tessitrici peruviane: giaguari, pesci, uccelli, divinità e personaggi storici che costituiscono il mondo ideale e l’immaginario di quelle genti.

Recipiente rituale (paccha) utilizzato per offerte di chicha o di acqua sulla terra. Perù, Inca, 1440-1532. © 2017 MUSEC Lugano

L’ultima collezione, composta di oltre 100 fra ceramiche e opere di metalli preziosi, è lo specchio della passione collezionistica e del gusto del secondo dopoguerra in cui l’arte precolombiana divenne protagonista delle prime grandi esposizioni d’arte nei musei americani ed entrò a far parte e a dare bella mostra di sé nelle case della ricca borghesia.

Le attività di ricerca, che prevedono naturalmente anche la schedatura scientifica di tutto il materiale, saranno accompagnate da seminari e incontri di diverso genere, con la collaborazione di studiosi europei e americani. Una selezione delle opere sarà poi oggetto di un’esposizione temporanea del ciclo «Cameredarte» nella seconda metà del 2019.