Un’ottima lezione di civica – di Tito Tettamanti

Pubblicato nel CdT e riproposto con il consenso dell’Autore e della testata. Titolo originale: “Lezioni di civica”.

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In questo articolo l’Avvocato rende omaggio al grande vincitore della “battaglia della Civica”,  descrivendolo come “spigoloso, determinato, non naturalmente incline al compromesso”. Lui è proprio così e Tettamanti lo fotografa perfettamente.

Come Siccardi saprà capitalizzare il vasto consenso popolare che ha raccolto attorno a sé in una campagna di pochi ma intensissimi mesi, questa è la domanda che molti si pongono.

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TITO TETTAMANTI  Ho atteso che gli animi si calmassero per questo mio commento nel quale non parlerò dei pro e dei contra dell’iniziativa popolare «Educhiamo i giovani alla cittadinanza (diritti e doveri)» accettata con la votazione del 24 settembre.

Voglio per contro sottolineare alcuni importanti aspetti che lo scontro di idee sull’iniziativa ha messo in evidenza. Una lezione di civica è stata proprio l’acceso dibattito e la massiccia partecipazione. Interventi, riunioni, lettere e contributi nei media. Cittadine e cittadini hanno coralmente espresso il loro interesse. È questo che fa della democrazia diretta il migliore dei sistemi – sia pure con il paventato pericolo della dittatura della maggioranza –, il fatto che i votanti grazie al pubblico dibattito hanno un elevato grado di conoscenza a proposito del tema in votazione.

Poi è vero, nella foga è scappato qualche cazzotto in più del necessario e qualche colpo sotto la cintola, ma si sa se si sale sul ring del dibattito pubblico bisogna essere pronti ad incassare qualche sberla. Meglio questi eccessi e qualche scomposta idiozia che il gelo democratico del disinteresse e della disattenzione.

Una lezione di civica anche di bruciante attualità. La nostra società si trova spesso in virtù della sempre maggiore complessità obbligata a confrontarsi con il parere degli esperti, dei tecnocrati impersonati in questo caso dai funzionari del Dipartimento dell’educazione, dai loro consulenti, dai docenti.

Il parere degli esperti è utile ma mi farebbe paura una «Repubblica degli esperti» e in questo caso sto dalla parte del «senso comune» ben elaborato da Gramsci nei suoi scritti. Il risultato di una votazione non dice cosa è giusto o sbagliato, ma ciò che vuole la maggioranza dei cittadini e l’esame dei risultati delle votazioni in Svizzera negli ultimi 100 anni depone a favore dell’equilibrio di giudizio del popolo.

Infine, nel dibattito era individuabile anche se più sfumata, la contrapposizione tra chi nell’insegnamento della civica vedeva pure una miglior preparazione individuale per difendersi dalla pervasività dello Stato per difendere i sempre più ridotti (per chi la pensa come me) spazi di autonomia, e chi per contro più orientato verso forme collettivistiche è meno critico verso l’operato della burocrazia statale.

È doverosa anche una parola a proposito del primo firmatario dell’iniziativa. Un industriale che qualche decennio fa vende la sua florida attività in Italia in segno di protesta verso politiche economiche e sociali, verso ottusità burocratiche che ritiene ostacolino e compromettano lo sviluppo delle attività imprenditoriali. Ricomincia dal Ticino, sviluppa una realtà industriale importante per il cantone e ritiene quale segno di gratitudine verso la patria di adozione di impegnarsi affinché il Ticino non compia gli errori che molto costano allo sviluppo economico italiano.

Personaggio spigoloso, determinato, non naturalmente incline al compromesso, ma che mette il suo impegno in prima persona a favore delle idee in cui crede. Le sue idee, come tutte, sono condivisibili o meno ma innegabile è la lezione di impegno civico.

Dibattiti anche eccessivi, valorizzazione del senso comune, impegno civico, raggiungimento di maggioranze: tutti ingredienti indispensabili per la democrazia diretta.

Un’ottima lezione di civica.

Tito Tettamanti