La Permanente di Milano e un nuovo modo di guardare l’arte – di Cristina T. Chiochia

La sede del museo de La Permanente -Società delle Belle Arti e della Esposizione Permanente- di Milano è un gioiello di quello che è lo straordinario patrimonio storico ed artistico italiano.

Nata per regio decreto nel 1884, è un Ente che ha tuttora sede nel bellissimo palazzo progettato, come recita il sito internet in stile neoclassico dall’architetto Luca Beltrami con l’intento specifico di ospitare esposizioni d’arte. Da oltre un secolo la Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente svolge, infatti, attività di promozione e diffusione culturale, organizzando e realizzando mostre monografiche e tematiche e rassegne storiche, anche in collaborazione con Musei, Enti ed Istituzioni nazionali ed esteri.

Un luogo che quindi, già nel suo fondamento costitutivo lega in sè tanti elementi e che, da qualche anno, ha ampliato la sua fruizione forse proprio anche grazie all’eredità che ha lasciato Expo2015 alla città di Milano: una città proiettata al futuro, capace di coinvolgere emotivamente chi partecipa ad un evento.

Ne è un esempio bellissimo, la programmazione attuale di questo museo per la città italiana, che offre anche spunti interessanti di riflessione proprio per la grande capacità (e lo sforzo) di “internazionalizzazione” dell’arte partendo proprio dal cuore della città meneghina. La Permanente di Milano infatti cerca e trova spunti innovativi per un nuovo modi di guardare l’arte, non solo attraverso la sensorial art experience, ma anche alla scelta diversificata delle mostre da affiancare nella programmazione.

Un compito non semplice, ma addirittura sottolineato la scorsa estate dall’attuale Ministro dei beni culturali italiano, Dario Francheschini che intervenuto all’inaugurazione di una mostra proprio al Museo de La Permanente, che ha parlato di una Milano con uno straordinario patrimonio […] ma anche ricca di tanti elementi tra cui la moda ed il design che ne fanno una città “proiettata al futuro” […] . Ed è proprio questo slancio “verso il futuro” in cui, sicuramente, si riconosce l’attuale programmazione del Museo de La Permanente per la città di Milano.

Con la scelta di accostare nella programmazione 3 artisti internazionali provenienti da mondi artistici totalmente differenti (con la mostra dell’albanese Hibraim Kodra e dei suoi contemporanei, del Bielorusso Chagall e del Giapponese Kuniyoshi);ma testimoni di quello che potrebbe diventare un vero e proprio mood per l’internazionalizzazione culturale a Milano nel far amare (e comprendere meglio) l’arte: offrire attraverso artisti internazionali in questo caso, di indiscussa qualità, un lato “inedito” offrendo cosi una esperienza unica quasi fosse l’andare ad una mostra, partecipare ad un evento in Italia, in questo caso, a Milano. Un evento in particolar modo, “memorabile” non solo nella fruizione stessa della mostra d’arte in una città italiana, ma anche che impegni sul piano personale lo spettatore,straniero o italiano che sia, nell’atto stesso della visita al museo in modo unico ed irripetibile attraverso la sensorial art experience. Arte questa, in cui gli Italiani sono maestri sommi.

La mostra che meglio esemplifica questo concetto è sicuramente quella su Chagall, visitabile dal 14 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018 ospitata per la prima volta in Italia, performance art experience “Chagall: sogno di una notte d’Estate” che in Francia ha ottenuto ben 580mila visitatori. E si badi bene. Non si sta parlando di una mostra di dipinti. Ma di un vero e proprio spettacolo in una sede museale al fine di far vivere, attraverso una nuova forma d’arte, i capolavori del grande maestro bielorusso, scoprendosi protagonisti dell’emozione di “essere” nei suoi dipinti, nella sua arte e storia personale.

Un vero e proprio “linguaggio delle emozioni” che, come già accaduto in molti dei padiglioni espositivi di ExpoMilano2015, la “sensorial art experience”, attraverso l’emozione di esserci, saprà coinvolgere lo spettatore attraverso il nuovo linguaggio delle sequenze , in tutto 12, dove il mondo di Chagall di materializzera per immagini: il villaggio bielorusso di Vitebsk, la sua vita, l’appartenenza alla cultura ebraica, la musica e i colori di collages, vetrate, mosaici, circo ecc che si materializzeranno ovunque nella sala. Attraverso opere quali: il ciclo de “Gli Amanti” (‘Gli amanti in verde’ (1916-1917), ‘Gli amanti in grigio’ (1916-1917), ‘La passeggiata’ (1917-1918), ‘La danza’ (1950), ‘La lotta di Giacobbe e l’angelo’ (1960-1966) ) al ritmo di musiche e racconti originali, lo spettatore parteciperà dell’arte e l’estro di Chagall come appunto, in sogno. Non quindi una mostra “immersiva” ma un modo nuovo di guardare l’arte con una vera e propria regia edita da Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto e Massimiliano Siccardi ed una colonna sonora edita Luca Longobardi.

Con il patrocinio del comune di Milano, la mostra è promossa dal Museo de La Permanente e prodotta dal Gruppo Arthemisia con Sensorial Art Experience (in Francia prodotta da Culturespaces a Carrieres de Lumieres).

Cristina T. Chiochia