Centro asilanti di Losone, gli agenti di Securitas: “Lavoro estenuante” tra insulti e violenza.

 

Rivelazioni clamorose da parte degli agenti di Securitas lasciati a casa dopo la chiusura del centro asilanti di Losone, di pochi giorni fa.

Sono sette i dipendenti licenziati nel mese di novembre, lo conferma il direttore Stefano Moro che ha dichiarato di essere dispiaciuto ma che non era possibile trovare una collocazione alternativa per gli agenti. La notizia che sta facendo scalpore tuttavia, riguarda un altro tipo di licenziamenti che hanno avuto luogo nei mesi precedenti alla chiusura della struttura. Tre agenti su trenta impiegati sono stati licenziati per essere stati violenti con gli asilanti e alcune interviste rilasciate al portale Ticinonline/20 minuti hanno confermato che il clima nella struttura era stressante e teso.

“Spesso i giovani asilanti tornavano al centro ubriachi, dopo essersi riforniti di alcol nei negozi di Losone. Erano soliti fare uso di droghe, in particolare cannabis, nelle loro stanze. Capitava di assistere a gesti di autolesionimo e a liti tra gli ospiti, anche con vetri e bottiglie in mano” ha dichiarato un ex a impiegato della struttura.

Episodi di violenza, insulti e sputi a quanto pare erano eventi all’ordine del giorno e in un paio di casi gli agenti avrebbero reagito “in modo sbagliato” alle provocazioni. Stefano Moro ha dichiarato che non gli era mai capitato di dover licenziare qualcuno per episodi di questo genere in Ticino ma nel caso di Losone c’è stato addirittura un agente a cui era stato diagnosticato un esaurimento nervoso dopo che ha colpito un asilante in seguito ad una provocaziome.

“È stato un lavoro estenuante. Turni di notte per settimane e mesi, con riposi di 24 ore e un salario poco sopra i 3000 franchi. Fatichi ad arrivare a fine mese. E in più ti toccano gli insulti. Lavorare con gli asilanti è la cosa peggiore. Peggio ancora dei carnevali. In entrambi i casi hai a che fare con gente ubriaca, alterata, e tu lì a subire” riporta uno degli ex lavoratori. Moro tuttavia nega che le situazioni di forte stress possono essere state causate dai ritmi di lavoro estenuati: “Abbiamo sempre operato nel rispetto della legge sul lavoro”.