“No Billag No Svizzera” – Abate Lombardi Branda Giacometti lanciano la battaglia per la vita e per la morte – Il nome scelto riflette un’esagerazione fantozziana

Mercoledì scorso a Bellinzona nella sala patriziale

Siamo arrivati in ritardo perché – giunti in orario all’autosilo Cervia – non abbiamo potuto accedervi: INCIDENTE! “Ma, agente, che cosa è successo?” “C’è stata un’esplosione. È per la Sua incolumità personale”.

Arrivati in ritardo non c’era neppure un posto a sedere. Le persone di mezza età non dovrebbero partecipare alle conferenze stampa. Difatti i giornali ci mandano giovanotti e ragazze, più resistenti.

La Capitale neo-aggregata ha una viabilità (da noi valutata) disastrosa, è tutto sottosopra con lavori in corso e casotto. Anche lasciare la Turrita è stato un calvario.

Riportiamo integralmente il comunicato stampa. Esso contiene la solita serie di esagerazioni pacchiane, formulate con abile terrorismo psicologico, ma non dice una sola parola sull’unico punto realmente importante:

se la RadioTV di monopolio dia al pubblico un’informazione equilibrata, imparziale, leale, non impegnata a diffondere il pensiero politicamente corretto del governo federale.

I casi sono soltanto due:

  • non dicono una parola perché per loro il problema non esiste, oppure
  • non dicono una parola perché sarebbero sommersi dall’imbarazzo.

Decidete voi.

* * *

L’iniziativa “No Billag” che andrà al voto il prossimo 4 marzo rischia di mettere a repentaglio la coesione, l’informazione e l’economia nazionale. In Svizzera tedesca e in Svizzera romanda di recente sono state lanciate le corrispettive campagne volte ad affossare con un secco NO l’iniziativa “No billag”. Con l’avvio della campagna ufficiale “No Billag No Svizzera” presentato oggi (8 novembre 2017) a Palazzo Civico di Bellinzona, il Ticino e il Grigioni italiano si aggregano alla battaglia, chiudendo il cerchio nazionale anti “No Billag”. Il comitato della campagna, co-presieduto dal sindaco di Bellinzona Mario Branda, dalla sindaca di Bregaglia Anna Giacometti, e dai Consiglieri agli Stati Fabio Abate e Filippo Lombardi, ha snocciolato una serie di punti capitali atti a respingere l’iniziativa “No Billag”.

Ad aprire la conferenza Mario Branda: “La nostra radioTV è un elemento centrale della nostra vita. Un argomento che mi sta a cuore, è che la radioTV è un servizio pubblico importante, un servizio di informazione che si rivolge in 4 lingue alla popolazione svizzera. E non è un argomento scontato, se pensiamo che in alcuni Cantoni viene proposto di non insegnare più una seconda lingua nazionale. Quello offerto dalle nostre radioTV è un servizio importante per la nostra coesione nazionale, volto allo sviluppo culturale, al mantenimento della tradizione, all’intrattenimento, all’informazione e rappresenta un veicolo di affermazione della nostra identità nazionale; inoltre contribuisce a fare in modo che l’utente possa farsi una propria opinione, garantendo così un sistema democratico.

Avere quindi una voce presente, forte e a favore della minoranza italiana è un elemento molto importante”. Branda, infine, ha toccato un punto molto delicato, ovvero quello del settore professionale: “Circa 1’700 posti di lavoro sono collegati alla radioTV svizzera italiana, aspetto socioeconomico che non va assolutamente sottovalutato. Qualora l’iniziativa venisse approvata, la chiusura delle radioTV sarebbe un disastro dal punto di vista sociale; come si riuscirebbe a porre rimedio alla situazione che si creerebbe?
L’iniziativa avrebbe conseguenze disastrose per il nostro paese”.

“Anche per noi è molto importante avere una radioTV italiana e romancia – ha in seguito sostenuto Anna Giacometti – Dopo la frana che ha messo a dura prova la Val Bregaglia, nelle ultime settimane la copertura mediatica ci ha aiutato a ottenere i fondi per ricostruire le zone colpite dal disastro. Per le ragioni periferiche come la nostra, l’impulso che ha dato la radioTV per il paese è stato decisamente essenziale. Inoltre, essenziale è anche il contributo che le radioTV danno al mondo della cultura, dal momento che sostengono eventi importanti come il Festival di Locarno, ovvero manifestazioni che generano turismo e introiti. L’informazione della Svizzera italiana è seria, e intendo difendere la nostra radioTV, invitando tutti a votare NO a “No Billag”.

“Nella maggior parte dei paesi europei – ha poi aggiunto Fabio Abate – esiste un servizio pubblico di informazione. Per le peculiarità e le diversità linguistiche, nonché per la democrazia diretta che caratterizzano la Svizzera, le nostre radioTV offrono garanzie di coesione, e alimentano un sentimento di appartenenza a un paese, preservandone la sua unità. “No Billag” significa annullare tutti quei parametri che vanno in questa direzione. E per le future generazioni? Per poter partecipare alla vita politica ora si possono confrontare con un sistema di radioTV che offre libertà di opinioni. Se le nostre radioTV venissero meno, quali sarebbero le alternative? Lo scenario sarebbe a dir poco catastrofico. In Svizzera, il modello attualmente in vigore è ottimale! Ricordo che se noi cancellassimo il modello attuale, precluderemmo anche la possibilità di migliorare la struttura già costruita e varata da tempo”.

A chiudere il giro di opinioni ci ha pensato Filippo Lombardi: “Raramente ho trovato un’iniziativa popolare così anti-Svizzera come questa. Qui non si vota su un programma, su un presentatore, su un’emittente che magari non convince, qui si vota sull’insieme dei media svizzeri, il cui equilibrio è frutto di un lavoro decennale. È un sistema che ha trovato il suo equilibrio tra emittenti pubbliche e private, e anche tra la dimensione nazionale e quella regionale. Questo sistema funziona, personalizza la Svizzera con tutte le sue peculiarità linguistiche e identitarie. È un sistema adatto alle diversità svizzere, come le quattro lingue, ad oggi adeguatamente rappresentate e servite. Non esiste un paese confinante che ha come priorità quella di occuparsi dell’informazione svizzera. L’iniziativa “No Billag” è distruttiva, esattamente come il martello rappresentato nel logo della nostra campagna. Per la nostra economia chiudere le nostre radioTV sarebbe disastroso.

Il comitato politico che ha lanciato oggi la campagna è aperto a tutte le personalità, associazioni, istituzioni, aziende e cittadini che desiderano sostenere la causa. Tramite il sito web della campagna, www.nobillag-nosvizzera.ch, è possibile aderire al comitato e contribuire finanziariamente.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale: www.nobillag-nosvizzera.ch

  • lupo

    Se fossi sordomuto, solo a vedere chi ha promosso e sottoscritto l’appello, voterei SI. Ci saranno futuri, nuovi licenziamenti nel baraccone di Comano? Non me ne frega un cazzo! Certi signorini, finalmente, saranno costretti a lavorare.

  • Abate Faria

    “No Billag, no Svizzera”. Lo diranno anche nelle scuole? Dico la verità e perdonate se non sono molto aggiornato. Che cosa sia la Billag lo so ormai da tempo. Quanto alla Svizzera mi viene una leggera voglia di riprendere in mano il Patrizio Tosetti. Non sapete cosa sia? Ebbene, è quel vecchio libro (avrà un secolo) che spiegava come nacque la voglia dei Waldstätten di liberarsi da qualcuno che non amavano. Certo, avevano i loro metodi: dopo aver pregato Iddio e levando alte grida si gettavano sul nemico. Oggi, sia ben chiaro, non si può. Però si può sempre ridere e agire di conseguenza. Soprattutto quando certe cose (vedi il sensazionale orologio RSI) assomigliano molto a una sorta di Rivoluzione culturale. Di incretinimento, scusatemi. Certo non voglio lontanamente pensare a quella famosa di rivoluzione, prediletta a suo tempo ma ormai lontana, l’epica rivoluzione del grande condottiero il cui pensiero faceva bollire il riso e fertilizzava i campi. Per quanto riguarda la votazione, vedremo poi. Lasciamoci tutti sorprendere. Lo dite anche voi che siete sul pezzo.