Ambasciata USA a Gerusalemme, riconosciuta da Trump capitale d’Israele. S’attendono disordini

Trump riconosce implicitamente Gerusalemme come capitale d’Israele. La Palestina annuncia tre giorni di collera. (E speriamo siano soltanto tre).

Come precedentemente annunciato, Trump ha deciso di spostare l’ambasciata degli Stati Uniti da Tel Aviv a Gerusalemme. Non appena lo ha comunicato, la sera del 5 dicembre, al presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, le cancellerie di mezzomondo si sono auto sincopate, andando in allarme. La decisione ufficiale, dovrebbe tuttavia esser riconosciuta oggi, 6 dicembre 2017.

Tanto per cominciare, i Palestinesi hanno annunciato tre giorni di collera, da mercoledì a venerdì, per protesta, condannando la scelta di Trump e definendo il Tycoon come un ricattatore.

Per iniziativa dello stesso Abbas, il presidente palestinese  e il Pontefice Francesco si sono sentiti al telefono, come riferito dal portavoce della cancelleria Vaticana.

Abbas avrebbe avvertito Trump del rischio che comporterebbe la sua scelta, sulla stabilità addirittura mondiale.

Trump ha tuttavia fatto sapere di essersi già sentito al telefono con il premier Benjamin Netanyahu, con il re di Giordania Abd Allah II e con il capo di Stato Egiziano Al SìSi.

Vladmir Putin ha fatto sapere che Mosca appoggia le riprese dei colloqui tra Palestina e Israele, Gerusalemme inclusa.

In ogni caso, si attende una rivolta violenta da parte dei Palestinesi, in tal caso, come dichiarato dal capo di hamas, Haniyeh, i rivoltosi oltrepasseranno tutte le linee rosse. Le truppe israeliane sono in massima allerta, lo Shin Bet, il comando centrale dell’esercito, la polizia israeliana si dicono pronti in caso di rivolta, gli Usa hanno ordinato ai membri del loro consolato di non recarsi nella città vecchia, Gerusalemme Est.

Venerdì, finita la preghiera islamica, tutte le forze rivoltose palestinesi sono chiamate a raccolta per iniziare la rivolta.

Il presidente turco Erdogan incita i palestinesi stessi a troncare ogni rapporto con Israele.

Macron si dice preoccupato, il ministro degli esteri tedesco Sigmar Gabriel ha invano tentato di ammonire gli usa “la scelta” ha detto “non placherebbe il conflitto, ma o accenderebbe ulteriormente.”

Il presidente turco Erdogan incita i palestinesi stessi a troncare ogni rapporto con Israele.