Gas Social, un odio senza limiti, senza “se” e senza “ma”

Assegniamo il Pensiero del giorno alla Redazione di Gas Social, il blog (a nostro avviso) più a sinistra della Galassia, per questo frammento grondante livido odio.

“L’UDC non smette di sorprenderci. Dopo averci inizialmente martellato gli zebedei su No Billag, e dopo le prime prese di distanza, sia a livello nazionale che ticinese, ieri al comitato cantonale a Tenero è andato in scena l’ultimo atto di questa colossale farsa. La libertà di voto data dai delegati UDC riguardo a No Billag, dietro la bella facciata di un esercizio di democrazia interna, svela la vera essenza di tutta la vicenda: una immensa, enorme buffonata. Perché solo di buffonata si può parlare quando, nel partito che lancia l’iniziativa, alla fine solo in 7 su 39 alla fine votano per il Sì, 16 per il no e altrettanti per la libertà di voto. Lanciare un’iniziativa e poi tirarsi indietro può voler dire due cose: o non si è compresa inizialmente la portata della votazione e le sue conseguenze per il nostro Cantone, e allora parliamo di totale inettitudine, oppure, ancora peggio, si è sfruttata la pancia degli elettori per aumentare il proprio consenso, salvo poi tirarsi indietro quando è apparso palese il danno che ne risulta, e allora dire che l’UDC prende in giro la popolazione non sembra un’ipotesi azzardata.”

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C’è però una cosa che il Gas, nella sua furia pantoclastica, non dice (o non vede, ma sembra impossibile). Questi “pagliacci” hanno una concreta passibilità di vittoria. Lorenzo e Alain saranno lì come due poveri disperati, esposti al ludibrio e al dileggio degli amici di Bosia Mirra, ma i voti li hanno.

Per finire. Abbiamo apprezzato pochissimo (dall’esterno, s’intende, noi siamo fuori) le pressioni di Marco Chiesa, forte della sua carica e di una probabile soggezione del presidente, volte ad ottenere un NO che avrebbe deliziato Canetta.