Nel paese dei balocchi e del buonismo spicciolo – di Donatello Poggi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Donatello dice quello che la gente dice. Certo, nei più squisiti salotti radicalchic – tra una flûte di Moët Chandon e una tartina al caviale – probabilmente si arriccerà il naso, soprattutto in questa sera sfavillante di San Silvestro. “Ma è proprio razzista questo Poggi, ma si può?” “Pianista, ci rassereni [vasseveni] con un notturno di Chopin!”

Noi ospitiamo Poggi, che ha tutto il diritto di dire la sua, e diciamo… che di buonismo c… si può anche morire.

* * *

Allora, un 29enne richiedente l’asilo pachistano “assegnato al cantone Ticino” – già questa formulazione è tutto un programma – e un cittadino croato 67enne residente in Riviera (?) decidono di trovarsi ad Altirolo, piccola e tranquilla frazione di Giornico, almeno fino ad oggi, per regolare le loro pendenze (?). E qui comincia il film …

Eh sì, perché il giovane pachistano richiedente l’asilo, è sicuramente fuggito dalla guerra (?) e giunto in Svizzera malconcio e con soltanto i vestiti che aveva addosso – come vuole il solito cliché buonista e irresponsabile di una certa sinistra ormai in confusione – aveva “prestato”, udite udite, alcune migliaia di franchi al cittadino croato 67enne residente in Riviera per, si dice, evitare l’espulsione dalla Svizzera e ora li rivoleva. Dei comunicati di Polizia ho imparato a fidarmi ma non troppo. Siamo ancora ad una questione di permessi?

Si potrebbe anche ridere di tutta questa vicenda tragicomica che mette ancora una volta in evidenza, chiara, come la politica dell’immigrazione voluta dalla signora Cornelia (Simonetta, ndR) Sommaruga e accoliti, sta facendo solo l’interesse dei soliti noti, in Svizzera e non. Però viene anche da piangere pensando che c’è gentaglia che noi cittadini “manteniamo” economicamente e che fa il cavolo che vuole convita ormai, dai fatti, che il nostro paese sia proprio il Paese dei balocchi, come descritto nel famoso libro di Carlo Collodi.

Dico, come faceva il giovane pachistano ad avere tutti questi soldi? Da dove vengono questi soldi? Da organizzazioni criminali in Svizzera (di richiedenti l’asilo) che lucrano su questo? Dallo spaccio di droga? E non si dica di no perché chi ha occhi per vedere, vede! E il cittadino croato dalla pistola facile, sicuramente ottimamente integrato in Ticino, cosa faceva? Ha dei precedenti? S’invitano la Polizia e la Magistratura a darsi una svegliatina perché fare i duri con gli automobilisti è sin troppo facile … Comincio anche a capire del perché la sempre più dittatoriale UE contini a farci pressioni affinché al popolo svizzero venga tolta l’arma militare.

Eh sì cari signori dal buonismo spicciolo ma sempre con i soldi degli altri, perché di fronte a queste situazioni – senza quelle che non ci fanno sapere – il cittadino contribuente e onesto vuole delle risposte chiare perché altrimenti ci si potrebbe anche stufare di sentirsi dare del razzista in casa propria e in più con i propri soldi! Anzi, io mi sono già stufato da un pezzo.

In Italia persino Renzi sembra aver cambiato idea su tutta quest’accoglienza indiscriminata e addirittura denuncia: “Basta buonismo, non li possiamo accogliere tutti.” In Germania la kapò Merkel, con la sua linea delle “braccia aperte” ha perso addirittura le elezioni. Vorrà pur dire qualcosa tutto questo o facciamo finta di nulla ancora per molto?
Nel mio paese, Giornico, vedo spesso gruppetti di tre/quattro “richiedenti l’asilo”, rigorosamente giovani, prendere il bus alle 21.30 la sera per spostarsi a sud. Presumo a Biasca o Bellinzona.

Certo che è dura così la vita da richiedente l’asilo e non oso pensare cosa loro pensino di noi, appunto il Paese dei balocchi … o dei tarocchi. A Berna c’è ancora qualcuno? E in Ticino? Ah già, le vacanze di Natale ….

Donatello Poggi
già deputato in Gran Consiglio