Resta in prigione Ahed Tamimi: la 16enne simbolo della resistenza palestinese.

Credit: Haim Shwarczenberg

Ahed Tamimi è divenuta ormai “il simbolo della resistenza palestinese”. La 16enne di Ramallah è stata ripresa due settimane fa mentre schiaffeggiava in un villaggio cisgiordano un ufficiale dell’esercito israeliano che non ha reagito con la violenza. Tamimi era stata arrestata immediatamente dopo la diffusione del filmato e ieri è stata incriminata in un tribunale militare.

La ragazza dai folti ricci biondi ormai divenuta un’icona sui social palestinesi, dovrà rispondere di 12 capi d’accusa mentre sul web e nelle piazze la folla chiede la sua liberazione offrendole tutto il sostegno di cui ha bisogno.

Ahed non è nuova a episodi di questo tipo: già nel 2012 una fotografia l’ha ritratta mentre teneva un pugno alzato rivolto contro un soldato mentre nel 2015 aveva morso un militare che cercava di arrestare il fratello della ragazza. Proprio per il suo impegno nella lotta contro l’occupazione israeliana, il presidente turco Erdogan aveva premiato la ragazza qualche anno prima.

A portarla in prigione tuttavia è stato l’episodio più recente immortalato in un video.  Secondo coloro che la difendono il suo arresto è finalizzato a soffocare quella “nuova ribelle generazione di palestinesi” che vogliono contrastare l’occupazione.  D’altro canto, l’accusa sta cercando di sgretolare l’immagine di eroina che si è creata sul web definendo la ragazza “una pedina nelle mani della famiglia” che la spingerebbe verso proteste teatrali. Assieme a lei in prigione anche sua madre e sua cugina che verranno entrambe sottoposte agli interrogatori. Tutte e tre rimarranno in prigione almeno fino all’8 di gennaio quando si terrà la prossima udienza. In caso di condanna la ragazza dovrà scontare diversi anni di reclusione.