Non c’è pace per Modigliani – di Jean Olaniszyn

Il caso delle opere dichiarate false esposte a Palazzo Ducale a Genova

Possiamo cominciare col dire che ci avevano visto giusto l’esperto toscano Carlo Pepi (che smascherò anche le false teste nella famosa ‘burla’ del 1984), fondatore dell’Istituzione Casa Natale Modigliani di Livorno, e Marc Restellini, curatore di mostre ed esperto dell’artista italiano, quando denunciarono la presenza di opere false o dubbie nella mostra di Modigliani allestita da marzo a luglio 2017 a Palazzo Ducale di Genova, istituzione che oggi si dichiara parte fortemente lesa.

Il perito Isabella Quattrocchi incaricata dai pm Paolo D’Ovidio e Michele Stagno, nell’ambito dell’inchiesta partita la scorsa estate e che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati il curatore della mostra Rudy Chiappini insieme al presidente di MondoMostre Skira, Massimo Vitta Zelman, e il collezionista e mercante d’arte Joseph Guttmann, proprietario di alcune delle opere ritenute false, ha stabilito che sono almeno 20 le opere dubbie di Modigliani e Kisling presenti nella mostra.

Personalmente debbo dire che mi pare fuorviante e del tutto insignificante la questione delle origini delle cornici sollevata dalla perita: è la prima volta che sento una dichiarazione simile nella storia dell’arte addotta quale prova per determinare l’autenticità o meno di un dipinto.

Saranno piuttosto le analisi approfondite sul tipo e dimensioni delle tele, in particolare se corrispondono a quelle in commercio in quegli anni, e ovviamente la qualità pittorica fino all’analisi di alcuni pigmenti, per esempio i bianchi che si usavano in quegli anni erano bianchi di argento e non di zinco.

Senza dimenticare che a partire dal 1916-17, Modigliani cominciò a vendere le sue opere grazie al mercante Léopold Zborowski, ma dato che molti dipinti risultavano incompiuti venivano “terminati” dall’amico pittore Moise Kisling. E qui cominciano i primi problemi di attribuzione di opere non autografe.

Per questo oggi fa stato il catalogo realizzato da Ambrogio Ceroni negli anni Cinquanta: 337 opere pubblicate e ritenute (quasi) tutte autentiche dal mercato dell’arte. Poi ci sono anche i cataloghi di Lanthemann e Osvaldo Pantani. Si può affermare che di Modigliani sono certe le opere che hanno una evoluzione storica nota.

Comunque adesso la procura di Genova indaga “per truffa aggravata, messa in circolazione di false opere d’arte e riciclaggio”. Si deve però attendere la sentenza definitiva perché ovviamente gli indagati, in particolare i proprietari delle opere, chiederanno una controperizia (azzardo un nome: Serena Baccaglini) con sicuramente anche il coinvolgimento di Christian Parisot – ritenuto il custode del nome e dell’opera di Amedeo Modigliani dalla improvvisa morte per un incidente (caduta dalle scale) di Jeanne Modigliani nel 1984 – oggi in disgrazia per le note vicende giudiziarie, che le ha autenticate e pubblicate nei suoi numerosi “Catalogue raisonné” e nei cataloghi di diverse mostre internazionali.

Difatti non è pensabile che i proprietari delle opere, musei e privati, stiano a guardare dato che una sentenza definitiva a loro sfavore porterà alla distruzione di tutte le opere – valutate fino a pochi mesi fa milioni di franchi – oggi poste sotto sequestro e definite dal perito del tribunale dei “falsi grossolani”.

Palette de Modigliani, foto Archivi Modigliani, ed. ELR

Gli indagati hanno già messo in dubbio il parere dei vari denuncianti ed esperti dicendo per esempio che “Carlo Pepi non ha mai pubblicato libri sull’argomento” e che la perita Isabella Quattrocchi (nata nel 1983) “ha una credibilità maggiore nei tribunali rispetto a quella che ha nel mondo dell’arte non essendo nota nell’ambito scientifico per le sue competenze tanto meno su Modigliani”. Prima della Quattrocchi, i carabinieri si erano avvalsi di un’altra consulente: Maria Stella Margozzi, storica dell’arte e funzionario del Ministero dei Beni Culturali, la quale aveva dichiarato falsi almeno tre dipinti.

Sta di fatto che Marc Restellini, esperto di Modigliani, è un’autorità nel campo dell’arte riconosciuto a livello internazionale e quindi sarà una dura battaglia.

Restellini ha puntato il dito contro Guttmann e Christian Parisot (ex presidente del ‘Modigliani Institut Archives Légales, Paris-Rome’ con sede a Palazzo Taverna a Roma): “Per organizzare una mostra importante di Modigliani – ha detto a verbale Restellini – ci vuole un investimento di svariati milioni di euro, Parisot chiede solo 150 mila euro a dimostrazione che i guadagni non arrivano dalle mostre ma dalla legittimazione di opere false”. L’esperto ha detto anche che dopo l’arresto di Parisot, Guttmann ha iniziato a collaborare con Chiappini.

Personalmente già anni fa, quando mi sono occupato degli Archivi Modigliani con l’intenzione di portarli in Ticino, ma anche con la partecipazione nell’organizzazione di diverse mostre di Modigliani, cito quella presso la Biblioteca cantonale di Lugano (2006/2007) e quella presso il Museo Statale delle Belle Arti “Pushkin” di Mosca (2007) con la cura di cataloghi per le mie edizioni ELR, avevo denunciato la presenza di falsi pubblicati nei cataloghi di Parisot. Proprio per questo motivo avevo dato le mie dimissioni dagli Archivi Modigliani che oggi sono di proprietà privata e dei quali mi sto nuovamente occupando.
Affaire à suivre……

Jean Olaniszyn, operatore culturale, editore

Le opere sequestrate nella mostra di Genova sono le seguenti:
1. Testa scultorea, 1910-11, disegno a matita grassa su carta
2. Cariatide Rossa/Gli sposi, 1913, olio su tela
3. Ritratto di Moricand, 1915, olio su tela
4. Ritratto di Jean Cocteau, 1916, disegno a matita su carta
5. Ritratto di Chaim Soutine, 1917, olio su tela
6. Cariatide à genoux, 1913, matita e gouache su carta
7. Nudo seduto, 1913-14, matita e acquarello blu su carta
8. Cariatide, 1914, tempera su carta
9. Nudo disteso (Ritratto di Cèline Howard), 1918, olio su tela
10. Ritratto di Mose Kisling del 1916, disegno a matita su carta
11. Testa di donna, 1917, olio su tela
12. Testa di donna dai capelli rossi, 1915, olio su tela
13. Donna seduta, 1916, disegno a matita su carta
14. Ritratto femminile (La femme aux macarons), 1917, olio su tela
15. Ritratto di Maria, 1918, olio su cartone
Tra i dipinti sequestrati anche quelli attribuiti a Moise Kisling, dopo che l’esperto Marc Ottavi, catalogatore ufficiale dell’opera del pittore polacco, ne aveva dichiarato la falsità.

Le opere sono:

16. Madame Hanka Zborowska nell’atelier, 1912, olio su tela
17. L’atelier, 1918, olio su tela
18. Natura morta con ritratto, 1918, olio su tela
19. Giovane donna seduta, Kiki, 1924-26, olio su tela
20. Grande nudo disteso (Portrait d’Ingrid), 1929-1932, olio su tela.

Copertina del catalogo della mostra “Amedeo Modigliani. La vita in immagini”, con testi di Gerardo Rigozzi, Gabriella Meloni, Christian Parisot, Giorgio F. Alberti (Modigliani e la Cabbalà), e una serie di fotografie di Anna Marceddu. Pubblicazione realizzata con il contributo della banca Credit Suisse, curata da Jean Olaniszyn, coedizione Biblioteca cantonale, Lugano/ELR, Losone 2006.

“Amedeo Modigliani: une vie en image” (libro in francese e russo), con testi di Christian Parisot, Giorgio F. Alberti (Modigliani e la Cabbalà), e un testo inedito di Marika Rivera-Phillips. Libro edito in occasione della mostra Modigliani al Museo Statale delle Belle Arti “Pushkin” di Mosca. Pubblicazione curata da Jean Olaniszyn, coedizione Modigliani Institut Archives Légales, Paris-Rome/ELR, Losone 2007.