I Dreamers sono salvi: Trump critica il sistema giudiziario.

Ultimamente Trump ha vita complicata sul fronte politico nazionale ed estero. In molti infatti sono convinti che continuando così finirà per perdere la ragione, e altri sostengono che questo sia già avvenuto.

Una recente decisione da parte della giustizia americana sul fronte dell’immigrazione, impedisce all’amministrazione Trump di metter fine definitivamente al programma DACA (Deferred Action for Childhood Arrivals) voluto da Obama sulla tutela dei Dreamer. Il termine Dreamer è usato per descrivere i giovani immigrati privi di documenti legali portati negli Stati Uniti da bambini dai genitori immigrati illegalmente.

Trump, dichiarando che non si può governare con il cuore, ha abrogato il piano delle tutele dando al Congresso 6 mesi di tempo per trovare una soluzione legislativa con i permessi biennali che coinvolgono queste persone.

Mercoledì scorso ha denunciato i tribunali federali come ingiusti e oltraggiosi dopo che un giudice distrettuale di San Francisco, William Alsup, ha emesso martedì una sentenza temporanea che blocca la decisione di Trump mantenendo in vigore il programma di azione differita per l’infanzia.

A livello nazionale questa decisione del tribunale ha prodotto correnti incrociate al Congresso dove vari legislatori si sono incontrati in gruppi bipartisan per ottenere la protezione di circa 800’000 immigrati che sono stati portati negli Stati Uniti e hanno lavorato, frequentato la scuola americana e prestato servizio militare. Per il Congresso sarà più difficile adesso ottenere un accordo legislativo. Trump vuole abolire o barattare il programma DACA entro quest’anno con il via libera ai finanziamenti per ampliare la costruzione del muro al confine con il Messico.

I sostenitori degli immigrati dicono che oltre 100 persone al giorno, destinatari del programma DACA, perdono lo status di protezione. Un numero destinato ad aumentare se la decisione di Trump verrà messa in atto.

Ma il giudice di San Francisco ha trovato legalmente imperfetta la decisione dell’amministrazione Trump di porre fine al programma DACA. I diretti interessati verrebbero irrimediabilmente danneggiati se le  protezioni del programma che consentirebbe loro di vivere e lavorare legalmente negli Stati Uniti, venissero annullate prima che i tribunali abbiano la possibilità di considerare pienamente le loro richieste.

Cercando di metter fine all’era Obama, Trump ha anche tentato di parlare favorevolmente dei giovani immigrati dichiarando che non è sua intenzione che questi vengano deportati.

I Democratici sarebbero favorevoli ad un disegno di legge già presentato in precedenza, prima del DACA, che darebbe ai giovani immigrati un percorso verso lo status legale e all’eventuale cittadinanza se continueranno ad essere rispettosi della legge. I Repubblicani al Congresso, quelli che si oppongono al programma DACA, stanno invece cercando un accordo che includa i finanziamenti del muro di confine promesso da Trump, e nello stesso tempo hanno paura di sentir chiamare questo loro accordo come amnistia per quelli che sono negli USA illegalmente.

Il Congresso spesso funziona meglio quando si trova sotto pressione di fronte ad una scadenza. Il 5 marzo prossimo è una sorta di scadenza finale. Per arrivare alla risoluzione del problema, l’accordo dovrebbe includere un rafforzamento della sicurezza delle frontiere e altre modifiche alla legge sull’immigrazione in cambio di protezioni permanenti per gli immigrati in questione. I Repubblicani vogliono anche imporre nuovi limiti al ricongiungimento familiare impedendo ai nuovi immigrati legalmente residenti di presentare domanda per portare i loro familiari negli Stati Uniti.

Ma le due parti restano al momento molto distanti sui dettagli di un compromesso, soprattutto per un motivo ben preciso: Trump vuole 18 Miliardi di dollari per il suo muro.