No Billag – “Ci ho pensato molto bene prima di aderire al Comitato d’iniziativa” – Intervista a Battista Ghiggia

“Ma bisogna avere il coraggio delle proprie idee”

“Un clima esasperato è stato creato ad arte dagli oppositori”

“Non ci sarà nessuna catastrofe”

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L’avvocato Battista Ghiggia, una delle personalità più rilevanti del Comitato d’iniziativa Ticino (piuttosto piccolo e “monocromatico”), si esprime oggi su Ticinolive sulla battaglia che infiamma la radio, laTV, i giornali e i “social”, con il termine fissato al 4 marzo 2018.

Ghiggia è convinto e deciso ma il suo tono è – giustamente – sdrammatizzante. Non sta per cascare il mondo, sembra che ci voglia dire.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Francesco De Maria   Gli iniziativisti di No Billag sono stati accusati di ogni nefandezza e trattati da irresponsabili. Ma, per entrare in materia e in sintesi, quali sono le loro buone ragioni?

Battista Ghiggia   Intanto va detto per prima cosa che la votazione si poteva evitare se la SSR e la Signora Leuthard, unitamente ai suoi alti funzionari, avessero avuto la sensibilità di cogliere il messaggio molto chiaro che il risicatissimo risultato della votazione popolare del giugno 2015 aveva dato. In seguito vi è stata durante le discussioni in Parlamento la proposta di ridurre il canone annuale a 200 fr.
Il buonsenso avrebbe consigliato di mettersi al tavolo con gli iniziativisti per trovare una soluzione, visti i campanelli d’allarme e la possibilità che era stata data per un eventuale compromesso. Come suol dirsi tanto tuonò che piovve.L’ombrello però bisogna sempre comprarlo quando è bello, altrimenti arrischia di essere troppo tardi.

Il grande pregio di questa iniziativa è quello di aprire un dibattito che i vertici SSR non hanno mai voluto affrontare, nonostante le critiche, i cambiamenti delle abitudini della gente, della società e il progresso tecnologico.

L’attuale formula di ripartizione garantisce al Ticino (nella sua qualità politica di “terza Svizzera”) vantaggi enormi (e 250 milioni tondi tondi). Come può un ticinese votare Sì, non è una follia?

La fine del sistema attuale SSR non dipende da questa iniziativa, che lo potrà sí accelerare in caso di accoglimento (abbastanza improbabile), ma è determinato dal progresso tecnologico e dalla digitalizzazione. L’apertura commerciale di internet oltre 20 anni fa ha scatenato un megatrend in cui le strutture di potere sono sistematicamente messe sotto pressione e crollano. Questo cambiamento è un po’ simile a quanto avvenuto 500 anni fa con l’invenzione della stampa. Le difese corporativistiche non possono in ogni caso arrestare questa tendenza. Chi ha una situazione di rendita la vuole difendere ad ogni costo. I rent seekers vendono ovunque e da sempre cara la propria pelle.

A ciò si aggiunga che a partire dal 2019 il finanziamento della SSR è comunque tutt’altro che sicuro, perché la nuova imposta sarà illegale mancando una base nella Costituzione federale, visto che nel 2015 è stata accettata l’imposta radiotelevisiva senza modificare la Costituzione.

L’esito del voto No Billag non lo decide né la RSI, né i cittadini ticinesi ma i votanti di oltre Gottardo.

Se la Svizzera il 4 marzo dà il No, mentre il Ticino dà il Sì, al Cantone succede qualcosa di brutto?

I vertici SSR dovranno tener conto, secondo logica, di un SÌ in Ticino anche se la Svizzera voterà NO. Bisogna altresí vedere quali saranno i numeri. Penso che se il NO a livello svizzero, come probabile, dovesse vincere e se questo NO fosse, come pure probabile, piuttosto tirato, il processo di rinnovo e di adattamento della SSR dovrà essere molto veloce e sia la SSR che il Dipartimento a cui fa riferimento dovranno fare tesoro delle critiche emerse nel corso della campagna per procedere senza indugio, abbandonando la spocchia e l’arroganza fin qui dimostrata, ad un rapido adattamento alle mutate circostanze.

Ci faccia conoscere la Sua opinione circa il “bagno di sangue occupazionale”, principale (e quasi unico) argomento del Fronte del No.

Le preoccupazioni dei collaboratori sono perfettamente comprensibili e meritano sicuramente rispetto e attenzione. Ciò non deve però far dimenticare le critiche fondate al corporativismo e alla concezione monopolistica immutabile che la SSR ha di se stessa. La globalizzazione ha prodotto in ogni settore operativo dei cambiamenti di rilievo. Nel Canton Ticino abbiamo sotto gli occhi i cambiamenti molto importanti avvenuti nel mondo bancario e nell’intera piazza finanziaria e in tutto l’indotto ad essa legato. Anche qualora non dovesse passare l’iniziativa, la SSR ha in ogni caso gli anni contati perché il cambiamento tecnologico non è arrestabile e l’avvento della telefonia 5G chiuderà in un battibaleno la trasmissione di dati tradizionale aria e cavo. A ciò si aggiunga la questione del finanziamento di cui ho detto sopra. Non voler affrontare il problema vuol dire negare l’evidenza.

I sostenitori della RadioTV di Stato ribadiscono incessantemente che: “non esiste un piano B”. Anche per i fautori della No Billag… la cosa è evidente?

Tutte le aziende serie se condotte in modo manageriale e adeguato devono avere non solo il piano B, ma anche il piano C e D. Se la SSR non dovesse averli è un errore imperdonabile. Se così fosse: chi è causa del suo mal…

Dal 2014 al 2017 come può essere valutato il comportamento (politico) della consigliera federale Leuthard? Ha difeso validamente la Ssr/Rsi ?

La Signora Leuthard è una donna di potere, molto intelligente e abile a comunicare. Grazie a queste sue doti l’ha spesso spuntata nell’ambito delle votazioni popolari. Quando nella votazione per l’aumento del costo della vignetta autostradale ebbe a minacciare come conseguenza un aumento del carburante di alcuni franchi al litro, perse. Esagerare la percezione della minaccia non funziona più come funzionava fino alla metà degli anni ’90. L’esito di diverse contese: 9 febbraio, Brexit, Trump, lo dimostra molto bene. Penso che non abbia colto, forse anche perché pressata dai vertici SSR che vogliono mantenere immutato lo status quo, i segnali di cui ho detto all’inizio, che avrebbero permesso di evitare la votazione.

In caso di “catastrofe”, che cosa potrebbe fare il governo, che cosa potrebbe fare il parlamento?

Non ci sarà nessuna catastrofe perché l’articolo 197 n. 12 cpv. 3 Cost, norma transitoria dell’art. 93 Cost, dice chiaramente alla data dell’entrata in vigore delle diposizioni legali le concessioni sono revocate. Ciò sta a significare che, e lo spiega anche il messaggio alla pagina 7384, che la disposizione costituzionale non è direttamente applicabile fintanto che non entreranno in vigore le disposizioni per l’attuazione dell’iniziativa, in quanto, e cito il messaggio, “è evidente che in questo modo si intende consentire un’uscita pianificata dall’attuale sistema dei media elettronici, con un mantenimento del sistema del canone nella fase di transizione precedente all’attuazione del testo da parte del legislatore”. Ne segue che attraverso le norme di attuazione il tutto è perfettamente pianificabile e non ci sarà nessuno che spegne la luce di colpo. Evidentemente questo processo non potrà durare 4 o 5 anni.

L’informazione che vogliono far passare i contrari su questo punto è fuorviante.

“No Billag No Svizzera” è uno slogan 1) geniale 2) esagerato 3) concettualmente errato?

Nessuno dei tre: è semplicemente chiaro.

Può fornirci la composizione del Comitato ticinese per il Sì all’iniziativa? Lei ne fa parte? Se sì, prima di aderirvi ha esitato?

Per quanto concerne la composizione del comitato rinvio al comunicato stampa riportato su diversi media. Certamente ci ho pensato molto bene, perché il clima esasperato che è stato creato ad arte dagli oppositori all’iniziativa è finalizzato ad esercitare una forte pressione. Ritengo però che bisogna avere il coraggio delle proprie idee e difenderle in modo composto ma deciso, nonostante il clima di pressione generalizzato. È una delle caratteristiche fondamentali della democrazia, soprattutto di quella diretta, alla quale a parole tutti tengono tanto.

Quali azioni di propaganda sono state pianificate per i due mesi che restano? Di quali mezzi dispone il Comitato?

Visti i mezzi a disposizione del comitato ticinese, praticamente inesistenti e il numero esiguo dei membri che ne fanno parte, vi sarà unicamente la partecipazione ai dibattiti, conformemente a quanto riportato nel comunicato stampa, e la pubblicazione di opinioni sui mezzi di stampa.

L’avvocato Tettamanti si è espresso in parecchi articoli nel Corriere sulla questione No Billag. Che cos’ha imparato leggendo Tettamanti?

Con il suo stile acuto e pungente e con le sue lucide analisi, l’Avv. Tettamanti ha focalizzato molto bene in diversi suoi articoli le criticità della SSR, gli errori strategici commessi dalla sua dirigenza e dalla politica che la supporta, rispettivamente che a nessuna attività è concesso di vivere di rendita a tempo indeterminato soprattutto quando cambiano i contesti socio-politici, economici e tecnologici.

A suo avviso questa iniziativa, così minacciosa per l’esistenza stessa della Ssr/Rsi, può essere vista come una vendetta della Destra, che ha masticato amaro per decenni e ritiene, a ragione o a torto, di essere stata sempre danneggiata?

Ci sarà sicuramente chi la vede così, ma è un approccio sbagliato. Questa iniziativa è stata lanciata dai giovani dell’UDC svizzera e da diversi dirigenti dei giovani liberali-radicali svizzeri, da collaboratori del Liberales Institut e da pochi altri ed è riuscita, sola contro tutti, senza il sostegno dei partiti e altre organizzazioni a raccogliere le firme necessarie e questo soprattutto per i motivi che ho detto all’inizio. Chiaramente l’orientamento ideologico dei giornalisti della SSR, con un 70% di giornalisti di sinistra ed un altro 16% di giornalista di centro-sinistra, può creare questo tipo di percezione e attirare l’adesione di gente orientata a destra. Ritengo però che questo non sia un elemento decisivo nell’indirizzare la popolazione al sostegno dell’iniziativa, anzi lo giudicherei secondario.

Il direttor Pontiggia ha scritto una frase ai miei occhi illuminante: “La Rsi è diventata antipatica alla gente”. Vuole darci la Sua interpretazione di quella parola?

Per quanto mi concerne non è così e comunque io non decido mai in forza di simpatie o antipatie. Che però alcuni dirigenti siano supponenti lo dice tutta la stampa svizzera.

La Rsi è impegnata al massimo e (così afferma) lotta per la vita. Si sta battendo bene, con la sua strategia e i suoi adepti, tutti mobilitati sul piede di guerra?

Il giocare continuamente sull’emotività, sul moralismo, sull’indispensabilità e sul catastrofismo, seppur comprensibile da un certo punto di vista, non aiuta la RSI nella difesa della sua causa e ho l’impressione che se il tiro non sarà rapidamente corretto di diverse misure, l’eventuale accoglimento dell’iniziativa potrebbe essere favorito da questa strategia, che dal mio punto di vista è inadeguata ed è la risultante di chi è abituato da sempre ad operare in un contesto monopolistico, fuori dalle turbolenze dei mercati e dei cambiamenti e che non riesce concettualmente ad immaginare un’uscita dalla “comfort zone” in cui è abituato ad operare. Marchand da uomo intelligente e non altezzoso ed autoritario come De Weck, sta un po’ cercando di correggere il tiro dando l’impressione di aver capito alcune critiche e in particolare di essere ben cosciente di quella che è la direzione che dovrà prendere la SSR in futuro, indipendentemente dal successo o meno dell’iniziativa

A Suo avviso i sondaggi sono affidabili? C’è una probabilità alta o bassa che “girino”?

Non sono in grado di fare una valutazione di questo genere, al momento attuale la situazione sembra essere molto tirata e chi vincerà o perderà lo farà per poco. C’è però tutto il tempo perché i numeri possano cambiare. Determinante sarà la strategia adottata dalla SSR. Direi che il destino è molto nelle sue mani.

Ci sono degli esponenti politici o culturali (le proibisco di farne i nomi!) che, pur favorevoli al Sì, non osano metter fuori la testa?

Tanti ed eccellenti. E non solo a destra o al centro.

Per concludere, il 4 marzo entreremo in un nuovo mondo mediatico?

Ci siamo già entrati da un pezzo. L’iniziativa ha il grande pregio di accelerare la presa di coscienza di chi non se ne è ancora reso conto o non se ne vuole rendere conto.

Esclusiva di Ticinolive

  • Pietro Molina

    Cosa c’entra il 5G, con Fare e Produrre Televisione? Poi il 5G deve arrivare nelle nostre valli? Ci vorranno un sacco di Antenne ma Nessuno le vuole vicino a Casa come la Mettiamo con il 5G? Ma non ci sono degli studi clinici che più trasmissione di Dati via etere aumentano i vasi di Cancro?

  • Gioksy

    Per fortuna una posizione chiara: “La fine del sistema attuale SSR non dipende da questa iniziativa, che lo potrà sí accelerare in caso di accoglimento (abbastanza improbabile), ma è determinato dal progresso tecnologico e dalla digitalizzazione.” Perfetto quindi cominciamo a vorare NO e poi il tempo farà la sua parte.