Reinventando il Concorde: il ritorno dell’era supersonica.

 

Era il 2003 quando arrivò la fine infausta dell’epoca supersonica. Quell’anno infatti la compagnia British Airways ritirò dal servizio il suo ultimo jet Concorde, un aereo costruito durante gli anni 70 capace di volare ad una velocità doppia rispetto a quella del suono.

L’industria aerospaziale ha sempre ambito ad un futuro supersonico, ma il ritiro del Concorde ha coinciso con la mancanza di jet passeggeri in grado di volare così velocemente. E ironia della sorte oggi gli aerei subsonici convenzionali volano più lentamente dei loro equivalenti dagli anni 60.

Il 2017 però ha dato nuovo slancio alla corsa per rompere la barriera del suono.

Due giganti americani come la Lockheed Martin, produttore del famoso caccia da combattimento F16, e la General Electric hanno annunciato una joint venture con Aerion, start-up aerospaziale del Nevada, per sviluppare quello che viene chiamato il primo jet supersonico.

Ma non sono gli unici, anche la Japan Airlines, decidendo di destinare 10 Miliardi di dollari, e la Virgin Group hanno annunciato che investiranno in una società rivale, la Boom Technology di Denver, con preordini dei loro jet in grado di trasportare fino a 55 passeggeri ad una velocità fino a 2.2 della velocità del suono.

L’evoluzione nel settore aerospaziale negli ultimi 50 anni ha migliorato l’economia dei nuovi aerei. Si spera quindi in un rinascimento supersonico.

Il Concorde è stato progettato sulla carta, costruito in alluminio e alimentato da motori turbo jet rumorosi. Oggi si progetta con la fluidodinamica computazionale, in grado di usare algoritmi e analisi numerica per risolvere problemi di fluidodinamica, si costruisce usando la fibra di carbonio e gli aerei sono spinti da motori turbo fan efficienti e silenziosi. Migliorando l’efficienza del carburante in termini di distanza.

I promotori delle due aziende sostengono che basteranno 2,5 ore di volo tra New York e Londra, e non più di cinque ore di viaggio tra la costa occidentale dell’America e Singapore o Sydney.

Anche questa volta però questo tipo di viaggio sarà fuori della portata della maggior parte dei turisti pur costando un quarto in meno rispetto al Concorde. Il biglietto potrebbe essere comunque 5 volte superiore a quello di un biglietto economico su un aereo normale.

Nonostante tutti gli sforzi ci sono ancora comunque alcuni ostacoli tecnici.

Tranne che per l’aviazione militare, attualmente non sono disponibili motori adatti a jet passeggeri che viaggiano a velocità supersonica. Il risultato di volare più velocemente della velocità del suono è il rumore creato dal famoso boom sonico. Soprattutto gli Stati Uniti hanno regolamentato e limitato i voli supersonici sul loro territorio.

Certamente società del calibro come quelle americane facenti parte del nuovo progetto, possono sensibilizzare il cambiamento normativo e la nuova tecnologia potrebbe venire in soccorso.

Perfino la NASA sta sperimentando modi per ridurre il botto intrusivo di un boom sonico.

Ma se ciò non dovesse essere fattibile, le compagnie aeree supersoniche dovranno fare affidamento soltanto sulle rotte transoceaniche proprio come hanno fatto con il Concorde. Per attraversare l’Oceano Pacifico invece sarebbe un problema sorvolarlo senza scalo tecnico per rifornimento. Bisognerà verificare che l’eventuale fermata di rifornimento non si traduca in un tempo di volo che è solo leggermente inferiore a quello di un aereo convenzionale. Staremo a vedere.

Il viaggio supersonico, comunque, non sta prendendo il controllo dell’aviazione commerciale, ma le migliori compagnie aeree lo vedono come una tendenza imminente e gli ingegneri aeronautici vedono sempre meno problemi per motori supersonici.