Pisa – La drammaturgia coreografica di Daniele Albanese in VON – di Cristina T. Chiochia

La magia della danza torna nella vicina Italia, in modo particolare in Toscana, non solo a Firenze con “Danza in Fiera” a fine Febbraio 2018, uno dei più importanti e grandi eventi internazionali di danza e ballo in Italia, ma anche con l’avvio di alcune rassegne. A titolo di esempio si è scelta quella di Pisa, al Teatro Verdi e Sala Spazio Sant’Andrea, rassegna ideata e fortemente voluta dal suo Direttore Artistico, Silvano Patacca,vicepresidente di ADEP-Federdanza che è membro dell’Ufficio di Presidenza di FEDERDANZA-AGIS ; in collaborazione alla Fondazione Toscana Spettacolo Onlus, da sempre attenta alle novità del mondo -danza.

Ecco nascere un cartellone interessante, che seguiremo per questo in alcuni appuntamenti, scelti per i lettori di Ticinolive.ch al fine far emergere l’idea di come un teatro di tradizione italiano, sia comunque molto attento anche nel proporre al suo pubblico appuntamenti anche dal punto di vista della danza internazionale.

Primo appuntamento quello di Anticorpi XLCollaboraction#3 un’articolata forma di sostegno di promozione per giovani coreografi indipendenti italiani, di cui sia la Fondazione Teatro di Pisa che la FTS onlus fanno parte, della Compagnia Stalker di Daniele Albanesee con lo spettacolo “VON” che già nel titolo rimanda ad un “altro” non definito, nello splendido Spazio Teatro Sant’Andrea,raccolto, inedito ed unico: un’antica chiesa sconsacrata in cui si dice fosse stato battezzato addirittura Galileo Galilei (la cui casa natale è proprio lì accanto) con i ballerini Marta Ciappina e Giulio Petrucci. Daniele Albanese, formatosi in Olanda, ha avuto grandi maestri: non solo alla European Dance Development Centre dove ha studiato nel solco del più sincero postmodernismo americano (solo per citarne alcuni Steve Paxton, Eva Karlzag, Lisa Kraus, Benoit Lachambre) , ma danzando per nomi quali Peter Player, Tony Thatcher, Virgilio Sieni, Nigel Charnock, Karine Ponties.

Solo nel 2002 decide di fondare la compagnia Stalker, il cui nome deriva come ricorda Silvia Poletti durante l’incontro al termine dello spettacolo con i performers, “dall’omonimo film di fantascienza di Tarkovskij “con lo scopo di indagare la danza come linguaggio e presentando i propri spettacoli sino ad oggi in festival e teatri in Italia e all’estero.
Il significante ed il significato nella danza, come immagine quasi “magica” dei simboli dispersi in uno spazio al confine con un buco nero, ecco la sensazione provata. Come magneti legati tra di loro da un filo invisibile, ecco i corpi dei danzatori che cercano in una perenne trasformazione quasi fossero crisalide e farfalla, il confine tra il chiaro e lo scuro, la trasformazione in energia in perenne metamorfosi.

“Nello spettacolo- come dice lo stesso coreografo Albanese- l’orizzonte degli eventi delimita in un buco nero una immaginaria superficie di spazio-tempo che separa i punti da cui i segnali possono fuggire da quelli per cui ciò non è più possibile. Questa zona immaginaria di confine e di passaggio tra ciò che è chiaro e leggibile e ciò che è oscuro e misterioso è la zona di indagine di Von. Una riflessione sulla danza intesa come continua mutazione e trasformazione in rapporto con le forze che agiscono sui corpi e sullo spazio in una coreografia di movimento, luce e suono. Forze naturali, forze fisiche e forze politiche che mutano, distorcono e muovono i corpi e il loro incedere nel tempo, onnipresente personaggio di questo spettacolo”.

Una “drammaturgia” quasi che si esprime coreograficamente, che non vuole però raccontare una storia (anche se inevitabilmente lo fa), che non è narrativa in sè, ma lo diventa dilatandosi nello spazio-tempo che va a costruire tra movimenti, bit musicali e luci. Un bell’esempio di una danza contemporanea che cambia, che genera nuove relazioni sia che partano dalla danza classica, come nel caso del ballerino, o no, come nel caso della ballerina; magnetiche e opposte quasi: tra i corpi, in modo particolare nella danza dei bravi Marta Ciappina e Giulio Petrucci, fino a diventare spazio ideale di un corpo totalmente solo, quasi elettrico e scarnificato, come nell’assolo di Albanese stesso, che attraverso una ricerca artistica profonda, produce l’effetto (allucinogeno) di leggere nell’uso del corpo in movimento quasi un testo che non ha un unico linguaggio, seguendo la grammatica stilistica però di un altro testo ancora.

Per concludere l’ideale cerchio magico, perfettamente creato dalla Compagnia Stalker, grazie anche allo spazio raccolto del Teatro, ecco il pubblico costretto a parteciparVi nel finale grazie anche al crescendo dei”bit sonori” della musica di Lorenzo Donadei e Luca Nasciuti e le luci che si dilatano e si chiudono, di Alessio Guerra.

Tanti i co-produttori dello spettacolo, italiani ed internazionali che fanno ben comprendere quanta ricerca ci sia nel produrre un singolo spettacolo di danza ai giorni nostri: Torinodanza festival / Fondazione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, CDC – Les Hivernales/Avignon, Halles de Schaerbeek con il sostegno di Garage 29/Bruxelles, Associazione Stalk/Parma. Progetto sostenuto da CollaborAction#3 – azione del Network Anticorpi XL, in collaborazione con festival, rassegne e stagioni a cura di Anticorpi e Ater, Interplay, Piemonte Dal Vivo, Amat, Arteven, Artedanzae20, Teatro Pubblico Pugliese, C.L.A.P.Spettacolodalvivo, Armunia, FTS Onlus, Centro Santa Chiara. Progetto sostenuto dal “Fondo per la Danza D’autore Regione Emilia-Romagna 2015/2016”. Residenze artistiche: Halles de Schaerbeek e Garage 29 (Bruxelles)/in collaborazione con Torino Danza Festival/Wallonie-Bruxelles International (WBI)- Wallonie Bruxelles Thèâtre Danse (WBTD)/Città di Torino, Lavanderia a Vapore 3.0/ Piemonte dal Vivo, Teatro Petrella di Longiano /Comune di Longiano con Teatro Dimora / Arboreto Mondaino, Teatro Consorziale di Budrio – Comune di Budrio (Bo) con H(abita)T /rete di spazi per la danza, Teatro delle Briciole – Solares fondazione delle Arti/Parma, Europa Teatri/Parma, Santarcangelo Festival/Santarcangelo di Romagna.

Cristina T. Chiochia