A proposito dell’intervista mancata

dal Mattino odierno

Gustoso aneddoto dal portale Ticinolive. Il prof De Maria, titolare del portale, aveva concordato un’intervista sulla “criminale” iniziativa No Billag con il responsabile dell’informazione della Pravda di Comano, kompagno Gianreto detto Reto Ceschi.

Ceschi era stato indicato a De Maria come interlocutore direttamente dal direttor Canetta.

Ebbene, il buon Ceschi prima aveva dato il proprio accordo all’intervista, e si era incontrato con il prof De Maria concordando l’invio delle domande via mail. Ma quando le domande sono arrivate… il responsabile dell’informazione della R$I si è defilato, tirando scuse per non rispondere. Quando si dice la trasparenza! Imbarazz, tremend imbarazz?

Sicché, nei giorni scorsi, il prof De Maria ha pubblicato su Ticinolive le domande… senza risposta. (…)

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(fdm) Ero interessato all’intervista, e a niente altro. Non avevo alcuna intenzione di provocare un incidente. L’indicazione del direttor Canetta era stata da me accettata con soddisfazione. Le domande da me poste erano impegnative ma ero (e sono) convinto che Ceschi avrebbe saputo rispondere da par suo.

La rinuncia (se “rifiuto” non piace) di Ceschi mi ha colto di sorpresa. (martedì 6) “Fino a venerdì sarò molto impegnato, spesso in viaggio”. Gli faccio presente che di tempo ce n’è, posso aspettare. (mercoledì 7) “Dopo mi prenderò qualche giorno di vacanza”. No definitivo.

Non temo di dire che ho giudicato inconsistenti simili scuse. Secondo me Ceschi aveva semplicemente cambiato idea. Per finire ognuno si faccia la sua opinione. Io sono deluso, ma non casca il mondo.

 

 

 

  • lupo

    Caro Direttore, adesso riesce a capire la differenza fra declinare un invito e rifiutarlo ?
    Spostando il tutto sul politichese nostrano è, quasi, la stessa che passa fra sinistrati e antagonisti. I primi “rifiutano (o fanno finta di nulla) democraticamente”, gli altri declinano in modo esplicito, senza contorsionismi. Sui cambiamenti di idea di tali personaggi, non si stupisca più di tanto; Il loro motto è (almeno dal 1956): “Solo le montagne stanno ferme, tutto il resto si muove”. Quanta strada poi abbiano fatto lo dicono le percentuali “politiche”e la stima che riscuotono in chi lavora e si fa il culo tutti i giorni.