I No Billag non sono “untori” manzoniani ma il loro estremismo dev’essere rigettato – Un pensiero di Marco Bazzi

Al termine di questa digressione, dico che non mi è piaciuta l’aria asfissiante di propaganda di Stato che si è respirata in questa campagna contro ‘No Billag’. E non mi sono piaciuti certi toni oltre la barriera della decenza che hanno dipinto i fautori dell’iniziativa come “untori” di manzoniana memoria, come seminatori di peste.

Ma, pur condividendo alcune delle critiche che vengono mosse alla RSI, per restare in Ticino e ai temi di cui parla la gente, ribadisco che questa iniziativa non è nata per “dare una lezione a quelli di Comano”. E aggiungo che è talmente radicale ed esagerata da essere inaccettabile.

(…) “No Billag” mi ricorda i raid degli aerei americani che scaricavano tonnellate di napalm sulle foreste del Vietnam per ammazzare i Viet Cong sterminando migliaia di civili, incubi di guerra che Coppola ci ha magistralmente raccontato in “Apocalypse Now”.

Marco Bazzi

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Secondo me gli iniziativisti non si sono resi conto appieno delle conseguenze della loro mossa politica. Hanno toccato un nervo essenziale del Potere e dal Potere hanno ricevuto la più implacabile delle risposte. Impaurito, il Potere ha scelto la risposta quantitativa: asfissiare (buona scelta verbale di Bazzi) gli svergognati kamikaze sotto la valanga della riprovazione generale (poiché moltissime persone e associazioni sono state obbligate a unirsi al coro). 

Un dibattito razionale non sarebbe stato possibile? Certamente, ma su un altro pianeta.