Opinione liberale fa piovere il suo sarcasmo su Quadri

(da LiberaTV, che pubblica gli articoli di OL il giorno prima e risulta essere un’utilissima fonte)

Il sommo Legolas (personaggio di Tolkien) consigliere nazionale leghista, anche municipale di Lugano, nonché direttore del Mattino (chissà quando dorme sto povero ragazzo), ossia l’esponente maximo della casta di politici professionisti, nell’ultim a e dizione domenicale non risparmia lezioni proprio a nessuno distribuendo il suo sapere con grande generosità confermando il suo noto senso del rispetto. Ecco le ultime perle di saggezza del nostro esimio rappresentante:

• manda a quel paese l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio (ndr. in cui anche la Lega è ben rappresentata);
• confonde pro domo sua il ruolo della commissione di esperti per la nomina dei magistrati (secondo la legge unico gremio deputato a preavvisare i candidati per la magistratura); (*)
• sbeffeggia il Consiglio federale quali sette scienziati che raccontano balle (ma non fa parte anche lui del gruppo UDC il cui Consigliere federale presenta un utile difficilmente spiegabile di oltre 5 miliardi nei conti della Confederazione?)
• insulta una decisione del Tribunale federale definendola l’“ennesima sentenza buonista-coglionista”
(ma non aveva seguito dei corsi di giurisprudenza, forse ai corsi Migros?);
• ovviamente continua a trattare da incapaci e fannulloni tutti i collaboratori della RSI; (**)
• e infine non manca la critica anche a Radio 3i, e al gruppo Teleticino, mal celando la gelosia per l’ottima operazione di marketing “blues brothers” per il record delle 100 ore…

Forse dovremmo chiedere al sommo Legolas di trasformarsi in oracolo a cui rivolgersi prima di prendere qualsiasi decisione, vale per il buon Pelli, direttore di Radio 3i, su su fino al Presidente del Tribunale federale. Sicuramente avremmo una Svizzera migliore … o forse è stato solo un abbaglio postumo del periodo carnascialesco?

Opinione liberale

* * *

(*) Sull’elezione del procuratore generale Andrea Pagani (PLR) Quadri ha avuto parole molto dure, ma bisogna ammettere che tale nomina è stata concessa, in sostanza, dalla Lega. Se la Lega avesse voluto che fosse rispettata l’indicazione della Commissione di esperti (organo con veste istituzionale) in favore di Perugini (PPD), avrebbe potuto benissimo farlo, come non ha mancato di osservare il presidente Caprara,

(**) Anche sull’atroce disfida No Billag, ormai vicina (per fortuna) alla sua conclusione la linea tradizional-leghista del direttore del Mattino, ferocemente avversa alla radioTV di monopolio e di Stato, è contrastata e messa in crisi. Ad essa si oppone la “correttezza politica” del terzetto Borradori-Zali-Gobbi. 

“La Lega è tutto e il contrario di tutto”, quante volte abbiamo sentito queste parole. Verissimo, ma la divaricazione è crescente e sempre più evidente. Certi colonnelli vogliono lo scranno (eccome) ma non le scalmane, o una durezza eccessiva.

Una domanda scontata é: “Quanto potere rimane a Quadri?” Sia chiaro, il giornale resta un atout formidabile. A Borradori, a Gobbi, a Zali si potrebbe dire: “Se non ci fosse il Mattino (che fu di Bignasca e di Maspoli) tu non saresti lì!” Nessuno di loro avrebbe il coraggio di dire di no. Ma la divaricazione c’è. Quadri è diverso, Quadri è leghista.

Il Partito liberale radicale ha subíto sconfitte gravissime nel 2011 (governo) e nel 2013 (in una città del Cantone). Le nuove date sono: 2019 (8 anni dopo) e 2020 (7 anni dopo). Il Procuratore generale l’hanno conquistato (auguri di buon lavoro). Adesso avanti, verso ulteriori traguardi!