“L’autocritica non è nel DNA di Comano” – Due pensieri di Alain Bühler

(da LiberaTV)

Qui si tocca il punto fondamentale, quello di cui i fautori del Canone non parlano MAI.

BÜHLER  Un rapporto malsano, i quali effetti li abbiamo sotto gli occhi a Comano: politicizzazione della CORSI e della RSI, un’informazione spesso smaccatamente faziosa invece di esser neutrale e al di sopra delle parti come il mandato conferitole le imporrebbe e sprechi di soldi dei contribuenti. Anche il monopolio mediatico detenuto dalla SSR in Svizzera è nel mirino dell’iniziativa, un monopolio che, di fatto, non permette un pieno sviluppo dell’offerta mediatica in Svizzera, dove la SSR piglia tutto e lascia le emittenti private appese a un filo grazie alle briciole che ricevono da parte dello Stato.

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La campagna è stata condotta dalla radioTV di Stato con mezzi estremi e a livelli di intensità estremi. Sembra di essere in guerra. Si avverte la sensazione spiacevole che un dibattito razionale risulti impossibile. Non resta che attendere l’esito di questa spietata rissa. In particolare tra Pedrinate e il Gottardo.

BÜHLER  In Ticino, per contro, non abbiamo assistito a granché in tal senso. Anzi, l’autocritica pare non sia nel DNA dell’emittente di Comano che in questa campagna ha pienamente dimostrato cosa voglia dire essere un’emittente di parte. Gran parte dell’informazione prodotta negli ultimi mesi in merito a No Billag era atta a trasmettere un’opinione univoca e ovviamente contraria all’oggetto posto in votazione cui vanno aggiunti dibattiti moderati in modo parziale e sfruttamento di spazio sul proprio portale per pubblicare proprie produzioni riguardanti No Billag senza lasciare il medesimo spazio agli iniziativisti.