Angela Bucco tra pittura e poesia. “L’Arte è una ricerca continua” – Intervista

Il vernissage della mostra “paesaggio poetico” di Angela Bucco avrà luogo nella sede della IBC Insurance Broking and Consulting, a Lugano, mercoledì 21 marzo (Ticinolive annuncerà l’evento). L’artista rivela il suo pensiero e la sua personalità in questa intervista di Francesco De Maria.

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Francesco De Maria  Si presenti ai lettori di Ticinolive: le sue origini, la sua famiglia, i suoi studi.

Angela Bucco  Sono nata nel 1960 nel Gargano in Puglia, dove i miei genitori erano contadini, nel 1963 si sono trasferiti a Milano per fare gli operai. La prima mostra l’ho visitata quando ero al Liceo, ma ho avuto la fortuna di nascere in Italia dove tutto se guardi bene è Arte…

Ci parli di Brera, di questa famosa accademia dove si è laureata. Quali docenti prestigiosi vi ha incontrato?

A parte Roberto Sanesi, che era il mio docente di letteratura inglese, ho avuto l’onore di avere come docente di storia dell’Arte Zeno Birolli, figlio del noto pittore Renato Birolli.

È diventata prima poetessa o prima pittrice?

Prima pittrice, solo in Accademia ho cominciato ad approfondire la scrittura.

Come definirebbe il suo stile pittorico? Quali tecniche usa?

Ho una formazione accademica, quindi prettamente figurativa, l’astrazione o meglio l’informale è stata una conseguenza del troppo specifico dell’Arte che tenta di riprodurre il reale, una causa persa in partenza.

E come definirebbe il suo stile poetico?

Il mio stile poetico, se di stile si tratta, nasce dalla lettura di altri poeti e dalla riflessione, da ciò che colpisce la mia emotività e il mio pensiero.

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Come concepisce e crea i suoi acquarelli, dove le linee poetiche si sposano ai motivi grafici?

Va da sé che l’amore per la pittura e la poesia si fondono in quelle che sono definite “poesie visive”, senza alcun inquinamento da entrambe le parti, spero, perché entrambe hanno una loro specificità, il senso e il suono per la parola, la linea e il colore per la pittura.

Che cos’è un “paesaggio astratto”? Sono riconoscibili i luoghi? Oppure non ha importanza?

Non è importante, è solo una definizione, ma si evince il significato che ha per me con le risposte precedenti.

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La sua ultima raccolta di poesie si intitola “Paesaggio musicale”. Lei è anche musicista?

Non sono musicista, non so nemmeno leggere le note, una carenza che risale all’infanzia, ma amo la musica e possiedo una chitarra, che suono quando sono sola. ”Paesaggio musicale” nasce da questo amore frustrato, il primo suono non è la voce umana?

Roberto Sanesi è un poeta importante per lei. Che cos’ha di speciale? Come si collega alla sua opera pittorica? Lo ha conosciuto personalmente?

Roberto Sanesi è stato mio docente in Accademia e un mio carissimo amico, fino alla sua morte, il 2 gennaio 2001. Qualche mese prima era stato nel mio studio a Lugano e avevamo progettato una mostra, che poi è avvenuta in sua memoria alla Muggina di Viganello.

Vuole parlarci delle sue esperienze quale insegnante? Qual è il modo giusto per insegnare ai giovani l’amore dell’arte?

Spero di essere stata una buona insegnante, non tocca a me dirlo. Il mio amore per l’Arte nasce da quando ero bambina e cercavo in tutti i modi di capire  come comunicare agli altri il mio sentire, non era facile, ma ho vinto il primo premio in quinta elementare come migliore allieva in disegno, era un piccolo riconoscimento, che mi ha dato una grande fiducia nel mio intento. E sono ancora molto grata a quella commissione di cui naturalmente non ricordo altro.

Quali differenze ha avvertito tra scuole pubbliche e scuole private?

Non ho riscontrato molte differenze, se non che  la maggior parte dei docenti delle scuole private ambivano a una cattedra nella scuola pubblica… [risposta che non sorprende! ndR]

Come vive la “Lugano dell’arte” degli anni Duemila? Il Lac, le numerose gallerie, gli eventi culturali. È tutto oro?

 Secondo il mio modesto parere, si puo` tentare di distinguere tra Arte e spazzatura, tra Arte e mera vanità, ma cosa può  dirci l’Arte di nuovo, dopo millenni in cui l’uomo e la donna (siamo vicini all’8 marzo e spezzo una lancia in favore del sesso a cui appartengo) tentano di lasciare una traccia del loro passaggio nel nostro mondo? Io sinceramente non lo so , per me è una ricerca continua. Il LAC? Vedremo… fra poco si inaugura una mostra su Picasso, le cui opere ho inseguito da Venezia nel 1982, alla costa azzurra pochi anni fa, un genio dei nostri tempi.

 Che cosa si aspetta da questa mostra alla IBC ?

Mi aspetto una bella serata in compagnia di belle persone, e di vendere molto naturalmente!

Esclusiva di Ticinolive