Il volto tecnologico della finanza per natura e per legge – di Nataliya Shtey Gilardoni

Se ne parla, e se ne parlato molto, sulla stampa in generale scatenando forti entusiasmi e suscitando un aspro dibattito tra coloro che la appoggiano e chi la condanna Fintech: – è la tecnologia Blockchain, con il suo complesso ecosistema di applicativi, le Criptomonete e il Bitcoin in testa. Il tema è di grandissima attualità che da solo sintetizza molte delle sfide e delle opportunità nell’ambito della strategia di diversificazione dell’attività del settore finanziario ticinese, che a sua volta resta uno dei pilastri dell’economia cantonale. Le banche e il settore parà bancario hanno infatti un approccio positivo verso il Fintech non soltanto in Svizzera ma anche in altri paesi.

L’esempio emblematico quello della Svezia dove in ottobre 2017 il Fisco ha deciso che le tasse potranno pagarsi anche in criptovaluta e il gettito virtuale riscosso dal fisco verrà poi venduta al migliore offerente tramite asta online. Nel dicembre 2017, BTCManager riferì sulle notizie delle politiche di Israele riguardanti l’istituzione di denaro crittografico federale. Anche la Russia e Dubai stanno facendo preparativi attivi per creare le loro criptovalute nazionali basate su Blockchain.

In Svizzera invece il Canton Zugo si sta proponendo ormai da tempo come capitale svizzera della Blockchain oltre che delle cripto valute, giocandosela con Singapore e Hong Kong, quale piazza delle Ico. Ed ora il Canton Ticino con la prima edizione di successo sotto molti punti di vista quella del Lugano Banking Day con gli ospiti d’eccezione Sergio Ermotti, CEO di UBS e Philipp Hildebrand, già presidente della BNS e attualmente vice chairman di BlackRock. Nel riquadro, uno dei più ferventi sostenitori dell’iniziativa il consigliere di Stato Christian Vitta, responsabile del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) ha sottolineato come la creazione di un nuovo centro di sviluppo legato all’intelligenza artificiale in Ticino potrebbe portare oltre 100 posti molto qualificati, numerose start-up e aziende innovative che nascono da ricercatori del settore.

Le cripto valute sono indubbiamente una bolla speculativa, le Initial con offerings rappresentano un modo per illudere i controlli delle autorità sulla raccolta di risparmio e la Svizzera forse corre qualche rischio nell’acquisire un ruolo di primo piano in un settore ricco di rischi per la reputazione. Di fatto manca una giurisprudenza o una dottrina giuridica coerente. I fautori delle cripto valute da una parte temono le conseguenze che eventuali scandali potrebbero avere sull’immagine dell’industria, dall’altra non vogliono che le immissioni di Ico siano soggette o a una licenza bancaria o alle regolamentazioni di una IPO. Il 16 febbraio la FINMA ha pubblicato una linea guida sull’argomento e in Germania si stia lavorando a una definizione a livello di Governo. Quella che occorrerebbe è una regolamentazione internazionale ma il tema della regolamentazione delle Criptovalute e delle Ico non era in agenda all’incontro dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali a Buenos Aires ne tantomeno al summit previsto per dicembre in Argentina.

Quindi sulle nuove tecnologie sono ottimista, ma meglio rimanere cauti. Come giustamente ha ricordato Alexandr Lipton durante Lugano Banking Day, secondo il pensiero di Aristotele “la moneta non esiste per natura ma per legge”. È una serie di transazioni organizzate tramite gli istituti centrali e un sistema di trasferimento con le banche commerciali, mentre il governo assicura il rispetto delle regole e l’anti riciclaggio. Invece nel discorso per le cripto monete si auspica che il settore bancario costi meno e sia più efficiente creando denaro dal nulla concedendo prestiti, con questi strumenti possono eludere la pressione delle regole eccessive.

Così sembra che sia solo una questione di tempo prima che il mondo diventi un villaggio globale di criptovalute.

Nataliya Shtey Gilardoni