Mosca espelle 150 diplomatici occidentali.

 

Non si è fatta attendere a lungo la risposta di Cremlino all’espulsione di massa dei diplomatici russi da diversi paesi occidentale e pare essere “speculare”.  Sono 60 infatti gli alti funzionari statunitensi che sono stati costretti a fare le valigie e il numero non è casuale bensì identico a quello dei diplomatici russi espulsi dagli USA pochi giorni fa. Il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha sottolineato che saranno espulsi diplomatici stranieri nel numero di quelli russi mandati via dai diversi paesi: “Anche nei riguardi degli altri paesi  tutto sarà speculare per quel che riguarda il numero delle persone che se ne andranno dalla Russia dalle missioni diplomatiche”. In tutto i dolomatici occidentali espulsi sono 150.

Così come il consolato russo di Seattle è stato costretto a chiudere i battenti, anche quello americano di San Pietroburgo ha avuto la stessa sorte, Lavrov ha spiegato in proposito: “In questi minuti l’ambasciatore Usa John Huntsman è stato invitato al nostro ministero, dove il mio vice Serghiei Riabkov gli sta esponendo il contenuto delle misure di risposta nei riguardi degli Usa. Esse includono l’espulsione dei diplomatici e la decisione di revocare l’assenso per il funzionamento del consolato generale USA di San Pietroburgo”.

Ma non è la vendetta ad essere l’obiettivo principale della Russia, Lavrov ha infatti dichiarato come per il Cremlino sia di fondamentale importanza fare chiarezza sul caso Skripal. A questo scopo la Russia ha intenzione di convocare il 4 aprile prossimo una sessione straordinaria del Consiglio Esecutivo dell’Organizzazione per la Proibizione della armi chimiche nel corso della quale il Cremlino spera di avere risposte a “domande specifiche”. Lavrov ha sottolineato la sua speranza di trovare collaborazione da parte dei paesi occidentali nell’intraprendere una “conversazione onesta”. “Altrimenti- ha aggiunto il ministro – avremo conferma che si tratta di una volgare provocazione”.

Intanto ci sono stati importanti sviluppi nel caso Skripal. La figlia Yulia finita anche lei nel mirino degli avvelenatori pare essersi ripresa, “sta migliorando rapidamente e non è più in condizioni critiche” ha dichiarato l’ospedale olandese che ospita i due. La ragazza avrebbe risposto bene alla terapia e continua ad avere cure cliniche specialistiche costanti.

Il miglioramento della ragazza non passerà sicuramente inosservato agli occhi di Mosca che ha più volte chiesto di poter offrire assistenza consolare alla ragazza (cittadina russa) e si è più volte vista rifiutare la richiesta.