Arminio Sciolli lancia il suo messaggio da Vilnius: “In agosto i Lituani sbarcheranno al Rivellino”

Il gallerista e promotore artistico Arminio Sciolli non può fermarsi mai. Dopo l’avventura di Astana e la mostra Kerouac al Museo d’Arte di Gallarate sta già inseguendo nuovi progetti. Gli dico, premuroso: “Non stai esagerando? Non è troppo?” “Quella è la mia vita” taglia corto. “Solo così mi sento vivo”.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Francesco De Maria  Oggi parliamo del Libeskind Modern Art Museum di Vilnius. Quali sono le caratteristiche di questo edificio progettato da un maestro dell’architettura?
Arminio Sciolli  Innanzitutto, ritengo opportuno situare Vilnius, città della Lega Baltica e capitale della Lituania, a 300 km dal mare e crocevia tra Polonia, Bielorussia, Russia, Germania-Prussia, fondata attorno al 1330 quasi contemporaneamente alla conversione al cattolicesimo della Lituania (1387), religione che assieme all’ostica lingua sanscrita unisce un’etnia basata su valori agricoli quali il lavoro e la franchezza.
La popolazione ha continuamente sofferto genocidi, olocausti, pogrom, purghe etniche, deportazioni ed esìli di massa (la diaspora lituana nel mondo supera il milione), oppressioni e repressioni di vario tipo, contro la l’espressione lituana parlata e stampata in particolare. L’invasore nazista ha trucidato 200`000 ebrei che abitavano i due ghetti, uno di essi immortalato nel libro Ein Ghetto im Osten-Wilna pubblicato a Zurigo dalla Orell-Fuessli nel 1931, ricercatissimo photo-book di punta realizzato dal geniale fotografo vilnese Moi Ver. I due poeti di espressione polacca Adam Mickewicz (“Lituania! mia patria!”) e Czeslaw Milosz (Premio Nobel 1980) sono di Vilna.

Eppure, misteriosamente, Vilnius, perla architettonica ed urbanistica, monumento UNESCO dell`Umanita`, è rimasta intatta. Capolavoro dell`arte barocca con 40 chiese piene, anzi straripanti di arredi scolpiti, edificata e adornata dagli artisti dei laghi (noi, ticinesi, anche se là ci considerano italiani). Una Venezia collinare che ricorda molto Quito.

In questo contesto, Daniel Libeskind, nato in Polonia nel 1946 da genitori sopravvissuti ai campi di concentramento, autore del padiglione Vanke il più splendido a Milano EXPO 2015 città dove ha vissuto e operato per 4 anni, ancora autore del Museo ebraico di Berlino, è stato invitato a progettare un museo d’avanguardia lanciato verso l’avvenire, dai mecenati Viktoras Butkus e Danguole Butkiene, per ospitare la più esaustiva collezione di arte lituana dal 1960 (molti artisti sono messi al bando sotto lo stivale sovietico) ad oggi. Inoltre la collezione cimentata dalla coppia Butkus comprende un vastissimo archivio fotografico, tra l’altro di Antanas Sutkus, leggendario fotografo di Sartre e Beauvoir sulle dune di Nida (Cinq jours en Lituanie. Parigi, 2005). Ma ancora e soprattutto, il museo vuole servire da veicolo per la disseminazione della conoscenza della Cultura Lituana nel mondo e portare la Cultura del pianeta in Lituania.

Il progetto vasto 3100 mq su tre piani alto 10 metri, immancabilmente deconstruttivista, nella sua complessità (non un solo spazio di parallelepipedi) appare di una semplicita` e armonia disarmante. Una scalinata ipnotica (eclissa la Potemkin), un piccolo, ma perfetto, cinema il cui soffitto segue la linea a V della proiezione. E poi un giardino scultoreo e un giardino pensile sul tetto. Se molti designer contemporanei credono di colpire col kitsch, qui Libeskind trionfa con l`ottimo gusto e l`armonia, qualita` innegabili di Vilnius e del popolo lituano.

Il MO Museo verrà inaugurato con sei mesi di anticipo ad ottobre 2018 per un costo di 6,3 mio di euro. Rimaniamo impressionati e verdi d’invidia.

Quali sono i contenuti artistici del Museo?
Chi sono i proprietari di questo museo privato? A che cosa debbono la loro fortuna? Lei li ha incontrati personalmente?
Gli ingegneri biologici Butkus, autori di più di 60 pubblicazioni scientifiche, hanno costituito la loro fortuna attraverso le uniche risorse che conosce il popolo lituano, il lavoro e l’ingegno. Il paese è sempre stato all’avanguardia nell’high tech, nelle industrie di precisione (in era sovietica venne sviluppato il laser), nella biotecnologia.

E cosi i Butkus hanno venduto poco fa l’azienda biotech da loro fondata per 260 milioni di euro, e quindi deciso di dedicare la seconda fase della loro vita alla promozione della Cultura della Lituania. I tempi stretti della mia vista a Vilnius non mi hanno permesso di incontrarli, ma la comunicazione si e` rivelata spontanea ed immediata.

Lei è costantemente in caccia di nuove sinergie. Come mai ha scelto la via della Lituania, per quali ragioni e grazie a quali contatti?
Dalla sua inaugurazione il Rivellino è rimasto risoluto nella propagazione delle Arti della nostra regione (Ducato di Milano, se mi permettete questo giusto anacronismo) in sede e nel mondo. La firma del Sindaco di Milano Moratti con il Sindaco Speziali che coinvolgeva il Rivellino nel primo progetto di Milano EXPO mi ha spinto a parteciparvi oltre i paraventi politici.

Nel 2015, al padiglione del Corriere della Sera, sono riuscito a coinvolgere 40 artisti di tutte le nazioni, razze, religioni e l’equalità dei sessi (50/50) ed orientamento di genere (LGBT). Involontariamente, Koose Koose, un artista discendente della diaspora lituana fuggita in Sudamerica aveva realizzato un graffito, ma è stato ad Astana EXPO 2017, invitato dal padiglione Italia per realizzare un Italian Art Corner, che ho conosciuto il celeberrimo giornalista lituano Romas Jankauskas, 7 volte commissario EXPO, che ha accolto gli artisti del Rivellino Ottavio Mangiarini, Izuru Mitzutani e Doncho Donchev, per delle sessioni di live painting o di esecuzione di ritratti. Maestro Doncho ha poi realizzato il ritratto del Presidente della Lituania S.E. Dalia Grybauskaite`, entrato a far parte delle Collezioni del Museo della Presidenza settimana scorsa.

Assieme a Peter Greenaway il Rivellino lavora da tempo su diversi progetti legati al regista baltico Sergei Eisenstein, la mostra Eisenstein Mexican Ghosts (presentata a Milano EXPO), il film Eisenstein in Switzerland e The Eisenstein Handshakes. In quest`ultimo viaggio ho anche incontrato dei solidi investitori e competenti produttori a Riga. Il progetto culturale riguarda tutta l’area baltica, la meta della via dell’ambra che partiva proprio da noi (Lombardo-Veneto) attraversando l`Europa Centrale, la via percorsa dai nostri artisti, architetti e maestranze in cerca di lavoro e gloria (“Ma in paese un lavoro che è lavoro non si trovava…” da Il fondo del sacco di Plinio Martini).

Il Rivellino è molto concentrato sulla partecipazione a Dubai EXPO 2020 e al Louvre di Abu Dhabi (penso all`esposizione delle opere di Kerouac). Spero che anche il Padiglione Svizzera consideri un giorno un nostro modesto intervento. Ci siamo stati vicini ad Astana.

In che modo si potrà stabilire una collaborazione tra il MO Museum di Libeskind di Vilnius e il Rivellino di Leonardo da Vinci di Locarno? Quali sono i piani? Ci sono già degli accordi? C’è un progetto di evento?
Sinceramente il rapporto è sbocciato dall’entusiasmo dalle due parti senza alcuna formalità, nella ricerca dell’essere complementare cosi insita all`uomo. Questa prossima estate, durante il Festival di Locarno, il Rivellino è fiero di ospitare una rassegna culturale lituana. 5 film classici, 5 fotografie giganti di Antanas Sutkus (Sartre), e diverse sessioni di live painting da parte di artisti lituani che affronteranno artisti svizzero-italiani ed internazionali sulla terrazza magica del Rivellino, circondati dal giardino scultoreo Hans Arp, Casorella, il Castello Visconteo, Casa Remo Rossi, la Stazione Mario Botta di Brè e la nostra straordinaria nuova Casa del Cinema. Pensavamo intitolarla “15 jours en Lituanie”.

Tra pochi giorni il MO Museum incontrerà Saskia Boddeke e Peter Greenaway per un progetto a Vilnius in Primavera 2019 in collaborazione col Festival Internazionale del Film di Vilnius. Ma anche la tanto acclamata mostra Kerouac : Beat Painting in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Martynas Mazvydas. E poi gli artisti ticinesi ed internazionali del Rivellino che hanno partecipato ad EXPO e che non nomino per evitare dimenticanze e rimproveri.

Quale potrebbe essere l’interesse per Locarno e per il nostro Cantone?
Il ripristino della Via dell`Ambra (Gintaro kelias), uno dei grandi assi delle vie delle genti, dello scambio delle merci, delle scienze, delle arti. Il Ticino ambisce alla realizzazione di un polo dell`innovazione e può imparare ed acquisire enormemente dall’esperienza della Sunrise Valley lituana. Qui mi tocca confessare che il Festival di Locarno, Stella Polare della Cultura elvetica, ci ha anticipato ospitando il cinema delle Repubbliche Baltiche nel 2017.

È alla ricerca di uno sponsor? O l’ha già trovato?
Chi fa da sé fa per tre. Poi in Ticino non ci sono più sponsor (i soldi erano già spariti prima). I programmi sussidiati si trasformano in elemosine che sviliscono l’artista. Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio.

Quando si avranno notizie più precise relative all’evento?
…e queste cosa sono?… scherzi a parte : terremo Ticinolive à la page.

Per finire parliamo di Vilnius, capitale della Lituania. Che cos’ha di bello e che cos’ha di speciale questa città?
L`abbiamo edificata noi ticinesi : un capolavoro della mano dell`uomo. E per zittire i pettegoli : non vi ho trovato la morosa.

Esclusiva di Ticinolive