Fiorenzo Dadò all’arrembaggio di Susanne Ruoff – Botte da orbi

Un attacco scintillante, nel suo classico stile

(da Popolo e Libertà, ripreso attraverso LiberaTV)

Di questi tempi sembra che la Ceo de La Posta Susanne Ruoff ce la stia mettendo proprio tutta per distruggere l’immagine di questa importante Azienda pubblica e per farsi voler male dai cittadini. Alla politica deleteria e antisociale intrapresa in questi anni, che mira a cercare il massimo profitto attraverso lo stillicidio di tagli e di chiusure di uffici postali, adesso, per completare l’opera, ci mancavano anche gli scandali e i furti ai danni delle casse pubbliche.

Ruberie per 93 milioni di franchi
In questi mesi è venuta alla luce la questione dei soldi (78,3 + 15,1 milioni) che La Posta si è fatta versare in questi anni dalla Confederazione illegalmente, falsificando i conti. Una situazione gravissima, un furto che ha dei responsabili.

Se c’ero dormivo
Ora, i vertici, a cominciare dalla signora Susanne, non si sarebbero accorti, non avrebbero visto, non ne avrebbero saputo nulla. Immaginiamoci! Delle due l’una: o dicono il falso o queste persone non sono evidentemente in grado di svolgere i loro compiti.

Il record della vergogna
Nell’ultimo decennio il numero degli uffici postali in Svizzera è sceso da 3’500 a 1’562 e l’emorragia continua. Oltre 800’000 svizzeri non hanno più accesso ad un ufficio postale entro dei limiti ragionevoli di percorrenza. Nei paesi della tanto vituperata Europa la percentuale di uffici chiusi è del 15% mentre la Svizzera ha battuto tutti i record negativi con il 34%.

L’indignazione dei cittadini
L’indignazione è alle stelle e molte sono state le proteste anche in Ticino. Tra le più significative ricordiamo la petizione promossa dal PPD di Ascona e quella del comune di Balerna, sfociata in un’iniziativa cantonale presentata dal deputato-sindaco PPD Luca Pagani.

Lo stipendio e l’avidità
Mentre i postini, che un tempo venivano assunti per occuparsi di pacchi, lettere e aiutare i clienti, sono costretti a correre come forsennati con il cronometro in mano e a vendere schedine del lotto o vignette autostradali, la signora direttrice Susanne Ruoff si porta a casa 1 milione di franchi; molto di più di quanto guadagna un Consigliere federale! Un caso lampante di come gli alti salari non significano affatto buona conduzione. Significano, come troppo spesso accade, avidità!

Un appello al Consiglio federale
Questi dirigenti non possono pensare solo ai profitti, ma devono fare in modo che venga svolto un vero Servizio pubblico di qualità, con criteri sociali, rispettando il personale e tenendo conto delle esigenze di tutte le comunità locali. Si posson ben immaginare i motivi dell’incollamento alla poltrona della signora Susanne, ma di fronte a questa situazione deleteria, alle ruberie e al malumore che si sta diffondendo in tutto il Paese, prima che della gloriosa Posta non rimangano solo le macerie, i cittadini si attendono che il Consiglio federale provveda a sollevare dall’incarico la signora, possibilmente prima che faccia altri danni.

Fiorenzo Dadò, presidente PPD