Tanabata di Milano espone al Japan Matsuri 2018 a Bellinzona – di Cristina T.Chiochia

Un negozio con un nome magico, Tanabata (七夕 “settima notte”) che deve il suo nome alla festa tradizionale giapponese derivata dall’equivalentefestival cinese di Qīxi.

Un angolo di Giappone a Milano che però ha appena partecipato al Japan Matsuri all’Espocentro di Bellinzona e che è stato anche quest’anno, il festival giapponese per antonomasia della Svizzera italiana.

Un festival molto noto oramai e che durante il quale il pubblico svizzero ha avuto la possibilità di immergersi “in un mondo affascinante e lontano, tra tradizione e modernità legate alla cultura giapponese” e che porta il nome di “Matsuri” (祭りche in Giappone identifica quei festival come luoghi di ritrovo accanto ai templi. Così, come recita il comunicato stampa del festival, per una “scelta del nome Japan Matsuri è stata quindi ispirata non solo dalla cultura giapponese, ma anche dal significato del termine e dalla sua similitudine con la natura del festival.Oltre all’area espositiva, gli spazi ludici e d’intrattenimento, i workshop, i videogiochi, le mostre e la buona cucina giapponese, il festival propone anche dei live show e dei concerti”(www.japanmatsuri.org).

Incontriamo Vittorio Porro, l’ideatore di questo angolo di Giappone a Milano nella sua libreria e la visitiamo, proprio al suo ritorno dalla Svizzera.

Signor Porro, ci racconti di questo angolo di Giappone a Milano. Quando ha deciso di aprire Tanabata e perchè?

Tanabata è nato dalla mia personale scelta di vita e di lavoro e dal mio rientro dal Giappone .

Che genere di visione del Giappone propone Tanabata?

Il fine è quello di offrire un luogo dove perdersi e trovare oggetti originali. Tra libri vecchi e nuovi ma dove trovare anche libri d’arte, cultura, narrativa giapponese in lingua originale ed occidentale con testi e supporti anche per l’apprendimento linguistico ma sempre nel solco di quello che appartiene davvero alla cultura Giapponese.

Come mai la scelta di partecipare al Festival svizzero, non ce ne sono in Italia?

Siamo appena tornati questa bellissima esperienza, il Festival è molto bello e molto ben organizzato. Originale. Siamo presenti per questo.

Che genere di oggetti o libri ha portato al Festival a Bellinzona?

Quelli che rappresentano appieno Tanabata. Certo, i libri, mischiati ad oggetti e curiosità del lontano Oriente che provengono direttamente dal Giappone e che a volte sono introvabili. A volte sono veri e propri pezzi unici, piccole curiosità di artigianato artistico o prodotti anche di grande distribuzione ma difficili da trovare se non in Giappone (n.d.r. e ci mostra un bellissimo  servizio da tè Kutaniyaki spiegandocene le proporzioni).

Un angolo di Giappone nella vecchia Milano quindi ed al Festival Japan Matsuri di Bellinzona un esempio di quanta passione italiana ci sia in Vittorio Porro nel presentare il suo “Sol Levante”.

Cristina T.Chiochia