“Prima noi, i contribuenti”. “Le casse dello Stato sono strapiene!” – AL e UDC lanciano un articolato programma di sgravi

(fdm) Una domanda alla quale non si riesce a dare una risposta oggettiva, cioè non ideologica, è la seguente: “Di quanti soldi abbisogna lo Stato?” Se voi fate i vostri calcoli e dite 1 miliardo, Morisoli dirà 250 milioni e un Sinistro 4 miliardi. È un perfetto dialogo tra sordi.

Detto ciò, Ticinolive si schiera senza esitare contro uno stato sovradimensionato, normativo e tassativo all’eccesso, che ambisca a “confiscare” (e poi spendere) una parte sempre maggiore del frutto del lavoro dei suoi cittadini.

Una lotta senza quartiere contro il PS ? Ah, se fosse solo questo. Avremmo qualche probabilità di vincere!

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  • È adesso il momento giusto per lanciare dopo 15 anni un nuovo pacchetto equilibrato di sgravi fiscali per le PF e le PG. Tra le misure: giù le aliquote in modo scalare per il ceto medio alto dal 15% al 11% entro il 2026 e giù le imposte del 10% per il ceto medio basso; freno all’imposta sulla sostanza, freno dell’impatto del valore locativo per i piccoli proprietari e anziani; favorire le successioni aziendali; trattenere le società speciali con aliquota sull’utile al 5%; aumento della deducibilità fino al 50% per le donazioni a enti di pubblica utilità privati (liberalità), deduzioni sociali solo per figli in Svizzera, e altro ancora. Il gettito è cresciuto enormemente e la pressione fiscale rimasta invariata da oltre un decennio ha prodotto molte più entrate di quelle previste, e la pressione fiscale accentuata con le misure di “riequilibrio” del 2016 porta il gettito ad impennarsi e la politica fiscale fuori rotta. Ora, prima che sia troppo tardi, bisogna toglier un po’ di pressione in modo mirato e ragionato a chi da sempre paga.
  • Il presente pacchetto composto di 11 Iniziative parlamentari elaborate singole ha un volume di sgravi di circa 125 milioni a pieno regime nel 2026 (97 mio per le PF e 28 mio per le PG). Lo sgravio fiscale è distribuito progressivamente dal 2019 fino a raggiungere il massimo nel 2026. Questa scelta di entrata in vigore scalare e moderata sull’arco di 7 anni tiene conto: della sostenibilità finanziaria, delle manovre di correzione di spesa, dell’effetto leva positivo per il gettito (curva di Laffer) e di decisioni federali allo studio.
  • Non è solo la Riforma III dell’anno scorso, bocciata in Svizzera ma accettata in Ticino, a farcelo fare. Anche il voto della scorsa domenica ci indica chiaramente che è tempo ed ora di sgravare il ceto medio e le aziende ticinesi. Le casse dello Stato sono strapiene, contrariamente a ciò che affermano con la solita cantilena delle casse vuote i socialisti e gli statalisti distribuiti in tutti i partiti. Questi vogliono solo più soldi per spendere di più.
  • La politica fiscale cantonale, come purtroppo da oltre 10 anni è stato fatto, non può dipendere ed essere solo reazionaria alla politica fiscale della Confederazione, o peggio ancora sparire dall’agenda politica dei Governi che si sono succeduti dal 2007.
  • Il federalismo è forte solo se le fiscalità cantonali possono sfruttare tutto il loro margine di libertà tecnica e la loro sovranità decisionale nei confronti della realtà e delle peculiarità locali. Questo pacchetto ci rimette in corsa per raggiungere i migliori.
  • Non abbiamo atteso il voto di domenica sul discutibilissimo pacchetto socio-fiscale per sviluppare un “Piano B”. Da tempo ci stiamo lavorando ed era uno degli obiettivi finanziari di Legislatura; per questo a soli 5 giorni dal voto siamo già pronti a cogliere perfettamente il messaggio delle urne e trasformarlo in decreti legislativi concreti.
  • Il pacchetto nel complesso è una risposta: concreta, necessaria, tempestiva e indispensabile che occorreva attuare anche prima di oggi. Quindi basta perdere tempo.
  • La forma del pacchetto suddiviso in 11 Iniziative Elaborate (IE) con gli 11 singoli Decreti legislativi, l’abbiamo scelta per accelerare i tempi decisionali e per dimostrare l’alta professionalità fino nei dettagli tecnici e giuridici che stanno dietro alla proposta. Alcuni Decreti sono la concretizzazione degli emendamenti da noi proposti e poi bocciati dal GC in occasione del voto sul pacchetto socio-fiscale, ma sottoscritti trasversalmente da numerosi colleghe e colleghi di altri partiti.
  • In poche parole, se la politica, i partiti e le organizzazioni economiche vogliono davvero e seriamente fare, (secondo noi indispensabili e necessari), sgravi fiscali come si è letto e sentito per tutta la campagna per il voto di domenica scorsa; e se vogliono mantenere la parola data in più occasioni in Gran Consiglio; non hanno più scuse o alibi artificiali, se vogliono possono e devono decidere in fretta di attuare le proposte equilibrate, efficaci e ed efficienti di questo pacchetto confezionato “pronto all’uso”.
  • Da ultimo il risanamento delle finanze dello stato che a noi sta molto a cuore, può essere raggiunto con un sano e ragionevole principio di parsimonia: dare meno soldi allo Stato per costringerlo a spenderli meglio.

Sergio Morisoli e Piero Marchesi per AreaLiberale e UDC