Parco del Locarnese – Anna Lauwaert scrive ai “Giovani per il Parco”

Cari Giovani,

leggo nella stampa del vostro impegno a favore del Parco del Locarnese. Non ho trovato l’indirizzo del vostro gruppo quindi mi permetto di passare da questi indirizzi “indiretti”.

Personalmente, non sono cacciatore, né pescatore, né canoista, né canionista, né arrampicatore, né allevatore di capre o pecore, non vado a raccogliere funghi o mirtilli, non faccio sci-alpinismo, non vado nemmeno in montagna, quindi divieti e severa regolamentazione di queste attività non mi toccano.

Invece sono molto contenta per la lotta contro l’inquinamento luminoso! Ci  sono troppi lampioni pubblici che inquinano inutilmente durante tutta la notte. Peggio ancora: le lampadine col piccolo panello solare che illuminano tutta la notte e perturbano l’ecosistema e la biodiversità di tutta la flora e fauna notturna. Inoltre questi panellini, che sembrano innocui, fanno parte delle “nuovo tecnologie” come le turbine eoliche, motori elettrici e tutta la famigli dei telefonini, martphone & Co che necessitano i metalli rari che provocano le devastazioni ambientali e guerre che spingono le migrazioni dei poveretti che arrivano da noi sui gommoni… e da noi non troveranno lavoro poiché la robotizzazione sopprime i posti di lavoro e, addirittura, mette in pericolo il  futuro delle nostre giovani generazioni … che siete voi…

In merito consiglio il libro di Guillaume Pitron “La guerre des métaux rares , la face cachée de la transition énergétique et numérique” ed. Les iens qui libèrent. Sono soprattutto contenta che il Parco combatterà l’inquinamento fonico tra cui schiamazzi, radio, « musica », « feste » e petardi vari soprattutto d’estate con la presenza dei vacanzieri.

Sono particolarmente felice per il divieto dei drone che comunque, in primo luogo, sono delle armi da guerra sporca, spaventano gli animali, particolarmente gli uccelli e provocano inquinamento fonico e violano la privacy.

E sono anche felice che in nessun documento che ho consultato vengono citate delle “deroghe” il ché garantisce, anche, la soppressione di numerosi voli di elicotteri cosi fastidiosi soprattutto durante il riposo domenicale.

Tuttavia nelle discussioni a proposito del voto ritornano gli interrogativi : “che cosa porterà il Parco di concreto?” Voi dite che, in sostanza, i giovani del gruppo sono a favore perché, “portando nuove risorse e posti di lavoro”, il Parco “rappresenta il futuro per le vallate e per l’economiadellaregione”. Permette infatti “all’uomoconlesueattivitàe alla natura di andare a braccetto, a favore della realtà locale. Inoltre, le zone centrali, ossia quelle maggiormente tutelate, garantiscono la salvaguardia e valorizzano uno dei patrimoni più preziosi del nostro territorio, la natura”.>>

Che cosa sono concretamente

  • le “nuove risorse” ?
  • “posti di lavoro” quali posti di lavoro e per chi?
  • In che modo concreto il Parco può rappresentare “il futuro per le vallate” ?

Abito da 38 anni in Valle Onsernone e non vedo in che modo il Parco possa rappresentare il futuro delle vallate. Anzi, se significa aumento dei turisti significa aumento di tutti gli inquinamenti!

Inoltre in Onsernone l’uomo e la natura vanno a braccetto da sempre, particolarmente quando, in pieno inverno, si rimane un mese senza acqua perché l’acquedotto è gelato o senza luce perché la neve ha rotto dei rami che sono caduti sulle linee ed hanno interrotto i fili o d’estate quando vige il divieto di annaffiare perché manca l’acqua perché le sorgenti sono a secco… e che per salvare l’orto si deve ricuperare l’acqua della doccia, della cucina e della lavatrice… in ché implica ovviamente l’uso di prodotti esclusivamente biodegradabili.

Per quanto riguarda le zone centrali non c’è bisogno di Parco per tutelarle perché nelle zone impervie nessuno va. Anche il divieto di uscire dai sentieri è superfluo in quanto già adesso uscire dai sentieri significa perdersi. Lo posso garantire per essere stata per 15 anni socio attivo del soccorso alpino.

Cioè la vostra argomentazione è teorica e nelle discussioni reali mi servono argomenti concreti. Gli interlocutori mi rispondono « posti di lavoro ? quali posti di lavoro ? »

Sarei molto interessata a ricevere da parte vostra un elenco di « posti di lavoro » Cioè, in quanto « giovane generazione » quali attività prevedete di svolgere ad esempio in Valle Onsernone ?

Ad esempio: avevamo a Berzona un panettiere, Alain Philippona, che dopo anni di lotta per sopravvivere si è trasferito a Gordola… Addirittura i “Capelloni” e “Neorurali”… sono venuti e poi sono ripartiti… a parte un qualcuno che si dichiara contro il Parco… In 38 anni ho visto arrivare numerosi idealisti (addirittura un calzolaio, una tessitrice, la segheria della Coletta, ecc. ) che poi, delusi o disgustati sono ripartiti…

Invece a me (che sono vecchia 70+) anche se non è direttamente « il Parco » ma  i suoi « effetti collaterali » provoca inquietudine il piano per la gestione della mobilità con pedonalizzazione di piazze quindi soppressione di posteggi e posteggi a pagamento. Già che i giovani partono dalle valli, se in più i pochi coraggiosi che rimangono devono addirittura pagare il posteggio della loro macchina o moto… Ma chi glielo fa fare???

Mi dà anche molto fastidio, e non sono l’unica, di dover fare il tragitto Locarno-Loco in piedi nel bus postale perché i posti sono occupati dai turisti che  viaggiano a gratis col Ticino Ticket, mentre noi , residenti, paghiamo le tasse, sopportiamo tutti gli inconvenienti del vivere in valle, paghiamo anche il biglietto e stiamo in piedi… Ecco, ottenere i trasporti pubblici gratuiti per i residenti, questo sarebbe un bel impegno a favore dei vallerani da parte dei giovani.

In conclusione mi permetto di suggerire che le vostre motivazioni si basino, non su ideali astratti bensì su fatti concreti che saranno più efficaci e credibili nelle discussioni.

In ultimo, ma questo a titolo completamente personale: il Progetto Parco sta provocando un confronto tra i pro e i contro che semina discordia tra vicini, amici e addirittura nelle famiglie. Già San Paolo ci metteva in guardia contro “i seminatori di discordia”. Un conoscente, sacerdote, mi disse che un progetto che divide invece di unire, è opera del diavolo… e non porta al bene.

Mi sembra che tutti noi dovremmo prendere in considerazione anche questo aspetto.

Cordiali saluti

Anna Lauwaert – Loco – Onsernone