Città dei mestieri o Città dei misteri? (da Popolo e Libertà)

Ci è stato fatto notare (senza che noi sollecitassimo alcunché) che nel Consiglio d’amministrazione della Evolve SA figura un esponente pipidino di primo piano. Chissà perché ci scrivono, probabilmente per aiutarci.

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Già nelle Linee Direttive 2012-2015 il Consiglio di Stato parlava della creazione della Cité des Métiers come di “un’antenna informativa e uno sportello dove ricevere le prime informazioni su progetti professionali, di carriera e azioni di sostegno per chi è alla ricerca di un posto di lavoro o di sostegni per perfezionamenti”1 . L’ipotesi era quella di insediarsi nei pressi della stazione FFS di Lugano.

2015: Cité des Métiers al centro di una mozione

I deputati Nicola Pini, Paolo Pagnamenta e cofirmatari presentano il 23 novembre 2015 una mozione per rilanciare il tema della Cité des Métiers quale “punto di incontro dove giovani e genitori possono informarsi costantemente sulle varie opportunità formative ma anche dove in prospettiva si potranno organizzare mostre, conferenze e altre attività – anche alternative – di orientamento”2 . Il Consiglio di Stato, nel giugno 2017, rispondendo ai mozionanti raccomandava l’adozione della mozione che comprendeva pure 150’000 all’anno, per 3 anni, per i lavori di messa a punto e di inizializzazione del progetto. Sede possibile: vicino alla stazione FFS di Giubiasco assieme all’Istituto di formazione continua (IFC) in arrivo da Camorino.

21 settembre 2017, alcuni deputati insospettiti interrogano: tutto regolare?

Il Consiglio di Stato affermava nel giugno del 2017 di voler prima di tutto intraprendere la fase di inizializzazione del progetto Cité des Métiers. Nel frattempo però lo stabile individuato a Giubiasco, senza che il Gran Consiglio sia ancora stato interpellato, risulta praticamente già ultimato. La vicenda approda in Gran Consiglio ed è oggetto di una dettagliata interpellanza presentata dai deputati Ghisolfi, prima firmataria, Beretta Piccoli, Gendotti, Ghisla, Maggi, Peduzzi e Pronzini. Il Consigliere di Stato Christian Vitta risponde che il Governo sta per chiedere al Parlamento un credito di 12,6 milioni di franchi per l’acquisto di buona parte dello stabile eVita (costruito dalla eVita Immobiliare SA) di Giubiasco – ormai terminato – sito nei pressi della stazione FFS.

Il ruolo del promotore privato confermato da DFE e DECS

Facciamo un passo indietro: lunedì 23 novembre 2015, come detto in entrata, un gruppo di parlamentari presenta la mozione per promuovere la Cité des Métiers. Due giorni dopo, mercoledì 25 novembre, un promotore privato sottopone agli uffici della Logistica un progetto per l’edificazione di uno stabile in grado di soddisfare le necessità della Logistica stessa e anche dell’Istituto di formazione continua, ma non solo… Questo progetto, guarda caso, è quello sito nei pressi della stazione FFS di Giubiasco, oramai quasi ultimato.

Ma chi è il promotore privato?

Ad una successiva interpellanza, presentata nel novembre 2017, il Consiglio di Stato ammette che i contatti negli uffici della Logistica furono presi dal deputato Paolo Pagnamenta, per conto della Taddei SA che risulterà poi essere l’impresario costruttore dell’immobile. Il Granconsigliere PLR è anche tra i firmatari della mozione che nel 2015 chiedeva proprio la creazione della Cité des Métiers.

Tanti nomi, tanti intrecci

Evolve SA, il cui presidente è il Granconsigliere PLR Giacomo Garzoli e il cui Direttore è Flavio Petraglio, già sindaco PLR di Cadenazzo, nel progetto eVita si è occupata della progettazione generale e della direzione lavori. La società eVita Immobiliare SA, che ha il suo recapito presso la Evolve SA, è guidata dal presidente Flavio Petraglio e dal membro Paolo Pagnamenta. Pagnamenta che, come evidenziato poco prima, oltre ad essere un dei cofirmatari della mozione per promuovere la Cité des Métiers è anche Direttore della Taddei SA, ovvero la ditta che ha ricevuto il mandato da impresario costruttore per la costruzione dello stabile di Giubiasco. La domanda di costruzione infine, nel novembre 2015, è stata presentata dalla Evolve Impresa Generale SA, il cui amministratore unico è il già sindaco PLR di Cadenazzo Flavio Petraglio.

Nuovo stabile: unica soluzione?

È una delle tante domande che gli interpellanti hanno posto al Governo, indicando ad esempio, quale alternativa, lo stabile “Onda” (ex Swisscom) che già rappresenta un piccolo polo a livello di formazione dato che ospita scuole specializzate e centri professionali. Una situazione, questa, della quale si fa fatica a capacitarsi.

Il nocciolo del problema

Lo Stato è intenzionato a spendere 12,6 milioni di franchi dei contribuenti ticinesi per l’acquisto dell’80% di uno stabile costruito da un privato. La somma di per sé, a fronte di un progetto interessante come quello della Cité des Métiers, non rappresenta certo un problema. Per garantire ai giovani del nostro Cantone un futuro professionale prosperoso e arricchente si può spendere anche di più. Sul fatto di acquistare in comproprietà un qualche interrogativo invece rimane. A non quadrare in tutta questa faccenda sono soprattutto le modalità, i tempi, le convergenze d’interesse e i legami stretti tra gli attori interessati. C’è poi un’altra questione che solleva interrogativi trattandosi dell’ente pubblico: lo Stato, procedendo all’acquisto di uno stabile costruito ex novo, può permettersi di non sottostare alla Legge cantonale sulle commesse pubbliche (LCPubb)? Quello che viene proposto oggi al Gran Consiglio è un modo di agire corretto? Lo Stato, che avrebbe benissimo potuto costruire uno stabile da bel nuovo, oppure riattarne uno di sua proprietà, sottostando e rispettando la Legge sulle commesse pubbliche e mettendo il tutto a regolare concorso, ha invece preferito acquistare da un privato uno stabile appositamente costruito. Come mai? È la domandona che oggi si pongono in molti.

Cosa bolle in pentola?

La differenza tra costruire in proprio o acquistare da privati è enorme. Per l’edificazione di uno stabile (come nel caso del nuovo centro eVita) il privato attribuisce mandati e appalti a chi vuole, senza chiedere nulla a nessuno. Se poi le imprese che ci guadagnano sono di proprietà di amici o compagni di partito, non interessa ovviamente a nessuno. Così è, fintanto che la questione rimane privata. Ma qui di privato sembra esserci ben poco. Pertanto la domanda è: se lo Stato avesse assunto il ruolo di “promotore” dell’operazione, gli appalti avrebbero dovuto sottostare alle ferree regole della Legge cantonale sulle commesse pubbliche? A quel momento la cospicua operazione milionaria avrebbe dovuto essere messa a pubblico concorso? La risposta è ovviamente affermativa! Come mai allora si optato per questa soluzione?

12,6 milioni di franchi della gente: i cittadini devono sapere!

Gli onorevoli Christian Vitta e Manuele Bertoli, hanno risposto in Gran Consiglio agli interrogativi giustificando la bontà dell’operazione che hanno presentato nel Messaggio. Il PPD ha chiesto un approfondimento alla Commissione della Gestione, la quale ha ordinato una perizia esterna. Noi non sappiamo ancora come stanno le cose, ma l’esito di questa perizia sarà decisivo per capire se tutto è realmente in ordine come sostiene il Governo o se siamo di fronte ad un pesantissimo scandalo da 12,6 milioni di franchi!