“Il dolce del San Salvatore” presentato in Vetta

Il San Salvatore è una montagna magnifica. Quando dico “San Salvatore” il mio pensiero  si fa più ampio e include Carona, l’Arbostora, la Vicania, giù sino a Vico Morcote e Morcote. E ancora: la Madonna d’Ongero e Torello.

Felice Pellegrini, direttore della mitica e ultracentenaria Funicolare, ha convocato i giornalisti in Vetta per presentare il progetto didattico (2017/2018) “Il dolce del San Salvatore” riservato ad apprendisti panettieri-pasticcieri-confettieri, giovani di talento che hanno affrontato con entusiasmo la sfida.

Sotto la guida dei docenti promotori Marco Zandonella e Marco Pasotti e dei consulenti volontari esterni Monica Rush e Roberto Provana gli apprendisti del 3° anno si sono dedicati all’ideazione e alla creazione di particolari dolci innovativi, atti a promuovere il monte San Salvatore a livello emozionale-organolettico. Detto più alla buona, bisognava confezionare deliziosi dolcetti che in qualche modo si collegassero al “pan di zucchero” ceresiano. Il risultato è stato brillante e i ragazzi – un po’ emozionati ma comprensibilmente fieri – hanno presentato i loro prodotti (sei) che i giornalisti hanno potuto gustare al termine del pranzo. Al progetto ha partecipato anche il CSIA per la creazione degli imballaggi (docente Michel Crivelli).

Nel corso della conferenza stampa hanno preso la parola numerose personalità del mondo della gastronomia, della ristorazione e della scuola. Non tutto ciò che abbiamo sentito era rallegrante (ma la sincerità e il realismo sono più apprezzabili del finto ottimismo). “Per i panettieri-pasticcieri, e per la loro Associazione, i tempi sono difficili. Ci sono aziende che chiudono, abbiamo perso dei soci”. “Siamo bravi a fare il nostro mestiere, un po’ meno a comunicare. Dobbiamo esaltare la nostra specificità, legata al territorio”.


Alla fine un buon pranzetto per tutti, giornalisti, operatori e apprendisti. Dulcis in fundo con la corsa al buffet, i 6 dolci inventati dai bravi apprendisti pasticcieri. E la vista, imbattibile, sul ponte-diga, seicento metri più in basso.  Uno si domanda “perché andare a Rio?” Il Pan di zucchero lo abbiamo qui!