Germania: l’assassino della quattordicenne Susanna ha confessato.

L’iracheno ventenne Ali Bashar ha confessato il delitto della ragazza 14enne, Susanna Maria Feldman, avvenuto nella notte tra il 22 e il 23 maggio scorso.

È stato arrestato venerdì dalle forze di sicurezza curde dopo la sua fuga verso la sua patria, e sulla base della richiesta di estradizione è stato riportato in Germania sabato in aereo dalla polizia federale, per rispondere di stupro e omicidio.

Si dice che abbia detto che fosse ubriaco. Ali Bashar ha affermato che lui e Susanna, che era sua amica, avevano bevuto molto alcol e ingerito compresse prima che tra i due nascesse una disputa. La minorenne aveva minacciato di chiamare la polizia e per questo è stata strangolata.

Il suo ritorno ha dimostrato cosa può fare la polizia, visto l’ottima cooperazione giudiziaria con il Kurdistan, e cosa può fare lo stato di diritto. Ma il caso ha sconvolto l’opinione tedesca e ha rilanciato le polemiche sui migranti innescando un acceso dibattito politico. Per molti infatti sarebbe meglio eliminare il problema alla radice.

Il ventenne Ali Bashar ha alle spalle una richiesta respinta di asilo nel 2016, ma aveva fatto appello contro di essa, fermando in questo modo la sua deportazione.

L’opinione pubblica tedesca si divide tra chi critica aspramente le politiche di accoglienza volute dalla cancelliera tedesca ritenendole la causa di vicende drammatiche come questa e chi invece chiede di non cedere alla paura di chi appartiene a culture diverse. Angela Merkel, ha subito annunciato una nuova stretta sulle politiche di accoglienza dei richiedenti asilo e la velocizzazione delle pratiche di espulsione di coloro che non ne hanno i requisiti.

Nella città medievale dove viveva Susanna, Magonza, la gente è scesa in piazza per chiedere politiche migratorie più severe. Gli abitanti sono divisi tra quelli che parlano di odio tra i popoli e quelli che chiedono una maggiore riflessione rispetto a quanto accaduto: “Penso che si sarebbe potuto evitare questo omicidio se a questo ragazzo non fosse stato permesso di entrare nel nostro paese”, afferma ai giornalisti una donna partecipante alla veglia in memoria di Susanna, “La violenza sessuale è un problema ormai che esiste da anni. È parte della nostra società. Siamo una società patriarcale, non dipende dall’arrivo di persone provenienti da altre culture”, afferma invece una giovane manifestante che chiede più solidarietà.

Non c’è solo chi chiede una stretta all’immigrazione, dunque, c’è anche chi chiede lo stop al razzismo e al populismo di destra.

Molte domande sul crimine e sull’indagine però, rimangono aperte. Il ragazzo ha confessato di averla uccisa ma non di averla stuprata. Il corpo della ragazza è stato trovato più di una settimana dopo la sua morte. A causa del tempo trascorso tra il decesso e il ritrovamento del corpo non è chiaro quanto possano essere significative le tracce di DNA.

Sono emerse possibili negligenze da parte della polizia e dell’immigrazione. Bashar è fuggito con i suoi genitori e cinque fratelli con autorizzazioni rilasciate dalle autorità irachene. Le autorità hanno ammesso di aver esaminato solo le foto di identità del passaporto senza leggere i nomi, in arabo, che corrispondevano a quelli dei biglietti. Il leader del partito liberale, Christian Lindner, ha chiesto: “perché l’autore di questo omicidio e tutta la sua famiglia hanno lasciato il paese con evidenti false identità?”.

Prima di questo omicidio, Ali Bashar era stato precedentemente sospettato di atti illeciti. Il suo nome è apparso anche nel marzo scorso, quando una bambina di 11 anni è stata violentata nella casa in cui viveva. Tuttavia nessuna accusa era stata mossa nei suoi confronti. .

Le autorità sono state messe sulle sue tracce un rifugiato di 13 anni che ha riferito alla polizia la confessione che Ali Bashar gli aveva fatto per l’omicidio di Susanna Feldman. È grazie a questa testimonianza il corpo della ragazza è stato trovato.

Diversi omicidi commessi da stranieri hanno alimentato la polemica sulla mancanza di preparazione della Germania per ospitare un numero così elevato di immigrati. Il partito di estrema destra, attraverso la sua leader Alice Weidel, ha chiesto le dimissioni della cancelleria: “Susanna è una nuova vittima della politica di accoglienza egoista e ipocrita della Merkel”.