Il processo dottor Piercarlo Rey rinviato al 20 settembre

SI è aperto oggi il processo per il grave errore medico commesso dal chirurgo Piercarlo Rey che nel 2014, quando lavorava alla Clinica Sant’Anna, ha asportato due seni a una donna che invece doveva subire solo una incisione per rimuovere un piccolo tumore. Nel rapporto post operatorio il dr. Rey avrebbe dichiarato che la rimozione era necessaria.

Il legale del medico, Renzo Galfetti, ha immediatamente chiesto la sospensione e il rinvio del processo in quanto da anni il suo assistito subisce una vera e propria gogna, “un allucinante processo pubblico”, il tutto mentre l’accusa continua a ignorare il materiale probatorio che Rey ha espressamente chiesto sia preso in considerazione.

La difesa ha preparato una vera e propria arringa: “Stiamo parlando di un errore medico che fa parte della natura umana. A qualsiasi livello della vita siamo confrontati con l’errore, quale che sia la professione che si svolge” ha dichiarato Galfetti. Dalla parte dell’imputato, sempre secondo il legale, ci sarebbe il fatto che il contratto di Rey fa pensare che il medico ricoprisse un ruolo subordinato nella clinica e che non avesse il diritto di decidere nulla, cosa che presuppone una certa responsabilità da parte dell’ospedale.

Un altro fattore centrale nella vicenda riguarda la procedura del “time-out”, in vigore al Sant’Anna solo da poco. Il sistema permette di non incappare in errori gravi come quelli del dr. Rey, impedendo che un intervento venga effetuato sulla persona sbagliata poco prima che l’operazioni inizi. Al Dipartimento sanità e socialità era stato presentato un rapporto secondo il quale l’equipè avrebbe dovuto effettuare proprio il time-out, che non era ancora in vigore nel 2014. Il rapporto inoltre sarebbe firmato da un medico “fantasma”, inesistente. Il DSS ha per adesso preferito non rilasciare dettagli sul rapporto.

Il secondo legale dell’imputato, Tuto Rossi, ha chiesto inoltre di far testimoniare diverse persone legate al caso come l’anestesista e il direttore sanitario della clinica. “Si è preso di mira un solo medico” ha detto Rossi, “Perché gli altri professionisti presenti in sala non lo hanno fermato una volta accortisi dello scambio di paziente e perché non sono stati indagati?”.

Il processo è ora sospeso fino alla fine del mese di luglio e riprenderà il 20 settembre, con il giudice Amos Pagnamenta.