Valencia: l’arrivo di Aquarius è una opportunità per cambiare la politica europea di immigrazione

È arrivata questa mattina al porto di Valencia dopo otto giorni di “vagabondaggio” la nave di soccorso Aquarius dell’organizzazione francese SOS Mediterranee, insieme ad altre due navi italiane che l’hanno scortata lungo il viaggio. In tutto sono stati fatti sbarcare 629 migranti.

Dopo che l’Italia e Malta si erano rifiutate di lasciare ormeggiare la nave, scatenando una nuova crisi politica dei rifugiati dell’Unione europea, Aquarius ha infine raggiunto la Spagna, che su invito del governo socialista di Sánchez ha accettato di lasciar entrare i migranti nel paese. I rifugiati erano stati salvati una settimana fa in varie operazioni di soccorso al largo della costa libica e secondo “Medici senza frontiere”, provengono da 26 paesi, compresi paesi africani, Afghanistan, Pakistan e Bangladesh.

Un contingente di più di 2300 volontari, compresi 470 interpreti, giornalisti, medici e poliziotti, hanno accolto al porto i migranti con un poster gigante con la scritta “Welcome home” in diverse lingue.

Ai nuovi arrivati viene consegnato un documento che chiede loro se vogliono andare in Francia. Come confermato dal governo spagnolo, infatti, una parte di questi rifugiati continuerà a viaggiare verso la Francia se soddisferanno le condizioni per la richiesta d’asilo così come proposto dal governo francese. La Francia aveva criticato aspramente il rifiuto italiano.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha voluto ribadire, durante una conferenza stampa di ieri, che in futuro rifiuterà le navi di soccorso dei rifugiati da organizzazioni non governative. “Le ONG devono sapere che l’Italia non vuole più essere complice dell’immigrazione illegale” ha dichiarato.

La Croce Rossa ha coordinato l’intero ricevimento operativo per il primo intervento medico. Dopo la prima visita, i migranti sono andati alle tende dove un contingente di 356 poliziotti e funzionari li attendevano per identificarli, prendere le impronte digitali e le foto. “Fino ad ora nessuno di loro ha portato documenti”, ha detto l’ispettore capo del Commissariato generale, Bernardo Alonso, chiarendo anche i dubbi sullo status che i nuovi arrivati ​​riceveranno: un permesso di soggiorno di 45 giorni per motivi umanitari. Oltre a questo permesso di soggiorno, ai rifugiati è stata data una pre-domanda di protezione internazionale, con data e ora, per un appuntamento in cui formalizzare una richiesta di rifugio. 

Questa è stata un delle più grandi crisi umanitarie nel Mediterraneo non tanto per il volume ma per la ferita che è stata aperta nell’Unione europea dopo il rifiuto italiano e maltese di aprire loro i porti, e ha mostrato il volto  solidale della Spagna. Il primo ministro Sánchez vuole approfittare di questo gesto per rilanciare un’immagine di una intera comunità spagnola lacerata da molteplici casi di corruzione e per portare un cambiamento nelle strategie di migrazione in Europa rafforzando il suo progetto politico.

Al momento i rifugiati si stanno spostando, con autobus organizzati, verso i rifugi dove alloggeranno nei prossimi giorni prima di affrontare la legislazione spagnola. Il permesso umanitario deve essere regolarizzato mediante l’applicazione di richiesta di asilo o di residenza come disciplinato dalla legge sugli stranieri.