Cento persone perdono la vita nell’ennesima tragedia mediterranea.

L’ennesima tragedia in mare ha colpito ieri le 123 persone a bordo di un barcone di legno, a circa 6 chilometri di distanza dalle coste libiche.

Si tratta di uno dei naufragi più gravi avvenuti nel Mediterraneo negli ultimi mesi con il tragico bilancio di almeno 100 morti. 16 uomini sono stati salvati dalla Guardia costiera libica e 3 corpi di bambini molto piccoli sono stati recuperati dai soccorritori. Il destino dei restati 104 passeggeri è ignoto, sono tutti dispersi in mare.

Il barcone era partito da Garaboulli, a est di Tripoli e portava verso la speranza di una vita migliore persone provenienti dall’Egitto, dal Sudan, dalla Nigeria, e dallo Yemen, uomini, donne e bambini. Secondo i testimoni, l’imbarcazione ha preso fuoco in seguito ad un’esplosione avvenuta tra giovedì e venerdì scorso e nei paraggi non c’era alcuna nave di soccorso ONG.

Uno dei ragazzi sopravvissuti ha raccontato che si era rifiutato di salire sul barcone quando ha visto che i passeggeri, che inizialmente dovevano essere 20, erano in realtà più di cento. Uno scafista però l’ha minacciato con una pistola e l’ha costretto a salire sull’imbarcazione, lunga a malapena 8 metri.

L’agenzia ONU dei rifugiati Unhcr ha riportato che i rifugiati erano troppi per la capacità di trasporto dell’imbarcazione che infatti non ha retto e delle crepe si sono aperte nella parte anteriore dello scafo, subito dopo il motore è andato a fuoco. Sempre secondo Unhcr, i sopravvissuti sono rimasti in acqua circa un’ora prima di essere salvati da un gommone della Guardia costiera libica.

Intanto la nave della ONG spagnola Open Arms, che si è vista negare l’entrata nei porti italiani per i rifornimenti, ha accusato l’Italia e la Libia della tragedia avvenuta in mare: “Stanno togliendo di mezzo operativi di soccorso esperti come noi, che da anni salviamo le persone in mare. Nelle ultime due settimane, ci sono stati tantissimi naufragi ma non se ne parla perché siamo coperti da queste grida contro le Ong” ha dichiarato Open Arms. Javi Lopez, l’europarlamentare a bordo della nave Astral, ha pubblicato un video in cui il fondandatore dell’organizzazione umaniaria Oscar Camps accusa apertamente i due paesi: “Open Arms avrebbe potuto salvarli, ma è stata ignorata dalla autorità libiche e italiane”.