Sergio Morisoli sulla Scuola che verrà – Pensiero del giorno

(dal Corriere del Ticino)

“La sperimentazione di fatto è già l’implementazione della fase 1 della «Scuola che verrà». La prova che non si tratta solo di una sperimentazione la danno nero su bianco lo stesso Governo e il DECS. Ecco la citazione della lettera di risposta del Consiglio di Stato alla Commissione scolastica del Gran Consiglio lo scorso 4 gennaio (pag. 2): «Se è ben evidente che la sperimentazione di una riforma scolastica non equivale ad una decisione di attuazione, è altrettanto chiaro che il suo sbocco naturale è poi il processo di generalizzazione della riforma sperimentata. Non avrebbe infatti alcun senso sperimentare una riforma in astratto, solo per ottenere dei risultati scientifici da poi non utilizzare nella pratica».

Quella che viene chiamata sperimentazione, di fatto, per come è costruita, è invece l’inizio della «Scuola che verrà», è la sua implementazione. Dopo i tre anni di sperimentazione sarà impossibile, o molto difficile, trovare altre vie e non procedere con l’intero progetto: la sperimentazione è fatta per confermarlo.

La sperimentazione non va fatta perché inutile, autoreferenziale e costosa.” (…)

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Il fronte Referendista si sta organizzando in vista della battaglia che culminerà il 23 settembre. I personaggi chiave (visti dall’esterno e visti… adesso) sono: Morisoli (motivatissimo e trainante), Zambelloni, Rigozzi, Siccardi.

Il professor Gerardo Rigozzi, già direttore a Lugano 2 e direttore della Biblioteca cantonale, è un noto e considerato esponente del Partito liberale radicale e per tale motivo il suo contributo assumerà un ruolo di particolare rilievo. Le sue convinzioni sono limpide e assolutamente non nascoste. Egli ha parlato più volte, forte e chiaro.

Il PLR ha commesso, e continua a commettere, un errore, il primo errore evidente – e grave – dell’ “era” Caprara. Ha infatti imboccato una strategia che definirei LOSE-LOSE (l’esatto contrario dell’apprezzatissima WIN-WIN), e precisamente:

  • Se i Referendisti vincono, il PLR si ritrova sul versante dei perdenti e fa una figura tapina;
  • Se i Referendisti perdono, trionfa Bertoli e la SUA scuola s’instaura in tutto il Cantone. Il PLR, con una grande tradizione scolastica di molti decenni, avrà fatto il “portatore d’acqua” alla scuola della Sinistra. Brillante!

E il modello PLR, la famosa variante che Bertoli astutamente ha concesso? “Se Bertoli non lo cita nemmeno, allora noi siamo contro.”