Sergio Morisoli – Che cos’è successo in parlamento? Pensiero del giorno

SERGIO MORISOLI  “Mentre i partiti, prima contrari, hanno voltato la faccia dall’altra parte salendo sul carro di Bertoli sperando di portare a casa qualche affare compensatorio dopo il voto. Ma si sbagliano di grosso a portare acqua al suo mulino: se vince davanti al popolo non lo fermeranno mai più, nonostante le loro modifiche fatte con le pinzette e le limette per le unghie; i loro sofismi, i loro tentativi per dissimulare che si sono fatti infilare e che illusi stanno facendoci credere che fra tre anni un’inversione di corsa sia possibile.

Evitiamo di creare inutili confusioni ai docenti e alle sedi scolastiche, di provocare inutili ansie e smarrimenti alle famiglie e agli allievi per un esperimento che tale non è. Votando no, non si dice no alla riforma della scuola ticinese. Si dice no a questo progetto.” (…)

(citazione dal CdT)

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Le mie osservazioni.

  1. C’è un aspetto scolastico e c’è un aspetto politico. Per quest’ultimo la domanda cruciale è: che cos’è successo in Gran Consiglio? Qualcuno lo sa per certo, ma io non lo so, e forse neppure Morisoli.
  2. “Esperimento che tale non è”. Parole cruciali. Questo è il punto. Gli oppositori hanno detto (e dicono): il Referendum era l’unica via per fermare il progetto. Oggettivamente è così.
  3. Morisoli scrive provocatoriamente: “si sono fatti infilare” (PLR e PPD). Concordo sì e no, più no che sì. A mio avviso prevale la sceneggiata. È possibile che già ai tempi delle disfide e delle schermaglie “a beneficio della platea” si preparasse una fine pilotata.
  4. Si può vincere? Ma sì, benché lo schieramento parlamentare sembri non lasciare scampo. Quando viene imposta la disciplina di partito i deputati si adeguano senza fiatare. Per dirla tutta, è a mio avviso insensato pensare che tutti i deputati PLR (tranne Andrea Giudici) fossero favorevoli al progetto Bertoli. Non sta letteralmente in piedi. Saremmo al limite dell’autolesionismo.
  5. Per finire, ci può salvare la nostra preziosa alleata, la democrazia diretta. Se sulla Civica avesse votato solo l’establishment (funzionari del DECS, direttori, professori, direttive di partito, uffici presidenziali e galoppini vari)… … … avremmo perso 90 a 10 (e sto basso)