Pakistan, attacco kamikaze durante un comizio: più di 130 i morti

 

Almeno 133 persone morte, tra cui un leader nazionalista, e oltre 200 feriti è il bilancio di un attentato suicida durante il comizio elettorale del partito Awami. È stato il più letale di una serie di attacchi ai candidati avvenuti prima delle votazioni del 25 maggio glio, e sottolinea la fragilità nella sicurezza del paese pakistano.

I militanti hanno preso di mira una riunione del leader del Balochistan Awami Party (BAP) Siraj Raisani nella città di Mastung, nel sud-ovest del Pakistan, vicino alla capitale provinciale Quetta, nella tormentata provincia del Balochistan dove erano radunate circa mille persone.

Raisani, fratello dell’ex primo ministro del Balochistan Nawab Aslam, è deceduto mentre veniva trasferito in ospedale. Stava correndo per un seggio provinciale.

Il gruppo terroristico dello stato islamico ha rivendicato,attraverso l’agenzia Amaq, la responsabilità dell’attacco, anche se non ha fornito alcun motivo per l’attentato, arrivato poche ore dopo che una bomba di talebani pakistani islamici radicali aveva colpito un’altra manifestazione elettorale di Akram Khan Durrani, partito religioso, nell’area di Bannu della provincia di Khyber-Pakhtunkhwa. I terroristi hanno preso di mira politici, raduni religiosi, forze della sicurezza e persino scuole in Pakistan. Gli analisti avvertono che il Pakistan deve ancora affrontare le cause profonde dell’estremismo e il fatto che i terroristi mantengono le capacità di attuare attacchi.

Il mese scorso, un attacco aereo degli Stati Uniti ha ucciso il leader dei talebani pakistani, Maulana Fazlullah, nel vicino Afghanistan, in quello che l’esercito pakistano ha definito uno sviluppo positivo ma che ha suscitato grandi timori di rappresaglie.

I due attacchi sono avvenuti mentre l’ex primo ministro Nawaz Sharif e sua figlia Maryam venivano arrestati al loro rientro da Londra dopo aver deciso di abbandonare l’esilio. Sharif è stato condannato per corruzione con una condanna a dieci anni di carcere e una multa di 10 milioni di dollari mentre era fuori del paese. Arrivato in aeroporto nella città orientale di Lahore, è stato portato in una prigione vicino alla capitale Islamabad.

L’evasione fiscale e altre accuse contro Sharif sono emerse a seguito di una massiccia fuga di documenti nota come Panama Papers. È stato preso in custodia per scontare la pena, tuttavia è previsto che faccia appello e cerchi la libertà su cauzione.

Il genero di Sharif sta scontando la sua pena detentiva di un anno con la stessa accusa, che deriva dall’acquisto di appartamenti di lusso in Gran Bretagna che il tribunale ha stabilito sono stati acquistati con denaro acquisito illegalmente.

In un video messaggio girato a bordo del suo aereo in rotta verso il Pakistan, Sharif ha detto che sarebbe tornato sapendo che sarebbe stato portato direttamente in prigione.A lui è stato vietato di partecipare alla vita politica del paese, e suo fratello Shahbaz Sharif ora dirige la sua Lega musulmana in Pakistan e sta conducendo una campagna per la rielezione il 25 luglio.

In un appello televisivo ai sostenitori di Londra all’inizio di questa settimana, Sharif ha detto di non aver paura del carcere e ha chiesto alle persone di votare per il suo partito. Ha anche colto l’occasione per criticare nuovamente il potente esercito pakistano, che ha governato il paese direttamente o indirettamente per la maggior parte dei suoi 71 anni di storia, dicendo che il Pakistan ora ha uno “stato sopra lo stato”.

Durante il suo mandato, Sharif ha criticato il coinvolgimento dei militari negli affari civili e i suoi sforzi nel combattere gli estremisti.

Gruppi pakistani per i diritti internazionali hanno accusato i militari di cercare di mantenere la propria influenza nella politica pakistana mantenendo Sharif fuori dal potere. I militari hanno negato le accuse sostenendo che il loro aiuto nello svolgimento delle elezioni è stato richiesto dalla Commissione elettorale del Pakistan. L’esercito schiererà 350.000 agenti di sicurezza nei seggi elettorali in tutto il paese il giorno delle elezioni.

Il dipartimento di Stato americano in una dichiarazione ha condannato con fermezza gli attacchi di questa settimana ai candidati politici e ai loro sostenitori in Pakistan. “Questi attacchi sono tentativi vigliacchi di privare il popolo pakistano dei loro diritti democratici. Continueremo a stare con il popolo del Pakistan e la più ampia regione dell’Asia meridionale nella sua lotta contro il terrorismo”.