“Non conosco la Lituania ma la immagino: donne bionde, bellissime e felliniane” – Il regista Misha Tognola all’opera – Intervista

C’è un regista che avrà un ruolo importante nel “controfestival lituano” (nome non ufficiale) che Arminio Sciolli realizzerà a Locarno nella prima decade di agosto. Si chiama Misha Tognola e l’abbiamo intervistato per voi.

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Francesco De Maria  Vuole presentare ai lettori di Ticinolive la sua professione e le sue attività artistiche?

Misha Tognola  Sono Regista e Creative Director presso Frama Films Int., Cademario. Ho un diploma in “Art and Technique of Film Making” conseguito alla prestigiosa scuola di cinema “London Film School” a Londra nel Regno Unito. Ho prodotto e diretto spot pubblicitari, documentari, programmi televisivi culturali, d’informazione ed intrattenimento. Esisto anche come Dj e Vj. Il nostro ultimo lungometraggio “Samadhi- Noi Siamo Uno” co-prodotto con SSR-RSI ha appena vinto il premio “Best People and Nature Award” al Japan Wildlife Festival, uno dei più importanti festival per il tema del Wildlife nel mondo, a Tokyo e Toyama nell’ aprile scorso.

Ha mai lavorato con Arminio Sciolli e il Rivellino?

No mai avuto il piacere, ho lavorato spesso con Jean Olaniszyn, creatore e fondatore del museo Herman Hesse con il quale ho prodotto alcuni documentari ed opere video-art.

Che cosa sta preparando in vista del 3 agosto 2018, giorno della prima?

Un assaggio di un documentario che verrà presentato nel 2020 all’ expo di Dubai.

È mai stato in Lituania? Se sì, che cosa ha visto? Se no, come la immagina?

No mai stato…. non ho visto nulla, mi immagino tantissime meravigliose bellissime e statuarie donne Lituane. Tutte bionde e decisamente Felliniane, prorompenti.

Greenaway (sin.) e Sutkus

Chi è Antanas Sutkus?

Uno degli ultimi grandi fotografi/occhi del ‘900.

Lei, da competente, come giudica l’opera di questo famoso artista?  Che cos’ha fatto di grande?

Non giudico, posso solo genuflettermi di fronte a cotanta qualità.

Chi è Peter Greenaway?

Un regista, un artista visionario, uno dei grandi maestri ancora in vita.

Lei, da competente, come giudica la sua opera? Quale dei suoi film predilige?

Un regista di questo livello lo si può solo osservare attraverso l’intera sua Opera, ogni film è un elemento facente parte di un mosaico più grande, comunque per risponderle più in dettaglio dico Eisenstein in Guanajuato che è un suo film del 2015, il penultimo se non erro. Tra tutti , a questo sono molto affezionato.

Il suo “A midsummer night conversation in Lithuania” quanti minuti dura?

Come detto è un assaggio di qualcosa che deve ancora venire. La lunghezza non è ancora definitiva, intorno ai 10 minuti diciamo…

Di che cosa tratta esattamente?

Tratta l’incontro tra due figure mitologiche dell’ arte contemporanea, l’incontro tra due titani quali Peter Greenaway e
Antanas Sutkus . Le loro conversazioni e i loro silenzi pieni di significato. Non dico di più per lasciare qualche sorpresa allo spettatore.

Come si sviluppa la conversazione e il confronto tra i due artisti? Che cos’hanno in comune, e in che cosa sono lontani? Come vivono le loro lunghe e onorate carriere? Quali luoghi e quali monumenti hanno visitato?

No comment. (Da interpretare come: scomodatevi e venite a godervi il film; ndR)

Sartre e Simone de Beauvoir sulle dune

Per realizzare il suo film ha applicato delle tecniche particolari?

L’esperienza accumulata al top della professione durante più di 30 anni di carriera ed il mio cervello, ormai deformato professionalmente, divenuto un vasto database.

Chi vedrà la “Conversation”, dopo la prima?

Il film verrà distribuito nel circuito per il cinema Arthaus. In seguito sarà venduto direttamente al pubblico in online streaming sui nostri canali web.

Per concludere, io conosco Arminio abbastanza bene. È un personaggio notevole, e talvolta inquietante. Mi dica come lo vede lei!

Non conosco Arminio da molto tempo, mi sembra un tipo felino e io vado d’accordo con i gatti.

Esclusiva di Ticinolive