L’arte della Lituania al Rivellino e a Locarno (dal 3 agosto) : Zita Tallat-Kelpšaitė

Il Poeta e la Segale (The Poet and the Rye)

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Zita Tallat-Kelpšaitė parteciperà all’evento quale artista invitata.

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Sono davvero riconoscente ad Arminio Sciolli per aver scelto JŪRA MOPE SEA come tribuna del suo importante evento “Dieci giorni in Lituania”, che presenterà in un vasto affresco la cultura e gli artisti del mio Paese.

Nella prestigiosa sede del Rivellino Leonardo da Vinci esporrò un ciclo di dipinti intitolato “Il Poeta e la Segale”.

Io sono una creatrice di storie. Potete raccontare una storia con una canzone, con una danza o con delle parole, ed è ciò che io faccio abitualmente. Talvolta però impugno il pennello e la tavolozza con i colori a olio e compongo cicli come Donne che corrono con i lupi, L’albero solitario nel deserto, Solitudine a due Memorie di Confucio. Sarò felice di portare la mia creazione Il poeta e la segale a Locarno.

Non servono sempre battaglie o eroi per ispirare l’arte. Talvolta può bastare un uomo semplice, un poeta, che nasce, cresce, vive e lavora in un remoto villaggio; e infine muore sotto un melo in fiore.

Il Poeta giunge alla presentazione ufficiale del suo nuovo libro con una lastra di vetro (dovrà eseguire una riparazione). Appoggia il vetro a una parete e si mette ad ascoltare la lettura delle poesie. Ma il vetro incomincia a “viaggiare” da una stanza all’altra, per tutta la notte, colma di poesia e di vino, sino all’alba, quando i suoi amici lo accompagnano all’autobus affinché egli possa ritornare al villaggio, dove la segale “non fa una canzone, ma pane / poiché il corpo non è spirito”.

Quasi trent’anni fa il Poeta intitolò una sua raccolta “Segale moderna”. Ma… che cosa è moderno? Forse è moderno ciò che congiunge l’oggi con l’eternità. Pensiamo alle segale, che rinasce ogni giorno sotto forma di pane sulle nostre mense, non è un simbolo di eternità? Scrive il Poeta: Benché vecchi di migliaia d anni / Continuano a crescere come se fossero gente / Ma durante una tempesta quando nessuno li vede / S’inginocchiano nel campo dopo il loro viaggio. (Versi di Stasys Jonauskas)

Zita Tallat-Kelpšaitė