Bologna: l’esplosione, la disperazione, le indagini per disastro colposo e il poliziotto eroe

Borgo Panigale, Bologna. Andrea Anzolin, camionista vicentino, aveva 42 anni ed era alla guida dell’autocisterna, quando è esploso l’inferno. Forse un colpo di sonno, forse una distrazione, dice il procuratore di Bologna Giuseppe Amato, titolare dell’inchiesta per disastro e omicidio colposo, quando Anzolin ha centrato in pieno il tir in coda davanti a lui, frenando troppo tardi. E’ stato carbonizzato.

L’esplosione – un boato immane, raccontano i testimoni – ha fatto crollare il ponte dell’A14 che passa sopra la via Emilia, e creato un enorme cratere sulla carreggiata. L’onda d’urto ha raggiunto case e negozi, frantumato  vetri e poltrone, provocando scoppi a catena di auto nelle concessionarie limitrofe. Secondo Amato il crollo del ponte non sarebbe dovuto a una mal costruzione bensì, come surrogato anche dalle affermazioni del premier Conte, sarebbe stata unicamente la conseguenza del terribile impatto.

145 i feriti, di cui 4 gravi, ricoverati a Cesena e a Parma: il più grave un 41 enne italiano ricoverato in condizioni critiche nel Centro grandi ustioni id Parma, assieme a una donna di 40 anni.

Cordoglio da parte del presidente della Repubblica e visite da parte delle autorità Morrone e Borgonzoni.

Eroe Riccardo Muci, originario di Copertino, in provincia di Lecce, il poliziotto 31enne, che ha messo in salvo più persone, bloccando il traffico, dopo esser sceso dalla sua auto e aver intimato agli automobilisti di lasciare tutto e fuggire, poiché – in quei terribili istanti – sarebbe esploso tutto.

Ha ustioni gravi su tutto il corpo, ed è stato operato d’urgenza. Non è fortunatamente in pericolo di vita. Il Permier Conte si è congratulato con lui.