Locarno. I premi “Boccalino d’oro”. Una storia lunga 18 anni – di Jean Olaniszyn

Premio della giuria indipendente, dal 2000 al 2018

La star del Boccalino 2018. L’architetto di fama mondiale MARIO BOTTA, qui intervistato da Chantal Fantuzzi

Il Festival del film di Locarno è un luogo privilegiato di pluralità di idee e in virtù di questa sua peculiarità da molti anni la critica indipendente premia i film e gli attori con il tradizionale Boccalino d’oro.

Il Premio Boccalino è nato nel Duemila in una cantina fumosa (come era solito nascere a tutte le rivoluzioni) di Locarno, dove si celebrava la “civiltà” ticinese, che oggi purtroppo è solo nei ricordi.

L’idea di questo premio nacque da un incontro tra il giornalista Ugo Brusaporco con Aldo Belloli gestore della Locanda Locarnese e l’allora direttore del Film festival di Locarno Marco Müller, il quale aveva capito subito l’importanza di un Premio che intendeva avvicinare anche il “popolo” alla manifestazione filmica di Locarno.

Così è nato il Premio Boccalino, un premio radicato nel territorio, che vuol essere legato alle tradizioni ticinesi, anche se ad un certo momento, per altri motivi, il “boccalino” venne messo al bando dall’Ente ticinese per il turismo, unitamente alle “zoccolette”, fino a quel momento ampiamente usati nella promozione turistica come  simboli di una gioiosità e spensieratezza del sud delle alpi, che seppur forzata, era apprezzata dai turisti che non tornavano a casa senza un boccalino come ricordo.

Poi con la crisi degli anni Settanta, l’allora giovane presidente dell’Ente ticinese per il turismo, Marco Solari, decise di riorganizzare la promozione turistica, come ebbe a dire: “un’immagine che inseguiva gli stereotipi di un folklorismo completamente fasullo, posticcio, apocrifo”…. con: “qualcosa di più concreto e dignitoso”. Nell’intento dei vertici dell’ETT, l’offerta turistica non doveva più orientarsi verso un turismo di massa, comunque in calo, ma verso un turismo di qualità. Sostituire le orde di turisti in cerca di “rusticalità” con una clientela scelta e raffinata, amante della natura e della cultura e soprattutto della tranquillità: per esempio ad Ascona, con la chiusura dei due campeggi, terminò l’era del cosiddetto “turismo di massa”, sostituito secondo gli intenti da un “turismo di qualità”. Queste scelte che sicuramente non hanno sempre raggiunto i desiderata, ognuno le giudicherà secondo le proprie idee.

Il rinnovamento della promozione del turismo ticinese nacque con lo slogan “Ticino: terra d’artisti”, una svolta ben rappresentata sul manifesto di Orio Galli del 1984, che univa in una sola immagine un affresco quattrocentesco della chiesa di Santo Stefano di Miglieglia e della casa rotonda di Stabio  realizzata da Mario Botta (vedi al proposito anche l’intervista a Marco Solari del giornalista Stefano Pianca pubblicata il 16.11.2014 sul domenicale Il Caffè). Da quest’ultima interessante ed esaustiva intervista, cito alcuni passaggi delle risposte di Marco Solari: “Il turismo del futuro, a mio modo di vedere, deve passare necessariamente dalle emozioni, dagli avvenimenti e dalla cultura”….”Da qui il bisogno di riuscire a creare i prodotti da offrire: questo è stato ciò che da sempre mi ha animato a portare avanti il Festival del film di Locarno…..”Perché il prodotto deve essere di altissima qualità, per uno mediocre non si sposta nessuno”…..”Ma, attenzione, anche il piccolo evento locale dà il proprio contributo, purché non sia banale”.

E il Premio Boccalino, evento locale, è una manifestazione sicuramente non banale: un premio oramai riconosciuto a livello internazionale che da 18 anni anima e da il proprio contributo al film festival di Locarno.

Certamente all’inizio questa iniziativa ha fatto storcere il naso a qualcuno, ma alla fine ha riunito tutti, dalla direzione del Film festival, agli addetti ai lavori, registi, attori, giornalisti, e il “popolo”, con momenti conviviali e tanta gioia di vivere come d’altronde ampiamente dichiarato quest’anno dallo stesso premiato Mario Botta nel suo discorso di ringraziamento per il Premio Boccalino in occasione della cerimonia ufficiale del 9 agosto 2018 nel patio del Rivellino LDV di Locarno, parole che riassumono bene il concetto del Premio Boccalino:  “commosso di questo premio, di questo riconoscimento in uno spazio sociale, che ha una sua storia, che batte tutti i tappeti rossi….”.

Premi Boccalino d’oro 2018

  • Mario Botta, architetto, miglior personaggio del Festival Locarno (onorato anche da una mostra sulla sua carriera presso la Pinacoteca Comunale Casa Rusca).
  • Duccio Chiarini,regista del miglior film, “L’Ospite”.
  • Sara Fattahi,autrice del film “Chaos”.
  • Luna Kwok Per, miglior attrice nel film “A Land Immagined” di Yeo Siew Hua (regista che il giorno seguente vincerà il Pardo d’oro 2018).
  • Michelle Wehbe, regista e attrice.
  • Yona Rozeniker, miglior produttore.
  • Antanas Sutkus, premio speciale alla carriera per il fotografo lituano.

Un momento della premiazione del Boccalino d’oro 2018 con, sulla destra, il presidente della giuria Ugo Brusaporco. Centro culturale il Rivellino LDV di Locarno, 9 agosto 2018.

Premio Boccalino d’oro 2018 – Miglior personaggio del Festival Locarno.

Il vincitore Mario Botta con il Boccalino e il libro ricevuto in omaggio da Antanas Suktus, con Arminio Sciolli, che mostra il libro fotografico di Ramūnas Danisevičius “Sutkus & Greenaway a Vilnius” (Edizioni ELR) in onore del premiato Antanas Sutkus. Centro culturale il Rivellino LDV di Locarno, 9 agosto 2018.

Consegna del Premio Boccalino al fotografo lituano Antanas Sutkus, con il presidente Ugo Brusaporco e Arminio Sciolli, direttore del Centro culturale il Rivellino LDV di Locarno. La cerimonia, data la difficoltà motoria del celebre fotografo lituano, è avvenuta nell’albergo locarnese dove era ospitato (fotografia di Jean Olaniszyn, Edizioni ELR).

Jean Olaniszyn (per diversi anni membro dell’organizzazione del Premio Boccalino)