Maturità “light” a Napoli? – La Destra interroga il Consiglio di Stato

Riceviamo dall’on. Galeazzi e pubblichiamo la seguente interrogazione, interessante.

La nostra scuola ha molte facce e molti livelli. In questi giorni, in queste settimane essa è al centro dell’attenzione: caso Foa e voto sulla Scuola che verrà. È tempo di confronto e di battaglia. Bisogna comprendere l’importanza della posta in gioco. La Sinistra è esemplare in questo, operosi come castori, mentre la Destra… si sente è troppo spesso in vacanza. La pigrizia politica della Destra è in verità proverbiale (“non rompetemi le p…. che sono a Sankt Moritz!”)

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Non sono passate inosservate le notizie (vedi links) di fine giugno sulla questione di presunte maturità ottenute a Napoli da parte di studenti ticinesi.

Partendo dal presupposto che ognuno è libero di studiare dove meglio crede, allarmante è tuttavia il fatto che si ricorra talvolta ad istituti privati sul nostro territorio per ottenere, non si sa bene come e con quali insegnamenti, diplomi, segnatamente attestati di maturità liceale, varcando il confine e in questo caso scendendo fino a Napoli.

Nulla da obiettare sull’insegnamento al di fuori del nostro paese, ma quando le stesse autorità, in questo caso dell’Italia (Ministero italiano dell’istruzione MIUR), sollevano criticità e irregolarità emerse da alcuni controlli effettuati, qualche sano dubbio emerge.

Risulta infatti che alcuni studenti ticinesi si siano rivolti ad istituti scolastici privati situati sul nostro territorio (l’articolo apparso sul TIO del 5 luglio 2018 cita segnatamente la scuola Fogazzaro di Breganzona) che promuovono l’ottenimento della maturità liceale altrove. Il giorno degli esami di maturità, con un costo di ca. 7’000.– franchi, essi sono quindi stati inviati a Napoli per far fronte agli esami (vedi TIO del 26 giugno 2018). Sembra pure, in base ai racconti fatti dagli studenti al giornalista del portale di informazione citato, che lo svolgimento degli esami si sia svolto con modalità quantomeno dubbie e beneficiando di “facilitazioni strane nel passare i test”.

Per concludere si chiede al lodevole Consiglio di Stato:

  1.  Il DECS è a conoscenza di istituti privati sul nostro territorio che inviano studenti all’estero per affrontare gli esami di maturità? Se cosi fosse, sono poi riconosciuti questi diplomi nelle nostre scuole superiori post maturità?
  2.  Dalla responsabile dell’istituto di Napoli sotto accusa si menziona di “studenti ticinesi” che vengono reclutati da un istituto privato a Lugano per poi recarsi a Pomigliano solo il giorno dell’esame” (Tio del 26 giugno 2018). Ha potuto il DECS chiarire tale fattispecie e di che istituto si tratta?
  3. Quanti sono di regola gli studenti che in Ticino ottengono ogni anno la maturità da istituti privati italiani con la metodologia sopra descritta? (ultimi 5 anni)
  4. Come reputa il Governo questo genere di ottenimento dei diplomi di maturità? Specie dopo aver seguito gli studi fino agli esami in Ticino e non avendoli quindi superati, o aver collezionato ripetuti “fallimenti” presso i licei cantonali, e ripiegando quindi altrove per poter ottenere un diploma?
  5. Che genere di controlli applica il Governo (istruzione, conformità e vigilanza) sugli istituti privati esteri ubicati sul nostro territorio?
  6. La preparazione formativa e scolastica di questi studenti viene reputata di livello paragonabile rispetto a coloro che conseguono il diploma in Ticino? Se no, quali problemi si riscontrano maggiormente?
  7. Come valuta il DECS questo fenomeno e in generale il problema degli istituti scolastici italiani sul nostro territorio con riferimento alla generale reputazione formativa e di istruzione del nostro Cantone?

Tiziano Galeazzi, UDC  La Destra (primo firmatario)

Sergio Morisoli, UDC  La Destra

Lara Filippini, UDC  La Destra

Paolo Pamini, UDC  La Destra

Cleto Ferrari, UDC  La Destra / indip

Massimiliano Robbiani, Lega dei Ticinesi

 

 

https://www.tio.ch/ticino/attualita/1307136/cosi-gli-studenti-ticinesi-passano-l-esame–a-napoli

https://www.tio.ch/ticino/attualita/1305276/perche-i-ragazzi-ticinesi-vanno-a-napoli-a-fare-la-maturita-