“È accaduto sotto casa mia!” – da Parigi Francesco Russo

Fa sempre impressione vedere una fotografia della strada sotto casa mia su un giornale italiano. Purtroppo con i vicini ce l’aspettavamo. Prima di questo episodio, una decina di giorni fa hanno accoltellato una persona le cui condizioni sembrano tuttora gravissime.

Non che il problema della criminalità nel mio quartiere sia recente, ma prima riguardava essenzialmente le fasce orarie notturne (tipo 2.00-6.00 del mattino), ne parlai a più riprese sulla mia bacheca. Ora il problema é esploso in tutta la sua violenza e forse non é un male perché fino a qualche mese fa, c’era un’indifferenza generale. Quando qualcuno nelle riunioni di quartiere menzionava il problema, c’erano sempre le “anime buone” a ripetere ossessivamente che non “bisogna stigmatizzare”. Se siamo arrivati a questo punto in effetti é anche perché la municipalità (anche se la sicurezza non é di sua competenza e di questo é responsabile la politica nazionale) non ha mai voluto affrontare di petto il problema con denunce precise, né la Polizia (“Police nationale”) che conosce bene il fenomeno considerava la cosa cosi grave non essendoci morti. Comunque é da anni che ci sono aggressioni a persione anziane e meno, furti con una certa violenza ai danni delle persone; nel mio “entrourage” é capitato un po’ a tutti, ma per la Polizia (probabilmente perché non abbastanza sostenuta dalla politica) non aveva la motivazione sufficiente.

Settimana scorsa vari furtarelli sono stati perpetrati nel garage dell’ immobile dove vivo. Per noi del quartiere é ovvio é che la matrice del problema é il traffico di droga. Se in alcune zone periferiche c’é una criminalità organizzata che controlla il traffico riducendo paradossalmente i problemi di ordine pubblico, nel nostro quartiere (per altro un bel quartiere con tanti localini e molti giovani) il business della droga viene gestito da una “microeconomia” di dealers che vendono a prezzo concorrenziale, soprattutto ai disperati (spesso senza tetto) che non hanno nulla da perdere. Mi é capitato di scambiare alcune frasi con alcuni “consumatori” nei momenti in cui fanno l'”elemosina”. Alcuni di loro sono pronti a tutto per ottenere la dose. Se la stampa internazionale come Repubblica si interessa al fenomeno, é perché ci si comincia a domandare se vi sia un rischio terrorismo dietro questi episodi. In effetti sono del parere che se danno 500 euro a un disperato con astinenza da droga, questo, se indottrinato a dovere, potrebbe anche lanciare un veicolo contro la folla!

prof. Francesco Russo