Arrampicarsi sui vetri (ognuno si consola come può)

Scrive un noto portale di sinistra (uno dei miei preferiti):

49.179  37.699

“Alla fine, a decidere il destino della scuola ticinese sono state 49’000 persone sulle 244’000 iscritti in catalogo. Meno di un quarto della popolazione ha deciso dunque per i rimanenti tre quarti. Sono invece 37’000 le persone che hanno dato fiducia alla riforma proposta da Consiglio di Stato e parlamento.”

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Ora, la batosta è stata greve e bisogna pur cercare sollievo in qualche maldestra scusa (ma non sarebbe meglio berci sopra un boccalino di Merlot?)

Il Gran Consiglio a maggioranza schiacciante, il Consiglio di Stato all’unanimità (ma come sono accomodanti Gobbi e Zali). tutta l’ufficialità e tutto l’establishment si sono dichiarati per il Sì, e alla fine raccolgono un misero 43,3%… non vien da pensare? Una delle ultime libertà del cittadino, che ne perde ogni giorno un pezzetto, è il segreto dell’urna. 

È la libertà che viene negata al deputato e noi lo compiangiamo per questo

Don Camillo diceva alle sue pecorelle (in una situazione infinitamente più drammatica, penso al voto decisivo del Quarantotto: “Nella cabina Dio vi vede, Stalin no”.

Foto: Wiki Commons