“Non mi candido per il governo” – Fiorenzo Dadò lo confida al Corriere – Pensiero del giorno

(dal CdT odierno) Ma perché ha atteso tanto per decidere se dare o meno la sua disponibilità?

«Sono scelte difficili, che non puoi prendere a cuor leggero senza rifletterci bene. Correre per un posto in Governo significa innanzitutto capire bene se, in caso di elezione, si è davvero pronti per assumersi questo onere, in quanto l’impegno di un consigliere di Stato è notevole e nens risente in modo significativo la sua vita e quella dei suoi famigliari. E poi, come detto, il PPD è in una fase delicata di transizione e c’è un progetto che tutti dobbiamo seriamente impegnarci a portare a buon fine».

Il caso Argo 1 c’entra qualcosa o nulla?

«Assolutamente no. Questa magistrale montatura è acqua passata».

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Abbiamo incontrato Dadò giovedì scorso alla Biblioteca (dove il festeggiato era suo padre). Ci siamo parlati per alcuni minuti.

Non me l’ha detto (non poteva, non doveva). Ma l’ha lasciato intendere e per me era chiaro. Il contrasto con Beltraminelli, che in certi momenti dev’esser stato duro, sembra superato.

Una strategia poteva essere creare una vera competizione interna per attirare l’attenzione sulla lista e sul partito. Il PPD dovrà comunque impegnarsi allo spasimo (come il PS, s’intende) in una insidiosa elezione, per scongiurare un esito fatale.

“Magistrale montatura”. Questo è il Dadò più tipico, in un certo senso il migliore. Una dichiarazione provocatoria e sprezzante, a muso duro. Forse qualcuno reagirà. Almeno quelli che nell’Argo 1 hanno sguazzato. Se hanno qualcosa in mano, che calino finalmente le carte. Siamo tutti stanchi di aspettare. È mezzanotte meno un minuto. A meno che non sia già passata.