L’amara vittoria di Beat Villiger: lo scandalo personale rovina i festeggiamenti

 

Nel Consiglio governativo di Zugo, il direttore della giustizia Beat Villiger, 61enne, è stato rieletto a seguito delle votazioni cantonali e comunali che si sono tenute questa domenica.

C’era molta attesa per l’esito. Dieci candidati si contendevano le sette poltrone del governo, con il partito socialista che sperava di entrare nell’Esecutivo soprattutto dopo le notizie che erano giunte sul conto del consigliere Villiger.
Contro di lui ci sono state negli ultimi giorni accuse molto pesanti, soprattutto da parte del suo stesso partito, a seguito della notizia dell’indagine preliminare partita nel 2017 dalla Procura di Lucerna proprio contro Villiger. L’uomo non sarebbe stato trasparente con il presidente del gruppo parlamentare PPD, Gerhard Pfister. Ha tenuto nascosto fino a pochi giorni fa un fatto della sua vita privata che ha l’ha portato ai guai con la giustizia. Villigerm sposato e con tre figli adulti, ha avuto una relazione extraconiugale con una donna dalla quale ha avuto una bambina. Come svelato da Republik, Villiger avrebbe prestato in ben due occasioni l’autoveicolo alla donna pur sapendo che non fosse in possesso della licenza di guida. La donna era stata fermata dalla polizia e poco tempo dopo era emerso un contratto di compravendita retrodatato alla data del fermo. La Polizia sospettava che il contratto di vendita fosse stato riveduto in modo tale da permettere al politico di sfuggire alle indagini. Sospetto che non era stato dimostrato e dunque la Procura, che lo aveva indagato per falsificazione di documenti, ha ritenuto opportuno interrompere l’inchiesta chiudendo il caso per non luogo a procedere, senza diffondere la notizia.

Diversi esperti di diritto penale hanno espresso forti critiche nei confronti delle forze dell’ordine di Lucerna. L’atteggiamento è stato sbagliato per motivi procedurali, in quanto il caso Villiger avrebbe dovuto essere giudicato da un Tribunale perché i sospetti sulla contraffazione dei documenti sarebbero stati sufficienti. Resta da presumere quindi che l’Ufficio del Pubblico ministero abbia chiuso un occhio per lui.

A parlare del caso il magazine Republik. Villiger si è espresso sulla vicenda dichiarando: “Volevo proteggere la mia famiglia e impedire che la storia privata arrivasse al pubblico[…]. Da tempo non sono più legato alla donna”. Mantiene invece rapporti con la figlia nata fuori dal matrimonio, di cui sia la moglie che gli altri figli sono a conoscenza. “Non so perché abbia avuto la relazione. Siamo una famiglia forte” ha concluso Villiger.

Inoltre, la notizia della relazione del politico ha colpito come una bomba i conservatori del partito mentre la maggioranza dei cittadini aveva già votato la propria scheda elettorale. Ora non si sa quanto sia o meno un voto di fiducia, non chiaro infatti quanti elettori avrebbero votato Villiger se avessero saputo prima delle vicende personali.
Invece di bere un buon champagne per la sua vittoria, c’è stata solo una stretta di mano in un’atmosfera abbastanza fredda. Pfister difatti ha dichiarato che nei prossimi giorni il partito discuterà la via da seguire. Nel frattempo Villiger ha chiesto tempo per pensare, sa di aver rovinato la festa elettorale e ora vuole valutare se iniziare davvero il suo quarto mandato o rinunciare. “Ho bisogno di riflettere alcuni giorni se accettare o no”.
Nonostante la vittoria (e la confessione), l’affare Villiger è tutt’altro che finito.