Italia, il governo continua a disorientare e lo spread aumenta

Un’altra giornata negativa per le Borse europee. Il governo italiano nato da una coalizione della Lega e il Movimento 5 stelle, continua a confondere gli investitori europei con segnali contrastanti su una possibile modifica del DEF, il Documento di Economia e Finanza con il quale l’Esecutivo mette per iscritto le politiche economiche per il futuro del paese.

Il mercato azionario è spaventato dalla manovra economica varata dal governo italiano a causa delle tensioni interne che ha causato  e la confusione sui numeri. Manovra bocciata sia dalla Corte dei Conti che dalla Banca d’Italia a causa delle previsioni di crescita economica giudicate troppo ottimistiche.

Mentre il ministro delle Finanze, Giovanni Tria, è atteso al Parlamento italiano per spiegare i contenuti della manovra prima di sottoporla alla Commissione europea entro il 15 ottobre prossimo, il ministro per gli Affari europei, Paolo Savona, ha dichiarato che se lo spread dovesse ancora aumentare, la manovra economica dovrà essere cambiata. Tuttavia il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha confermato che la manovra non si cambierà anche se lo spread dovesse arrivare a 400 punti base, e anche il presidente della commissione finanze del Senato, Alberto Bagnai, non vede i motivi per apportare modifiche. 

Tutto questo genera confusione e nell’incertezza, non sapendo al momento prendere una direzione, la Borsa gioca al ribasso.

Anche il Fondo Monetario Internazionale ha abbassato le previsioni di crescita per l’Italia, criticando duramente i piani di spesa del governo.

In più, a fine mese le agenzie di rating internazionali si esprimeranno sulla valutazione dell’Italia, e c’è la grande paura di una bocciatura. Questo sarebbe ancora più grave per l’economia italiana al di là delle bocciature istituzionali, perché declassare il debito pubblico italiano peggiorerebbe la crisi finanziaria. Le più famose agenzie di rating, Moody’s e la S&P Global, analizzeranno e giudicheranno la capacità italiana di ripagare il proprio debito esprimendo, super-partes, una loro opinione che tiene conto degli aspetti tecnici e non politici.

Il progetto di bilancio è un grosso errore. È una scommessa sulla salute economica e fiscale a lungo termine dell’Italia” ha anticipato in un’intervista Mark Zandi, capo economista di Moody’s.

Questa incertezza politica non fa altro che aumentare i rischi per le banche, che messa insieme alla Brexit e alle guerre commerciali non facilità certo la stabilità finanziaria globale. L’Italia potrebbe contagiare l’intera Europa e per questo è necessario far diminuire il debito. Infatti, la presenza nei bilanci delle banche di enormi quantitativi di bond emessi con un forte indebitamento rappresentano una potenziale vulnerabilità.

La fiducia nelle banche italiane dunque potrebbe andare in crisi facendo perdere loro valore.

Il direttore generale dell’associazione bancaria italiana (ABI), Giovanni Sabatini, afferma che il processo di consolidamento del settore bancario stava progredendo e ora siamo a un livello pre-crisi. L’indice patrimoniale, che misura il grado di compatibilità e di coerenza esistente nel tempo tra gli impieghi e fonti di finanziamento, salirà nei prossimi due anni. Si parla già di aumenti di capitale.

Il governo italiano non vuole arrendersi alla disputa sul budget malgrado tutto. Si sta concentrando sulla crescita e vuole finanziare la riduzione del debito con l’aumento dei consumi coinvolgendo sempre più i risparmiatori. Una manovra contro la povertà, per il popolo, ma al quale però si chiede un aiuto.

Sono molti i problemi che infastidiscono e che alimentano la paura di una nuova crisi. I numeri parlano da soli: gli investitori hanno perso 40 miliardi di euro sulla Borsa di Milano con azioni di banche italiane da metà maggio ad oggi. La politica aggressiva del governo italiano non facilita, al contrario alimenta fortemente la paura di una nuova crisi bancaria paragonabile forse a quella greca.