La nostra religione è in crisi? Di chi è la colpa? Che fare? – di Anna Lauwaert

Ecco un articolo “forte”, non Politicamente Corretto (per fortuna, non se ne può più), che dice tutt’una serie di verità scomodissime che fan male allo stomaco.

La Chiesa ha avuto un potere enorme e ha governato la società – anime e corpi – per molti e molti secoli. Nel mondo moderno il suo potere si indebolisce  ed essa, per non decadere, tenta nuove strade, mutando. I critici più severi direbbero: rinnegando se stessa; o almeno una parte delle sue dottrine.

La via alla salvezza o un’accelerazione verso la fine? Ai posteri l’ardua sentenza.

* * *

La diminuzione degli allievi all’ora di religione non è un problema pedagogico, è un problema di credibilità delle religioni*.

L’adesione alla religione da parte degli immigranti è ancora forte perché nei loro paesi la religione fa parte dell’identità di gruppo.

E nei nostri paesi?

Nelle Fiandre che erano molto cattoliche, dopo il Vaticano II, la gente ha iniziato ad esaminare la religione, le chiese si sono vuotate ed oggi non è nemmeno più un tema: non interessa più a nessuno. I miei nonni non avrebbero mai pensato che si potesse interrogarsi sulla religione. I miei cuginetti non sanno nemmeno più che ci si potrebbe interrogarsi sulla religione…

Le chiese vengono trasformate in sale multiuso, alberghi, abitazioni… Anzi, la chiesa stessa offre una nuova forma di cresima: “de groeizegen” cioè la benedizione della crescita… I ragazzi che hanno compiuto 12 anni si riuniscono nella chiesa per un ora di meditazione seguita da una benedizione… Ma siccome sempre meno persone si rivolgono alla chiesa esiste anche la cerimonia di passaggio all’età adulta completamente laica.

Cioè in solo 50 anni la mentalità è completamente cambiata.

Però questo comporta un problema culturale: se più nessuno conosce le grandi linee della religione, né le «storielle» della bibbia e del vangelo, secoli di arte diventano incomprensibili. Più nessuno capisce ciò che rappresentano i dipinti nelle chiese o nei musei, ma nemmeno più le feste e così la religione cristiana diventa una mitologia come quella greca o indiana… (cf. il libro “Mythologie Chrétienne” di Philippe Walter che spiega a.e. l’origine delle feste come il carnevale)

Se assistiamo a un revival del presepio non è un ritorno della fede, bensì una riaffermazione della nostra identità in contrapposizione all’immigrazione di altre culture.

In Ticino quante persone conoscono ancora il cattolicesimo?

Già essere «cattolico non praticante» è una barzelletta perché la prima condizione per essere cattolico è di essere praticante… Diciamo piuttosto che siamo cattolici culturali. Chi conosce ancora il significato dei fondamenti del cattolicesimo come la Santa Trinità, la teandria di Gesù, i dogmi concernenti Maria? Che cosa è la Pentecoste? Boh? un lungo week-end con lunedì di festa…

Chi, addirittura tra i religiosi conosce ancora la simbolica dei colori, dei vestiti e dei gesti durante la messa? Anzi, quando chiesi al nostro amato Don Alberto come si calcola la data della Pasqua egli mi rispose «Non mi ricordo… come sacerdote dovrei saperlo… sono mortificato… vado a controllare e ti richiamo subito…»

Assistiamo a un’era che sta finendo, è cosi. Si dice che l’era del pesce sta finendo mentre inizia l’era dell’acquario…

Elementi aggravanti nelle critica delle religioni?

In un calderone tutto il male che è stato fatto a nome della religione: le crociate, l’inquisizione, la caccia alle streghe e i roghi, il commercio delle indulgenze, gli abusi sessuali, il Papa pro immigrazione, «Sex and the Vatican» vedi Carmelo Abbate, e ogni giorno nuovi scandali.

Però c’è anche un aspetto inaspettato: l’arrivo dell’islam in Europa e la scoperta di pratiche religiose contrarie alla nostra cultura come il velo e il burqa, la festa dello sgozzamento delle pecore, l’assurdo del ramadan durante il quale si sputa la saliva per non ingerire nemmeno una goccia di liquido di giorno, mentre di notte ci si abbuffa… Scopriamo anche l’orrore dei massacri che ancora oggi vengono fatti a nome della religione, mani e piedi tagliati, stupri ed ogni tipo di barbarie.

Gli attentati in Francia ed in Belgio, un prete sgozzato nella sua chiesa durante la messa, i matrimoni forzati, i crimini d’onore, nonché l’aumento continuo delle pretese degli immigranti… E tutto ciò a nome della religione/tradizione? No, noi questo non lo vogliamo!

Quando ero a Calcutta un padre aveva immolato due dei suoi figli sull’altare della dea Kali perché lei gli mandasse dei soldi… E tutto quello a nome delle religioni? No, non lo accettiamo, non nella nostra cultura.

Inoltre, più si esamina l’islam, più si capisce che non è una «religione» al senso che noi diamo a questa parola. Peggio: contrariamente a quello che speravano i governanti, non è che più si conoscono gli immigranti, più vengono accettati ma ben al contrario, più vengono respinti, più si allarga il fosso tra noi e loro e più la società si spacca e più la convivenza diventa problematica. Basti leggere lo stato di violenza quotidiana in Francia. **

Non ha niente a che vedere con la religione? Ma si! comportamenti, tradizioni e religioni vanno di pari passi.

Il futuro dell’islam in Europa? Ci vuole solo il tempo perché i nuovi venuti si pongano le stesse domande che noi ci siamo poste col cristianesimo e le moschee si vuoteranno come si sono vuotate le chiese. Lo dimostra il numero crescente di intellettuali critici e apostati ma dei quali la stampa benpensante non parla mai È compito nostro aiutarli a capire quanto tutti noi veniamo ingannati e manipolati per interessi tutt’altro che spirituali, cioè: i nostri paesi sono stati venduti per il petrolio, vedi il Protocollo di Barcellona. ***

E gli dei? Già Karl Marx spiegava che gli dei sono stati inventati dagli uomini come risposta alle domande alle quali allora non c’erano altre risposte. Non c’è più religione, non c’è più fede e siamo a terra? No, perché la coscienza del bello e del buono ereditata dalla filosofia greca rimane viva nella nostra spiritualità.

La fine delle religioni è la fine del mondo? No molte religioni sono nate e poi scomparse. Altre forme di spiritualità nasceranno.

L’ora di religione a scuola? Questo era valido fin quando c’era solo una religione. Però nel 20007 il «Repertorio delle religioni, panorama religioso e spirituale del Cantone Ticino a cura di Michela Trisconi De Bernardi» ha censito una settantina di «fedi» diverse. In democrazia, o tutti o nessuno… In questo caso la logica risponde «nessuno»…

Un’ora di storia delle religioni? Ma noooo… Le religioni sono indicatori delle civiltà allo stesso titolo che l’arte, l’architettura, musica, letteratura, economia, scienza,  tecniche, ecc che vengono studiate dalla Storia.

Aumentare l’insegnamento della Storia, quello sì! perché la conoscenza della Storia è fondamentale nella coscienza della propria identità che è poi indispensabile per affrontare l’evoluzione del mondo attorno a noi.

Si, ci si muove all’incontrario rispetto alla mondializzazione che vorrebbe un livellamento generalizzato dal basso con la riduzione generale al più piccolo comun denominatore, ma che non è il progetto del futuro nella mentalità svizzera.

Quindi cancellare la religione? No, le nostre religioni fanno parte delle nostre radici e come tali vanno collocate al loro posto nella Storia della nostra Civiltà.

Anna Lauwaert

* * *

https://www.tio.ch/ticino/attualita/1328445/quante-lacrime-alle-medie-per-la-religione-cattolica

** https://ripostelaique.com/nous-sommes-juges-par-des-enrages-la-preuve-par-9-exemples.html

*** https://www.youtube.com/watch?v=M0h_82wLK20