Ho portato la mia arte da Brooklyn a Lugano, anzi a Brè – Intervista a Bryn Marie Migliore

Conosco questa artista – scultrice e pittrice – da poco tempo e ho pensato che sarebbe stato bello intervistarla. È venuta dall’America e da sette anni vive da noi con la sua famiglia. Vive e crea, perché l’arte è importante per lei e senza l’arte la sua vita sarebbe più povera.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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La casa e l’atelier di Bryn stanno nel villaggio di Brè. Dopo un’estate  lunga e splendida e un mite principio d’autunno, la giornata è brutta e gelida, con piovaschi intermittenti. L’appuntamento è al posteggio presso la chiesa. Bryn mi fa strada attraverso il villaggio..

Francesco De Maria  Bella la sua casa.

Bryn Marie Migliore  Adesso è la mia casa, ma questa era l’Osteria Monti. Io e mio marito la stiamo rinnovando, non abbiamo ancora finito, lui fa birra artigianale. Facciamo tutto da soli.

Non è un po’ scomodo abitare a Brè?

La strada è abbastanza lunga e tortuosa. Ma in verità siamo molto affezionati al nostro villaggio, piccolo e rustico, dominiamo la città dall’alto.

Il suo nome è italiano, la sua famiglia proviene dalla Sicilia, non è vero?.

È così. I miei bisnonni si chiamavano Vincenzo e Antonina Migliore ed erano di Modica.

Lei pronuncia perfettamente il suono “gl”.

L’ho dovuto imparare per forza, è nel mio cognome! Aggiungo che la mia nonna paterna era di Avellino.

Molti anni fa i coniugi siciliani giunsero in America…

Sì, esattamente nel 1912. Vincenzo e Antonina ebbero 8 figli, 3 maschi e 5 femmine. Col tempo si stabilirono in California. Amavano quella terra perché gli pareva… di essere in Sicilia!

E lei dove è nata?

Nel New Hampshire. Da bambina volevo fare il veterinario, perché amavo gli animali. Ma ho sempre, ancor più, amato creare arte. A 17 anni mi sono trasferita a New York per proseguire gli studi.

In quale quartiere?

A Brooklyn. Mi piaceva la Grande Mela.

Lei  un’artista autodidatta?

No, ho studiato in scuole d’arte. In particolare ho frequentato il prestigioso “Pratt Institute”. Ho un bachelor of fine arts. A 25 anni i miei studi erano conclusi, a 30 mi sono sposata con mio marito. Abbiamo tre figli. Nel 2011 abbiamo scoperto la Svizzera, il Ticino, Lugano, Brè. Noi amiamo vivere qui.

Parliamo della sua arte. Quali sono le sue tecniche nella pittura?

Uso materiali misti, olio, acrilico e oggetti trovati da dipingere. Spesso c’è una miscela di immagini realistiche e astratte.

Quali materiali usa per le sue sculture?

Ceramica, resina, anche materiali umili… su su, sino al più nobile, che però è molto costoso: il bronzo. I miei bronzi vengono fusi nella fonderia Perseo di Mendrisio.

Ne ho sentito parlare ma non l’ho mai visitata…

Deve farlo assolutamente, ci andiamo insieme! Sono molto professionali, è un bellissimo ambiente e… quando cola il metallo incandescente… è una vera emozione. Mi piace talmente che talvolta vado lì a lavorare.

Come è avvenuta la concezione e la creazione del “Ragno” (o la Ragna…)

Sono molto influenzata da due donne in particolare: Louise Bourgeouis e Kiki Smith. Il ragno è venuto per primo in omaggio a Louise Bourgeouis, ed è stata per me anche una sfida per imparare a saldare e lavorare il bronzo. Si chiama “La Ragna” perché è nata dallo spirito, dall’amore e dall’arte femminili. È un gioco di parole, poiché normalmente nella lingua italiana “Il Ragno” è una parola maschile … ma ho deciso in questo caso che la mia creazione fosse femmina.

Qual è la scultura più grande che ha sinora realizzato?

Il mio più grande lavoro finora è stato il pezzo “La Libertè” per il progetto internazionale “Pillars Of Freedom”.

Qual è la sua fonte fondamentale di ispirazione?

Le mie opere sono ispirate da forme e linee che riscopro in natura, dal loro rapporto e dalla loro similitudine con il corpo umano, soprattutto quello femminile. Oggetti ritrovati e riciclati, tesori trovati in natura; il rapporto e l’esperienza con essi influenzano ed ispirano l’idea della mia arte. La fluidità e i motivi ricorrenti in tutte le mie opere mi portano a trovare una certa sapienza, organizzazione e tranquillità.

Mi parli del suo ritmo di lavoro.

In linea di massima lavoro ogni giorno, per 4/5 ore o di più. Ma devo organizzarmi bene, non dimentichi che ho tre figli!

Nella sua carriera ha vinto dei premi? Quali i più importanti?

Ho vinto un paio di premi per diversi quadri. Il premio più significativo che ho vinto è stato quando un mio dipinto ha vinto il “Best of Show”. Oggi come oggi il mio obiettivo principale è la scultura. Inoltre, una mia installazione in quell’evento era tra le opere vincenti.

Lei parteciperà al Gold Art Gala come artista invitata. Quali opere presenterà?

Presenterò la mia scultura in bronzo “Transcendence”. È un pezzo molto speciale e unico, in quanto è un’edizione in soli 3 esemplari. La realizzazione di ogni pezzo è completamente individuale e leggermente unica, rendendola così più preziosa e una grande opera per i collezionisti.

Parliamo della promozione della sua arte. Lei ha dei galleristi?

Sì, ho una gallerista a Zurigo che dirige la Kate Vass Galerie e sono molto felice di averla. Penso che lei creda in me e nel mio futuro di artista.

E nel Ticino, a Lugano?

Non ancora, ma spero di averne uno presto.

Quali le sue mostre più recenti?

Ho esposto al concerto “Daddy Was A Milkman” a Kaunas in Lituania e a CollinArte, a Montagnola

Non è andata più lontano?

(ride) Beh, ho esposto un quadro in Corea del Sud.

L’intervista è finita. Ci ritroviamo al Gold Art Gala?

Ah, ci viene anche lei?

Come potrei mancare?

Mi congedo. Bryn mi accompagna alla macchina. È uno strano pomeriggio gelido, dopo molti giorni di primo autunno quasi estivi. I vicoli di Brè sono spazzati dal vento. Grazie Bryn, è stata uno splendida visita.

(fotografe di Egle Berruti)

Esclusiva di Ticinolive