“Il primo vero nemico degli oligarchi è stato Putin” (Vincenzo Trani). Saluti da Mosca – di Vittorio Volpi

Ticinolive ha interesse per la Russia e si sforza di promuovere la formazione di un giudizio equilibrato su questo grande paese, al di là delle guerre di propaganda, sempre molto intense (di qua e di là).

Vittorio Volpi si trova a Mosca e ci manda  questa bella intervista a Vincenzo Trani. Se uno la legge, si rende conto immediatamente che l’intervistatore e l’intervistato… sanno molto bene ciò di cui stanno parlando!

In visita a Mosca, ne ho approfittato per conversare con Vincenzo Trani. Italiano, sulla quarantina, in Russia dall’inizio secolo, ha avviato business di grande successo. Oltre al Fondo Mikro Kapital – che finanzia piccole imprese in Russia e sempre di più sulla “via della seta”, ha grande successo con il progetto “Citycar”. A Mosca girano già 2.300 sue auto e altrettante saranno in corsa in altre nove città russe.

A Mosca dal 2000, ha vissuto la fine del crollo dell’Unione Sovietica con i drammatici anni ’90 e l’avvio invece dell’era Putin che ha fatto riprendere la corsa al Paese.

Vittorio Volpi  Vincenzo, vengo a Mosca dal 1973, veramente molto è cambiato. Mosca è ora una bella città. Ma Mosca è la Russia?

Vincenzo Trani  La Russia è molto diversa da Mosca, ma è la cartina di tornasole del Paese. La Russia è grande, con 9 fusi orari; ci sono città che migliorano con tempi più veloci e altre che rimangono indietro, come i villaggi. Osservando città come Novosibirk, Ekaterinimburg, Samara, con più di 2 milioni di abitanti, si nota la crescita della classe media di anno in anno. Lo si vede dal parco macchine, da come le persone vestono, dai palazzi. Non ci sono solo poche città con più di 2 milioni di abitanti, ma quasi 18. Chiaramente nei villaggi la situazione è diversa e non cambia.. Alcuni di questi villaggi erano un dormitorio per chi lavorava in fabbriche che ora non ci sono più. Le politiche di Putin a sostegno delle PM (piccole imprese), sono intese più a vantaggio di questi piccoli centri che delle città, sia anche attraverso la tassazione al 6% dei ricavi o il 15% degli utili (Ndr: modello da studiare).

Ma molto di questo progresso non risulta a noi europei a causa del fatto che le notizie ed analisi sulla Russia sono quasi esclusivamente di matrice anglosassone che ci presentano un paese autocratico e posseduto dagli oligarchi. È così?

Ovviamente un paese che è rinato nel ’91, non può essere un paese modello. Sta cercando ancora la sua identità. Dal ’91 al 2000, ha avuto senza dubbio il periodo più caotico della storia moderna nei vari paesi. Quegli anni sono stati quelli della criminalità organizzata, delle privatizzazioni a colpi di arma da fuoco a danno dei più deboli. Ricordiamoci che le case degli aventi diritto di privatizzazione spettavano a quelli che ci abitavano. Ma il delinquente di turno buttava fuori gli anziani, ci metteva una persona sua ed il giorno in cui arrivava l’ufficiale giudiziario per l’assegnazione registrava questi come proprietario. Gli oligarchi quindi emersero da questo modello di privatizzazione selvagge. Le azioni delle aziende statali venivano date agli operai che però non essendo pagati per mesi “svendevano” le azioni agli oligarchi per campare. Non possiamo in siffatte situazioni definire l’oligarca un imprenditore vero né un self made man.. Essi hanno sfruttato un momento di difficoltà dei cittadini per diventare arbitrariamente più ricchi, più grandi, più importanti.

E che è successo con l’avvento di Putin nel 2001?

Il primo vero nemico degli oligarchi è stato Putin. Per questo mi è difficile accettare la critica occidentale che il Presidente è l’amico degli oligarchi.Dopo l’episodio, punizione, di Kondorkovsky , gli oligarchi hanno fatto un passo indietro dalla politica e non sono per nulla collegati a Putin. I nuovi oligarchi che si sono conquistati seriamente le loro posizioni, nel nuovo secolo, non hanno l’ambizione di gestire il paese ma bensì quella di collaborare con il Governo.

Putin assomiglia ad un ossimoro; altamente gradito in Patria mentre è abbastanza impopolare in occidente. Come mai in Russia – secondo i polls – ha un alto gradimento (70% all’incirca)?

Non sono convinto dell’impopolarità di Putin in occidente. Penso lo sia solo in certi segmenti delle società e solo in alcuni paesi, anche per propaganda politica. In Russia anche dopo il certamente impopolare allungamento del regime pensionistico, è ancora sostenuto al 66 per cento, ed ha un forte supporto dal popolo nelle regioni e piccole città.È esattamente il contrario del suo predecessore Eltsin gradito in occidente e il più odiato presidente della storia russa..L’amor di Patria è un sentimento che sopito ha rivissuto nella Federazione Russa con Putin. E l’amor di patria diventa più vibrante con un presidente forte: appunto come lui. Egli è un Presidente che si basa sui fatti, non sulle chiacchiere ed ha fatto ritornare la Russia un Paese autonomo e ricco, indipendente dagli investimenti esteri. La classe media che cresce, gli americani stimano al 24 % della popolazione, è il suo risultato. Lo sviluppo economico da lui voluto lo ha rafforzato.

Cosa ha in testa Putin per la politica internazionale? In Medio Oriente la Russia è ora l’ago della bilancia…

La politica internazionale russa sta diventando molto interessante perchè la Russia si propone come una delle poche alternative agli Stati Uniti. Ma il vero contrappeso della politica americana è e rimarrà la Cina, non certo la Russia..
La Russia è ridiventata una parte attiva, non passiva, sullo scacchiere internazionale. Con la Siria il ruolo di Putin è pragmaticamente la difesa dei suoi interessi nazionali: c’è sempre stata una base navale russa e rinunciarvi sarebbe stato per la Russia un grave danno.

L’abbraccio con la Cina è il risultato di una geo-strategia oppure del fatto che a Putin è negato l’ingresso della EU e nella NATO?

Persino Eltsin, definito il fantoccio degli americani, non ha mai voluto entrare nella NATO. Mentre per Putin l’idea di una EURASIA è parte della sua agenda politica. Non progredendo nel suo progetto, inevitabile il riavvicinamento con la Cina.. Un abbraccio non così desiderato da parte russa, ma l’inevitabile conseguenza naturale del distacco europeo da Mosca. Il progetto Eurasia, in sostanza, comprende gli ex paesi dell’area CIS con annessa la Mongolia, non ancora la Cina.

Parafrasando Goethe, possiamo dire che il rapporto Russia-Cina non è un’affinità elettiva?

Senza dubbio; un rapporto di convenienza, tenendo gli occhi aperti.

Che cosa ammira di più della Russia? Dopo 18 anni di vita ed integrazione nella cultura del Paese?

Il paese è molto affascinante non solo per i suoi paesaggi, ma soprattutto per i suoi abitanti. I russi mi hanno sempre colpito per la capacità di sopportazione delle difficoltà e delle sofferenze che si declinano in modo diverso a seconda delle persone. La Russia è un paese dove i cittadini non hanno la reale possibilità di cambiare le leggi, non è certamente un esempio di democrazia- questo è il lato meno positivo della Russia. Ma ammirevole è la capacità di accettare le scelte altrui, anche a proprio danno se è nell’interesse superiore.

Saluti da una Mosca soleggiata.

Vittorio Volpi

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